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   Monte Adamello dalla Vedretta del Mandròn e il versante Sud, 16/08/2018
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Onicer  tommasositzia   
Regione  Lombardia
Partenza  Rif. Ai Caduti dell'Adamello  (3040 m)
Quota attacco  3015 m
Quota arrivo  3539 m
Dislivello della via  500 m
Difficoltà  PD- ( pendenza 35° / I in roccia )
Esposizione in salita Varia
Rifugio di appoggio  Rif. Ai Caduti dell'Adamello e Biv. Ugolini
Attrezzatura consigliata  Attrezzatura per cordata che procede in conserva su ghiacciaio
Itinerari collegati  nessuno
Rischio valanghe  1 - Debole
Condizioni  Ottime
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento Dal Passo della Lobbia Alta, che si raggiunge in pochi minuti dall’omonimo Rifugio, si scende sulla Vedretta del Mandròn, superando su detriti e blocchi qualche affioramento roccioso. Si procede in direzione SO, costeggiando la base delle Cime del Dosson. Si attraversa un primo grande avvallamento glaciale, oltrepassato il quale si punta ai piedi del versante orientale del Corno Bianco, si supera quindi un pendio relativamente ripido e si raggiunge un secondo avvallamento. Da questo si obliqua verso sinistra, lambendo i bordi del Pian di Neve, ampio avvallamento glaciale, da evitare specialmente se le temperature sono elevate, per il frequente formarsi di rivoli e pozze glaciali, che possono essere insidiose. Inoltre, vanno evitati i crepacci che si trovano specialmente sui pendii a nord del Pian di Neve, il cui aggiramento costringe a lunghe deviazioni. I crepacci sono invece molto meno abbondanti se ci si tiene ai piedi del versante settentrionale del Corno di Salarno. Volgendo poi a destra si punta al punto più basso della cupola sommitale, detritica a fine stagione, e si supera, su tracce di sentiero, sfasciumi e detriti, a tratti franosi, la ripida rampa di base della cupola stessa. Si procede quindi più comodamente non lontano dalla cresta SO della vetta, che si raggiunge in breve. Il ritorno si può effettuare lungo la stessa linea di salita. Giunti a incrociare il percorso di discesa dal Rifugio Ai Caduti dell’Adamello si continua, scendendo su pendii ghiacciati poco ripidi, fino alla fronte della Vedretta del Mandròn, dalla quale si esce sulla destra: il ritiro recente della fronte sta dando origine ad un lago glaciale, non ancora indicato sulle carte escursionistiche. Si attraversa un solido ponte sul torrente Sarca di Genova e si prende il sentiero segnalato n° 236 che conduce al Rifugio Città di Trento al Mandròn. Percorso facile, privo di difficoltà tecniche, molto interessante, in ambiente glaciale grandioso, che attraversa insoliti avvallamenti glaciali quasi pianeggianti. Richiede senso dell’orientamento e attenzione nell’evitare i pendii più ricchi di crepacci. Il tempo richiesto dal Rifugio è di circa 4 ore, ma può richiedere più o meno tempo per aggirare i crepacci. Foto 1: percorso seguito da Giulia Corradini, Andrea e Tommaso Sitzia, il 16/08/2018, tracciato su un estratto della Carta Topografica Tabacco 1:25.000, foglio 52. Foto 2: il secondo avvallamento con il percorso che evita i crepacci e inizia a costeggiare il Pian di Neve. Foto 3: la parte finale con la salita verso la cresta SO della vetta e il bivacco Ugolini.
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