Home Gallery
Reports
Scialpinismo
Escursionismo
Roccia
Ghiaccio e Misto
Mountain Bike
Archivio
Itinerari
Scialpinismo
Escursionismo
Roccia
Ghiaccio e Misto
Fenio...menali
Forum
Ricerca
   Monte Disgrazia, Cresta O-NO, 02/08/2020
Inserisci report
Onicer  Brecchy   
Regione  Lombardia
Partenza  Piana di Preda Rossa  (1955 m)
Quota attacco  3387 m
Quota arrivo  3678 m
Dislivello della via  1120 m
Difficoltà  PD+ ( pendenza 40° / III in roccia )
Esposizione in salita Ovest
Rifugio di appoggio  Rifugio Ponti
Attrezzatura consigliata  Normale dotazione da alpinismo
Itinerari collegati  Monte Disgrazia (3678m), Cresta O-NO (via normale)
Rischio valanghe  1 - Debole
Condizioni  Ottime
Valutazione itinerario  Eccezionale
Commento La ciliegina sulla torta! E la torta era pronta giusto in tempo :-)
Prenotiamo per questo week end la mezza pensione al rifugio Cesare Ponti (2559m) ma fino all'ultimo siamo incerti (soprattutto io) se partire o meno per via dell'instabilità meteo prevista per il fine settimana, la domenica in particolare. Ci crediamo comunque, o forse è meglio dire "ci speriamo" e con calma, sabato pomeriggio, raggiungiamo il parcheggio di Predarossa a 1955m e ci avviamo seguendo il sentiero per il rifugio che raggiungeremo in 1h15m circa. Svolte le consuete pratiche di accoglienza, aspettiamo la cena e ogni tanto usciamo a scrutare il cielo ammalliati da uno splendido tramonto sulle vette circostanti che si colorano di oro a contrasto con un cielo plumbeo che non promette tanto bene. Rifocillati a dovere con una squisita cena sostanziosa, andiamo a letto presto, speranzosi nella finestra di bel tempo che la maggior parte dei meteo davano tra le 6.00 e le 11.00; per quell'ora contiamo di essere fuori dalle difficoltà, se mai avremo modo di andare a metterci il naso...
La mattina spengo la sveglia prima che suoni perché la voglia di salire al Disgrazia probabilmente non mi ha fatto dormire un granché, dó un'occhiata fuori dalla piccola finestrella della camera e il cielo appare nuvoloso; non si vede nemmeno una stella brillare. Scendiamo per la colazione e con noi, un'altra cordata che tenterà anch'essa la vetta. Alle 3.20 siamo in marcia e ci dirigiamo verso il caratteristico sentiero che risale il filo della morena; fa caldo e il cielo si fa sempre più coperto, pioviggina e in lontananza verso Sud-Est vediamo anche dei lampi. Decidiamo di provare ad arrivare almeno all'inizio del ghiacciaio e se il tempo lo consente, al massimo alla sella di Pioda per valutare un'eventuale salita al monte stesso, trascurato per via del fratello maggiore. Arrivati al ghiacciaio (3000m circa) tastiamo la neve e dopo esserci legati saliamo fino alla sella a 3387m mentre assistiamo ad un leggero rasserenamento e ad una timida alba che un'alba vera probabilmente non è; ma comunque fa chiaro e questo ci consente di spegnere le frontali. Sono le 5.40 circa e il meteo sembra migliorare. Ci mancano "solo" 300m di dislivello ma sono i più complessi, la cresta è lì che ci aspetta, e da lì non si muove... È la "via Normale" ma sappiamo benissimo che di normale non ha niente; se si sbaglia, non perdona. Rincuorati da un timido sole che cerca di farsi spazio in una grigia coltre di nubi, decidiamo di partire per la vetta, sono ormai quasi le 6.00; nel mentre ci raggiunge anche l'altra cordata composta da una guida con cliente, che come noi deciderà di provarci e questo ci rafforza il morale e ci fa credere nel nostro obbiettivo ancora di più. Partiamo legati in conserva e affrontiamo la prima parte di cresta che si svolge prevalentemente su sfasciumi tra grossi blocchi di granito, poi una volta raggiunto il filo, quasi non lo si lascia più tra emozionanti passaggi aerei, traversi esposti, qualche delicato passo di disarrampicata e un paio di attraversamenti di pendii innevati/ghiacciati; non mancano nemmeno passi di misto. Non c'è vento, la roccia è pulita ed asciutta e la temperatura è gradevole; il meteo è stabile e il sole gioca a nascondino con le nuvole...
Si procede che è una meraviglia. Mentre salgo, ancora stento a crederci, ma mi concentro al massimo e tengo la mente libera gustandomi ogni singolo passaggio, e che passaggi. C'è tempo anche per qualche scatto. Arriviamo così al "cavallo di bronzo", Maurizio lo affronta deciso ed io a ruota lo seguo per affrontare poi gli ultimi metri che ci separano dalla ormai vicina vetta.
Alle 7.40 siamo finalmente in cima ed è per me una grande gioia riuscire finalmente a mettere piede su questa Vetta! Spettacolooooo!
Non so di preciso il motivo ma il Disgrazia ha sempre attirato la mia attenzione e ogni qual volta raggiungevo una cima, il mio sguardo scrutava l'orizzonte alla ricerca della sua imponente mole, anche se a volte non sapevo nemmeno da che parte cercarla... Il suo nome mi ha sempre messo un po' di apprensione ma dicono derivi da una traduzione del dialetto "desglascià" (=si sghiaccia). La sua via (a)normale non è una passeggiata, sicuramente è molto più onesto chiamarla "cresta Ovest Nord-Ovest"... Nelle uscite coi soci lo si nominava spesso ma per vari motivi nessuno si è mai dimostrato interessato a salirlo; ognuno si sa, ha i suoi obbiettivi e a volte può non essere facile scendere a certi compromessi. Con Maurizio dopo qualche uscita "in quota" e su qualche bella cresta, ce la siamo preparata a dovere e il tempo, come da previsioni, è stato clemente con noi. A volte basta non arrendersi troppo presto... È ancora presto per festeggiare, la discesa implica più concentrazione che la salita!
Prima di abbandonare la vetta lascio un pensiero per Fabio e Roberto, due ragazzi di Bergamo che ormai 4 anni fa (3 luglio 2016) da questo posto non sono più tornati. Oltre alla montagna, condividevano la grande passione per l'Atalanta; bella la targa in memoria posata nei pressi del rifugio dagli amici della Curva Nord, che ogni anno salgono a ricordarli...
Ci apprestiamo così a scendere dove incrociamo l'altra cordata che sta salendo, scambiamo due parole, e con gli occhi sempre bene aperti ritorniamo prima alla sella poi giù di corsa fino al rifugio che raggiungiamo alle 10.30. Finalmente ci rilassiamo un attimo e abbiamo modo di bere qualcosa per festeggiare; salutiamo i rifugisti e via di nuovo a passo spedito verso la macchina che raggiungiamo a mezzogiorno giusto per trovare dove mangiare un buon piatto di pizzoccheri.
Un ringraziamento al socio Maurizio che fin dalla prima volta che gli ho nominato il Disgrazia, ha appoggiato la mia idea e mi ha accompagnato (anche) in questa salita.
Un ringraziamento anche ai gentili e cordiali ragazzi che gestiscono il rifugio Ponti, dove ci siamo trovati veramente bene: pulito, ordinato ed ottima anche la cena. Ciao Eleonora!
Fin troppo bello, il Disgrazia, in una domenica di agosto, si può dire quasi, tutto per noi!
Una giornata che non scorderò mai!
Partecipanti: io e Maurizio
Foto1: passaggi aerei
Foto2: tramonto al sabato
Foto3: per Fabio e Roberto
Report visto  2052 volte
Immagini             

[ Clicca sulla foto per ingrandire ]
Fotoreport