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   REDORTA Canale Meridionale + Canale Centrale, 08/02/2020
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Onicer  maurizio1972   
Regione  Lombardia
Partenza  Valbondione  (950 m)
Quota attacco  2400 m
Quota arrivo  3038 m
Dislivello della via  2100 m
Difficoltà  AD ( pendenza 60° / II in roccia )
Esposizione in salita Est
Rifugio di appoggio  invernale del Rif.Coca o del Brunone
Attrezzatura consigliata  normale dotazione alpinistica. 2 picche
Itinerari collegati  Pizzo Redorta (3038m), Canale Meridionale
Rischio valanghe  1 - Debole
Condizioni  Ottime
Valutazione itinerario  Eccezionale
Commento 14 ore di vita tutta d'un fiato.
Con Alessandro Bassi, Daniele Bergonti e Claudio Lussana, salita riuscita per la compattezza del gruppo e per la voglia di condividere. Non semplicemente soci, ma compagni d’avventura.
C’è ancora spazio per l’avventura? Sembra strano, ma dopo aver viaggiato dall’altra parte del mondo, l’avventura la ritrovo a pochi km da casa… in Valseriana. Un’avventura che comincia poco prima dell’una di notte e ha il sapore dell’inverno e, uscendo dall’auto, ti domandi perché alla fine di una giornata di lavoro sei al cospetto di giganti di roccia e ghiaccio e non sul divano di casa… le domande svaniscono presto perché la luna piena accende il suo personale palcoscenico e suggerisce di guardare il mondo ancora con meraviglia. Rispondiamo al messaggio seducente e saliamo da Valbondione verso il Rif Coca… Il sentiero in piedi e lo zaino pesante ci riportano dalla poesia alla faticosa realtà. La compagnia però rende tutto più scanzonato e leggero. Ogni tanto occhi curiosi ci spiano nella nostra goffa ascesa… perdiamo tempo nel valutare un traverso ghiacciato che esige i ramponi, anche se per pochi metri. Mi sento più impedito del solito nelle operazioni che dovrebbero essere automatiche… mi scivola dalle mani un rampone e penso che la giornata inizi male… Come al solito il rifugio è lì sopra, ma non arriva mai. Il locale invernale ha ospiti e non vogliamo disturbare per la nostra sosta tecnica, per cui ci cambiamo all’esterno e proseguiamo verso il lago di Coca e la conca dei Giganti. Sono le 3.30: la brezza tesa e la neve riportata non riescono a oscurare il bagliore argentato e il panorama onirico in cui siamo immersi. Dopo il lago di Coca abbandoniamo una traccia che prosegue diritto e tagliamo a sx. La risalita verso il conoide valanghivo del canale è da tracciare (incombenza che si assumerà Ale) su neve riportata, ma su pendenze accettabili, anche se via via più sostenute. Entriamo nel ventre della montagna… è il momento che, in silenzio rispettoso, tutti attendevamo; con gesti usuali ci attrezziamo e cominciamo la danza cadenzata di ramponi e picche. La montagna è viva e ce lo ricorda con una leggera ma costante “pioggia” ghiacciata sui caschi che “rinfresca” la salita. E’ stato un bene partire presto e non avere il sole e alpinisti sopra di noi… Il canale aumenta progressivamente di pendenza su neve non sempre trasformata e che va interpretata passo dopo passo; seguiamo una rigola che sembra maggiormente portante, ma non sempre è così, per cui l’attenzione è costante. Il canale si stringe a budello e l’alba ci accoglie prima della rampa finale. La magia dell’ambiente in cui siamo racchiusi e il fuoco del Pizzo Coca risvegliato dal sole alle nostre spalle, ci fanno sentire tremendamente vivi e sospesi fuori dal tempo civilizzato e ingabbiato dalle norme sociali. Il ritmo sonno veglia è saltato, ma la simbiosi con l’ambiente ci mantiene sospesi in una stupenda bolla. La neve qui è farinosa e bisogna lavorare un po' per gradinare e cercare un appoggio solido per le picche. Con attenzione sbuchiamo in cresta affacciandoci sul versante opposto sopra il canale Nord/Ovest; vi sono sastrugi da vento, ma la neve sembra portante. Titubiamo un attimo su qualche metro di esile cresta e poi risaliamo il facile tratto finale. Siamo in vetta alle 8.10, ma i complimenti e le foto durano poco perché il freddo ricorda che siamo a 3000mt d’inverno. Salendo notiamo una traccia che sale dal Canale Centrale, la neve è buona e decidiamo di scendere per questa via; scelta azzeccata: si scende ottimamente e le croste da vento si trovano solo oltre la base del canale. Attenzione solo al ghiaccio affiorante vicino alle rocce basali. Arriviamo finalmente al sole nel traverso che porta al Rif Brunone e qui facciamo una bella sosta. Sarà difficile rimettersi in piedi e scendere la lunghissima valle su neve smollata (e con qualche insidioso buco). Alle 14.30 siamo a Fiumenero, ma manca ancora l’autostop per Valbondione…
Gran bella avventura orobica.
foto 1 - Strozzatura del Meridionale
foto 2 - Verso l'uscita del Meridionale
foto 3 - Il bel Canale centrale visto dal Brunone
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