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UNTERAAR: sulle tracce di Agassiz
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Autore Messaggio
Franz
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MessaggioInviato: Mer Set 26, 2012 8:17 am    Oggetto: UNTERAAR: sulle tracce di Agassiz Rispondi citando

UNTERAAR GLETSCHER, Oberland Bernese
Grimsel see ---> Aar biwak


L’Ober e l’Unter Aar gletscher. In rosso il probabile livello del ghiacciaio nel 1800. Sullo sfonfo il Finsteraarhorn, 4278m e il Lauteraarhorn, 4048m. Foto tratta da Wikimedia

La glaciologia, come la intendiamo oggi, pone le proprie basi nelle idee di un luminare del 1800, Jean Louis Rodolphe Agassiz (1807-1863). Questi fu uno dei primi a teorizzare l’estensione dei ghiacci nel passato oltre i limiti spaziali dell’epoca: a parlare quindi di ere glaciali. Nel 1840 costruì una capanna sul ghiacciaio inferiore dell’Aar (Unteraar gletscher) ove risiedette per un certo periodo in modo da poter studiare la morfologia glaciale e dar luce al prezioso volume giunto a noi: "Etudes sur les glaciers" ("Studio sui ghiacciai").


La mappa di Agassiz del 1842 è stupenda:

«Carte du Glacier inférieur de l'Aar, levée en 1842, d'après les directions de m.Agassiz par Jean Wild, Ingénieur»

Impressionante è il raffronto con la foto aerea del 2012 (fonte GoogleEarth) con il contorno sulla mappa (mia personale elaborazione).


Ecco anche qualche altra mia elaborazione da satellite.
Due immagini da satellite (Landsat Thematic Mapper NASA) del 1984 e del 2010.
Non va guardato l'arretramento della parte "blu" (ghiaccio) che viene progressivamente ricoperta da roccia, ma l'arretramento della fronte (coperta da detrito).

E lo zoom sulla fronte con relativo contorno del 1984 vs 2010.



Corre quest’anno il ventennale della nascita del Servizio Glaciologico Lombardo. In alcuni si fa strada l’idea di fare una spedizione oltre i confini regionali con scopi glaciologici. Colgo immediatamente l’idea di Valerio, che ripone le sue attenzioni sugli studi di Agassiz, perchè ha un sapore molto romantico. Sulle sue tracce si vorrebbe percorrere questo ghiacciaio e in qualche modo rievocarne gli studi, magari in futuro con un accampamento stanziale o con un film.
È un ghiacciaio che non mi è nuovo. Nel 2007, con la salita del Lauteraarhorn avevo avuto modo di percorrerlo: era stato un viaggio eterno e snervante, ma il solo pernottamento all’Aarbiwak ne giustificava un ritorno: si tratta per me di uno dei luoghi più belli e remoti delle Alpi.
Il percorso al bivacco è lungo ben 16 km (solo di andata, col ritorno: una maratona!!!)! Ma ogni angolo ha un fascino particolare…

Eccolo (da GoogleEarth):


Eccoci quindi in questo weekend di fine estate io, Warta, Valerio, Paglia e Livio alla volta del Grimselpass. La giornata comincia grigia e piovosa, ma il tempo di prepararsi a partire dall’auto e il cielo comincia ad aprirsi, come da previsione, lasciando sopraggiungere un bel sole. Il lago del Grimsel è lunghissimo, ma il percorso che lo costeggia è magnifico. Dopo un paio d’ore giungiamo al punto dove pare, secondo le antiche mappe di Agassiz, arrivasse il ghiacciaio nel 1840. Ora c’è la parte finale del lago. A destra la celebre parete de L’Eldorado, ove corre la famosa via Motorhead.
Eccoci ove il torrente Aar entra nel lago. La fronte del ghiacciaio è ancora lontana. Continuiamo sul comodo sentiero. Il tempo intanto peggiora sensibilmente e quando mettiamo piede sul ghiacciaio, che qui è completamente ricoperto da detrito, comincia a piovere. Superiamo il bivio per il Lauteraarhutte, posto 200 metri più in alto a causa dell’abbassamento del ghiacciaio. Al bivio tra Lauteraargletscher e Finsteraargletscher giriamo a sinistra per quest’ultimo e veniamo colti da una fitta nebbia: dei pali di legno sul ghiacciaio ci aiutano però a trovare la direzione. Quando entriamo nello Strahlegg gletscher manca ormai poco allo splendido Aar biwak. Acqua corrente, le crocs con marchio svizzero come ciabatte, piumini d’oca, fornello, ecc. E’ presente il gestore per la chiusura della stagione. Dopo aver goduto delle ultime luci sulle vette, ci dedichiamo alla luculliana cena: raviolini, melanzane alla parmigiana, due bottiglie di vino, salame, formaggi,…grappa. Insomma, non ci siam fatti mancare nulla. Sotto i caldi piumoni passeremo un’ottima notte. L’indomani ci svegliamo con una splendida giornata. Ridiscendiamo lo Strahlegg gletscher e il Finsteraar gletscher. Giunti allo Abschwung (la confluenza tra le due lingue principali) scavalchiamo la possente morena mediana mettendo piede sul Lauteraar gletscher alla ricerca di punti fotografici coerenti con le incisioni storiche di Agassiz. Ci rendiamo tuttavia conto che è difficile ritrovare un punto che si trovava sì in questo luogo, ma 100-200 metri più in alto: eh sì, il ghiacciaio ha subito questa sorprendente riduzione di spessore; ciò è evidente dai “segni” lasciati sulle rocce a lato della valle. Percorrendo la morena mediana alla ricerca dei macigni che costituivano l'Hôtel de Neuchâtelois (il bivacco di sassi dove alloggiava) la nostra fantasia torna a quelle gelide notti in cui lo scienziato e i suoi colleghi discorrevano di glaciologia davanti ad un fuoco. Con questi pensieri allestiamo un pic-nic di tutto rispetto con lo sfondo del Finsteraarhorn. Una sosta alla foce dell’Aar nel lago sulla sabbia (till glaciale) e non ci resta che tornare alla macchina, dopo aver rilevato con il GPS, metodi moderni di rilievo Wink, la fronte e alcune particolarità morfologiche.
Insomma, la montagna non è solo vie alpinistiche e 4000. La montagna è anche un libro aperto in merito alle variazioni climatiche e alle modificazioni ambientali di secoli e millenni che ci hanno preceduto. Un libro interessante e pregno di emozionanti conoscenze che arricchiscono chi ha la fortuna di non passare oltre senza porci attenzione. Bisogna anche aver la fortuna di avere soci validi e appassionati. Con quelli di questo weekend c'è stata la giusta intesa per tornare a casa con un bagaglio in più! Grazie!



Le foto

La valle dell’Unter Aar con il livello del ghiacciaio nel 1800

Sul Grimsel see

Sentiero di cengia

Voltandosi, il cielo comincia a pulirsi

Ed ecco la fronte con il livello del 1800. Sopra visibile il Lauteraarhornhutte.

Luci e ombre sulla fronte dell’Unteraar

In effetti le bandierine tibetane ci ricordano che siam in un paesaggio più simile all’Hymalaya o al Baltoro

Si studiano le mappe

Questo lago nel 2006 non c’era

Comincia a piovere, ahinoi

Il lago si allontana

Troviamo un “tesoro”. Porcellane. Probabilmente perso da un elicottero…

Verso il bivio del Finsteraar gletscher

Metodo di segnalazione usati dall’800 al 2000…

Sul Finsteraar gletscher

Segnali di legno per non perdere la traccia

L’Oberaarhorn. E dei particolari coni di ghiaccio

Un posto magico

Si cucina

Pronta!

In tavola.

Caio, il cane del gestore, dorme con noi

Colazione

Aarbiwak e Lauteraarhorn

Studerhorn e Finsteraarhorn

La magnifica Nord del Finsteraarhorn
Una via impegnativa la percorre: http://www.rocksports.de/forum/showthread.php?tid=498

Lo Studerhorn. La sua bella nord è interessante… Meriterebbe un ritorno…
https://picasaweb.google.com/104112104764730377605/StuderhornNordwand2930Juni2010?gsessionid=tCgZmdI9owztLL8ZSqc0cA#

Lo Strahlegg gletscher

“Impronta” nel ghiaccio: Yeti o Agassiz Wink?

Rigelo artistico

Mastodontico

Inghiottitoio

Il Lauteraar gletscher e il confronto storico. Qui sorgeva l'Hôtel de Neuchâtelois (il bivacco di sassi dove alloggiò Agassiz)

Il Finsteraar gletscher in 2 secoli di arretramento

Verso il Lauteraarhorn

Il rifugio di Hugi e di Agassiz erano sì sulla morena mediana, ma 100/200m più in alto.


Magnifico Lauteraarhorn e anticima dello Schreckhorn.

Pic nic con panorama sublime

Operatori nostalgici

Lo scalino a valle

Una volta il ghiacciaio era lì

Sulla foce dell’Aar

Frutti di stagione

Di ritorno

Colori d’autunno verso l’Ospizio del Grimsel

Il tunnel

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L'ultima modifica di Franz il Mer Set 26, 2012 11:43 am, modificato 3 volte
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misteradamello



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MessaggioInviato: Mer Set 26, 2012 8:57 am    Oggetto: Rispondi citando

Belli questi raffronti storici! Ho un numero di Alp se non ricordo male dedicato completamente ad Agassiz..bellissimo!
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fabiomaz



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MessaggioInviato: Mer Set 26, 2012 9:33 am    Oggetto: Rispondi citando

Per fortuna che non c'è il Drugo così posso dirti "grazie" per l'interessantissima introduzione e per i raffronti.
Sul serio!



Qui invece si vede una traversata che mi piacerebbe molto fare!
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Domonice
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MessaggioInviato: Mer Set 26, 2012 1:06 pm    Oggetto: Rispondi citando

Bellissimo reportage Franza, sempre molto interessanti questi "viaggi" spaziotemporali Wink
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calimero



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MessaggioInviato: Mer Set 26, 2012 3:58 pm    Oggetto: Rispondi citando

un pò di " scienza" non fa male...soprattutto se corredata da splendide immagini.
Belle le immagini del Finsty.
E che posto, l'Aarbivak.
Bella girata " romantica ", fuori dai tuoi abituali schemi ma non per questo, per chi legge e guarda, meno godibile...

ciao!
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calimero
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Alpe



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MessaggioInviato: Mer Set 26, 2012 7:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

bellissimo!! non è sempre necessario raggiungere una cima od avere come obiettivo una via per godere dello strordinario ambiente che solo questi luoghi sanno offrire...ed è proprio questo contorno, l'ambiente che ci circonda che fa la differenza e che spinge ognuno di noi ad inventarsi una nuova avventura ogni settimana!

Bravo Franz e compagnia!

ottima la scelta dei ravioli!!
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mat69



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MessaggioInviato: Gio Set 27, 2012 7:39 am    Oggetto: Rispondi citando

un pò di cuuultura montana serve a capire tante cose.

complimenti per lo sbattimento.

nessun inedito dal: Pagliastyle
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Harnust



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MessaggioInviato: Gio Set 27, 2012 3:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

report veramente interessante, complimenti!

Citazione:
...magari in futuro con un accampamento stanziale o con un film.

è vero: ci starebbe proprio un documentario stile National Geographic Channel Cool
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da soli si va piu' veloci, insieme si va piu' lontano...
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simo il 4



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MessaggioInviato: Gio Set 27, 2012 3:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

magari un bel time lapse di 1 anno!

franz complimenti, se sempre il migliore!!!!!!
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salire e perdersi nell'immenso
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Franz
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MessaggioInviato: Gio Set 27, 2012 4:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

mat69 ha scritto:
nessun inedito dal: Pagliastyle

beh, se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo
il divertimento è assicurato
ultimamente anche la cucina...
dopo le ottime lasagne del Fellaria...ora le melanzane alla parmigiana!
Harnust ha scritto:
è vero: ci starebbe proprio un documentario stile National Geographic Channel Cool

Sì, ma con i pantaloni alla zuava e l'alpenstock
simo il 4 ha scritto:
magari un bel time lapse di 1 anno!

Tipo...
Sto lavorando per...Wink

Da Wikipedia, copyright NASA
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Franz
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MessaggioInviato: Gio Set 27, 2012 5:46 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ecco la mia elaborazione simile alla precedente della NASA.

1984 vs 2011

In ciano (azzurro) la neve, in blu il ghiaccio
(si consideri che nell'immagine del 2011 c'era più neve che nel 1985: l'immagine non è stata acquisita nel periodo perfettamente idoneo allo studio)


Lo zoom alla fronte chiarisce bene l'arretramento di circa 1400 m in 27 anni.
e l'aumentata copertura di detrito.

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BiancoAtlas



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MessaggioInviato: Gio Set 27, 2012 7:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

Shocked Shocked i tuoi sono davvero report pornografici ,per favore mi mandi il cedolino per l'abbonamento? Wink Laughing
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silvrin



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MessaggioInviato: Gio Set 27, 2012 9:29 pm    Oggetto: Rispondi citando

Se Franz fosse un professore, sicuramente saprebbe carpire l'attenzione anche dello studente più svogliato!
So che in effetti, sei spesso relatore in qualche convegno o conferenza scientifica o semplicemente divulgativa. Sarebbe davvero interessantissimo sentirti e sicuramente non mi farò perdere l'occasione se capiterai da queste parti.
Questa relazione poi, istruttiva in maniera particolarmente efficace e corredata dalle abituali bellissime e curatissime fotografie, consente a molti (me compreso) di immaginarsi partecipe e non solo semplice spettatore di una così interessante e inusuale escursione.
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Franz
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MessaggioInviato: Ven Set 28, 2012 3:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

silvrin ha scritto:
Se Franz fosse un professore, sicuramente saprebbe carpire l'attenzione anche dello studente più svogliato!
So che in effetti, sei spesso relatore in qualche convegno o conferenza scientifica o semplicemente divulgativa. Sarebbe davvero interessantissimo sentirti e sicuramente non mi farò perdere l'occasione se capiterai da queste parti.

Meno male...
...almeno son sicuro che gli studenti non si annoiano alle mie lezioni...grazie Wink

Per quanto riguarda le prossime serate in zona...ti aggiornerò !!!
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Domonice
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MessaggioInviato: Ven Set 28, 2012 4:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

silvrin ha scritto:
Se Franz fosse un professore, sicuramente saprebbe carpire l'attenzione anche dello studente più svogliato!
Quoto! Bellissima l'animazione, molto meglio della NASA Wink
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