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   Monte Adamello, Sperone Ovest, 22/06/2020
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Onicer  picchiomuraiolo   
Regione  Lombardia
Partenza  Malga Caldea  (1584 m)
Quota attacco  2800 m
Quota arrivo  3539 m
Dislivello della via  600 m
Difficoltà  D+ ( pendenza 40° / IV+ in roccia )
Esposizione in salita Ovest
Rifugio di appoggio  Rifugio Garibaldi all'Adamello (2553 m)
Attrezzatura consigliata  NDA, friends e incastri vari, chiodi, ramponi e piccozza. Lungo la via la chiodatura è assente (eccetto 3 chiodi in tutto, nella parte superiore).
Itinerari collegati  nessuno
Rischio valanghe  1 - Debole
Condizioni  Buone
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento Lo sterrato fino Malga Caldea è un po' dissestato e presenta qualche guado, ma con un po' d'attenzione lo si percorre anche senza avere per forza un fuoristrada.
Nelle attuali condizioni (accumuli di neve, alpine ice, ecc.) si tratta di una salita di misto, che abbiamo realizzato interamente coi ramponi e sfruttando la picca nei tratti dry. Le difficoltà naturalmente sono maggiori rispetto alla valutazione estiva (AD+). Sulla via ci si riesce a proteggere molto bene sfruttando le numerose fessure di ogni dimensione (abbiamo adoperato perfino un tricam grosso nr. 4). La scalata è sempre divertente e appagante, su roccia molto buona (fatta eccezione forse solo negli ultimi due tiri, in cui si trova qualcosa di marcio o instabile, ma va messo in conto che di fatto era la prima salita di quest'anno).
Partiti dal Garibaldi alle 4, abbiamo messo i ramponi prima del canalino che sale al Passo del Lunedì. La neve sul pendio da attraversare dopo il Passo era ben rigelata e portante, e questo ci ha permesso di giungere all'attacco più velocemente, in circa 2 ore. Abbiamo attaccato lo sperone dal lato destro seguendo la via originale: grazie all'abbondante innevamento, si riesce a salire parecchio (pendio a 40°, terminale coperta) per poi portarsi sul filo dello spigolo sfruttando dei divertenti tratti di misto e buon Alpine Ice.
Fino circa a metà sperone abbiamo scelto una conserva protetta per velocizzare i tempi, oltre abbiamo fatto a tiri alterni. Più in alto, naturalmente la neve perdeva consistenza. Allungare bene le protezioni per evitare attriti in diversi punti dove la via aggira qualche torrione, per poi riportarsi sul filo.
Sbucati sulla cresta sommitale, su neve ormai sfondosa abbiamo raggiunto la vetta dell'Adamello. In discesa abbiamo voluto raggiungere il rif. Gnutti per esplorare un altro versante di queste terre meravigliose, passando dal canalone accanto alla ferrata Terzulli: neve sfondosa fino alle ginocchia e numerosi buconi, ma questa è un'altra storia...

Grande competenza e disponibilità di Odoardo, gestore del Garibaldi, che ci ha saputo dare le giuste dritte per non sbagliare e alle 3 era già in piedi per la nostra colazione.
Anche al rif. Gnutti abbiamo ricevuto un'ottima accoglienza, e non ci è dispiaciuto affatto poter arrampicare l'indomani sulle belle Placche del Crepuscolo al sole, in maniche corte...
Per la relazione dello Sperone Ovest consiglio la stupenda guida di Edo Balotti "Arrampicare in Adamello".

Gran bella gita, con Roberto.

Primi salitori: Egidio Capelli, Vittorio Drera, Gianmarco Pellizzari (13 luglio 1975).

FOTO:
1 - In avvicinamento
2 - Bel misto nella parte inferiore
3 - Lungo la parte superiore della via
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