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| Zuccone dei Campelli, canalone dei Camosci | |
| Zona | Lombardia - Orobie | |||||||||
| Partenza | Barzio (750 m) | |||||||||
| Quota attacco | 1850 m | |||||||||
| Quota arrivo | 2165 m | |||||||||
| Dislivello | 300 m circa dall'attacco | |||||||||
| Difficoltà | PD- ( pendenza 45° / I in roccia ) | |||||||||
| Esposizione in salita | Nord | |||||||||
| Rifugio di appoggio | Lecco | |||||||||
| Attrezzatura consigliata | da alpinismo invernale (piccozza e ramponi) | |||||||||
| Orario indicativo | 02.30 (con funivia)-altrimenti 04.30 | |||||||||
| Periodo consigliato | Dicembre-Marzo | |||||||||
| Descrizione | Da Lecco si raggiunge il paesino di Barzio e si continua sino al piazzale della cabinovia per i Piani di Bobbio(funzionante anche d’estate) che porta in breve ai Piani, dai quali, con breve e comoda camminata, al rifugio Lecco. In alternativa percorrere la carrareccia per i Piani che parte proprio dal piazzale, per poi risalire la pista di emergenza (mai innevata) fino all'arrivo della funivia e al rifugio Lecco.
Dall’edificio ci si inoltra nel vallone dei Camosci(traccia nella neve quasi sempre presente) seguendo il tracciato di una pista ormai dimessa(abbandonata per la pericolosità dei ripidi pendii a sinistra della stessa) fino a raggiungerne la fine; da questo punto si tiene molto a destra e si scende sul fondo del vallone, per poi incominciare a risalirne il pendio opposto fino a raggiungere l’evidente conoide d’attacco dei due canaloni(quello della Madonnina e appunto quello dei Camosci). Lasciando a destra il facile e breve canale del Pesciola, si entra nel più stretto canalone dei Camosci che si impenna quasi subito e con andamento tortuoso porta a superare un breve salto di roccia(con abbondante innevamento solo scivoli di neve, spesso ghiacciata); si continua a salire tranquillamente, tenendosi preferibilmente sul fondo del canale, fino a quando il canalone si biforca in due rami; si imbocca allora il ramo di sinistra e si prosegue su un terreno sempre meno pendente fino a sbucare presso uno stretto colletto(a volte è presente una cornice, attenzione), stretto tra la “calotta” dello Zuccone Campelli vero e proprio(m 2159-in vetta è presente un palo con pannelli solari), a destra, e la cresta del Dente dei Campelli a sinistra. Si piega a sinistra e si rimonta una regolare elevazione secondaria(dalla quale è ben visibile la croce di vetta) e la si scavalca fino a raggiungere una breccia che rompe l’uniformità della cresta; prestando attenzione al vetrato e facendo buon uso delle catene di sicurezza presenti si discende la spaccatura(uscita del canalone SEM) e si risale facilmente dalla parte opposta su roccette ed erba fin sul filo di cresta e si continua fino a che, a pochi metri dalla croce, un’ altra spaccatura obbliga a scendere un poco verso destra dove si incontra l’uscita della ferrata M.Minonzio e da dove, in breve, si raggiunge la vetta(Dente dei Campelli, mt 2161-croce in ferro e tavola orientativa in metallo). Vista impareggiabile d’inverno, comunque molto bella anche nel periodo estivo(quasi sempre però guastata dalle nebbie). Il ritorno è consigliato per l’ itinerario di salita, con particolare attenzione d’inverno, nella discesa del canalone. |
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| Valutazione itinerario | Ottimo | |||||||||
| Commento | N.B.: nel periodo estivo, la salita nel canalone si svolge su un classico terreno detritico ed instabile tipico dei canali.
Attenzione alla caduta di sassi, soprattutto in caso di forte affluenza. 1) nel canalone dei Camosci 1)il massiccio dolomitico in veste invernale |
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| Itinerario visto | 20159 volte | |||||||||
| Immagini | |
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| Report collegati |
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