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   Pizzo del Diavolo della Malgina, per il canalone della Malgina, 18/05/2016
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Onicer  fabiomaz      
Gita  Pizzo del Diavolo della Malgina, per il canalone della Malgina
Regione  Lombardia
Partenza  La Paiosa (Val Malgina)  (950 m)
Quota arrivo  2700 m
Dislivello  1750 m
Difficoltà  BSA
Esposizione in salita  Nord
Esposizione in discesa  Nord
Itinerari collegati  Pizzo del Diavolo della Malgina (2926m), per il canalone della Malgina
Neve prevalente  Trasformata
Altra neve  Trasformata
Rischio valanghe  2 - Moderato
Condizioni  Buone
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento Con il panda 4x4 fino alle baite Colombini (950 m) dove il nonno di Heidi ci saluta e ci dice che il canale in alto è bello e in buone condizioni.
Arrivare fin lì secondo me è sconsigliabile se non si ha un 4x4 e anche piuttosto alto. Con un'utilitaria portatevi una coppa dell'olio di scorta!
In 30', rimanendo su comodo sentiero, si raggiunge la lingua a quota 1200 e si sale su neve di deposito, parecchio sporca ma sciabile. Ambiente grandioso e suggestivo.
Purtroppo il tempo non è dei migliori e le vette cominciano ad ammantarsi di nebbie.
Il canale ha un'unica interruzione, appena comincia a prendere pendenza, causata da una frana di massi che deve essere caduta recentemente, in quanto sotto si vede la neve. In alto, alla fine del tratto di maggior pendenza non credo che rimarrà ininterrotto a lungo.
Attenzione infatti che fino al pianoro a quota 2200 c'è poca neve. Si paga l'inverno avaro e rispetto ai report vecchi ci sono condizioni di metà giugno.
Sopra invece si nota la neve recente, che ha creato qualche piccola slavina, non ancora lisciata dalla pioggia e su cui risulta più veloce e comodo salire a piedi. Con un po' di caldo va tutto a posto.
Giunti in vista del passo deviamo a destra verso i pendii invitanti della parete Nord Est, che vorremmo anche scendere.
La fatica nel canale si faceva sentire, qui si procede decisamente meglio.
Purtroppo la copertura nuvolosa si va intensificando e ci porta a deviare dapprima verso la cresta principale, per avere un più semplice orientamento, e poi, circa a quota 2700, a fermarci. La vetta è infatti sparita, avvolta in una fitta coltre di nebbie.
Negli ultimi 50 metri la neve ha cominciato anche a fare i classici "tunf" sotto gli sci, segno che sotto una crosta portante c'è ancora uno strato di neve ricca di aria e non consolidata. Quindi la scelta della cresta sarebbe stata comunque opportuna.
Attendiamo un po' ma le nebbie non si diradano. Decidiamo di goderci la parte di parete salita e scendiamo. Belli i primi 500 metri di discesa, seppur disturbati da qualche slavina.
Nella parte centrale il canale non è facilissimo da sciare con continuità in quanto piuttosto mosso e irregolare. Nella parte bassa invece è un pistone, dove bisogna comunque prestare un po' attenzione ai tanti sassolini presenti nella neve di deposito.

Che dire? Vince su tutto la suggestione dell'ambiente. Nel canale la fatica si sente. La parete Nord Est sembra divertente da scendere e il "sembra" è la ciliegina che è mancata sulla torta.
Con Calimero, che doveva essere un po' scassato fisicamente ma invece è andato alla grande!

Edit: mi viene segnalato che c'è un UN DIVIETO DI TRANSITO per le baite Colombini. Non ne ero corrente, non ne avevo letto su altri report, non è segnalato sull'itinerario (e sarebbe utile lo fosse) e io non ci ho fatto caso ma ero concentrato sul trovare la strada, quindi probabilmente non l'ho notato.

foto 1: già alti nel canalone.
foto 2: Verso la cima, nascosta da un costolone a destra c'è la parete. A sinistra la cresta che andremo a prendere.
foto 3: Calimero nel canale
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