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   Croda dei Toni 3100 Via Drash, 03/09/2011
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Onicer  oscarrampica   
Regione  Trentino Alto Adige
Partenza  Piano Fiscalino (1500m)
Quota attacco  2600 m
Quota arrivo  3100 m
Dislivello  500 m
Difficoltà  D / IV ( IV- obbl. )
Esposizione  Ovest
Rifugio di appoggio  comici
Attrezzatura consigliata  nda, cordini x integrare
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Buone
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento Con Nico torniamo in Dolomiti e partiamo dopo il suo lavoro per raggiungere Sesto in Val Pusteria e poi a Moso, e fino al Piano Fiscalino nell'omonima valle laterale di Sesto (1454 m;, hotel Dolomiti, parcheggi). Sono le 18 passate da poco di una tiepida sera d’inizio settembre del 2011 e ci siamo già fermati per strada a fotografare la nostra montagna che svetta con le sue forme svelte sopra il paese: un gran colosso di pietra a più punte che ricorda il Fitz Roy..ma ancor più bello.
Alla sua sx Cima Undici e a dx Cima Una sfregiata dalla linea chiara della sua grande frana. Ancor più a destra l’immensa mole dei Tre Scarperi col suo ciclipico castelletto sommitale che già guardiamo sognando… lasciata l’auto ci spingiamo fra prati stupendi tipici Tirol, su stradina bianca che passeggia tranquilla sotto la mole fantastica dei Tre Scarperi. Notiamo sentierini che s’inerpicano nel bosco verso uno dei nostri sogni ma resistiamo alla tentazione d’imboccarli e superiamo verso destra dopo mezz’oretta sull'ampio sentiero di fondovalle quasi in piano il Rifugio Fondovalle (1540 m; ristorante, h 19) . Magnifica costruzione in legno, ingentilita da accumulo di gerani ed inserita come tutto del resto da queste parti nel contesto naturale. Domina alta una grande torre rocciosa chiamata la Lista( 2415m.) posta a guardia dell’alta Val Fiscalina che dovremo risalire. Al bivio (segnaletica) infatti svoltiamo a sinistra sul sentiero 103 e attraversato il ruscello, la risaliamo fra conifere, pini mughi e radure, che la rendono una delle valli più impressionanti dell'Alto Adige con la Croda dei Toni, 3049 metri, che rimbalza sempre davanti ai nostri occhi. Alle 19.30 siamo esattamente sotto la Lista che alza la sua parete canina sopra di noi e pochi minuti dopo una pennellata dipinge d’arancione rosso una fascia delle pareti del popera. I raggi del sole entrano da sinistra e deviati dalle rocce creano questa fascia rossa che ci entusiasma e surriscalda oltre ai nostri cuori anche le nostre macchinette fotografiche. Che meraviglie e che fantasia ha la Natura per comunicare immagini che valgono più di mille parole. Poi tutto si spegne e il silenzio che precede la notte diventa incanto e ninna nanna per i dolci pensieri che salgon leggeri verso l’alto. La Croda dei Toni sembra guardar dall’alto la Lista come una mamma che controlla il figlio che reclama indipendenza. Un attimo dopo cala il buio e sono le finestrelle illuminate del rifugio a guidarci nella risalita dell’ultimo pendio erboso. Apriamo la porta del Zsigmondy-Comici (2224 m) alle 20.15; fuori è notte di stelle che spiace quasi entrare. Alle 5.45 del mattino siamo fuori coi frontalini pronti a seguire il sentiero che sale alla Forcella della Croda dei Toni, m 2524. Mezz’ora dopo una striscia rossa oltre il lieve bianco delle montagne d’Austria ci annuncia il buongiorno. E’ sempre incredibilmente bello quel momento in cui la luce esplode lontana come una bomba e tu te ne resti al buio che si scioglie delicatamente ad ogni passo. E ascolti il tuo corpo assorbire energia come il caffè che sogni di bere per risvegliarti. Saliamo per rampa ghiaiosa ripida e alle 6.30 guadagniamo il pianoro della forcella ed è l’apoteosi del panorama. La Cima Grande lancia la sua punta verso il cielo che s’intinge di rosso e poi la mano del Pittore colora una ad una anche le altre cime: il Cristallo, i Cadini, il Sorapiss, lAntelao e in fondo la “piccola” (perché lontana) Marmolada. Il resto dei monti dorme ancora il sonno dei giusti. Dietro di noi la nostra montagna ha cambiato profilo e severa ci attende nell’ombra. Dopo un poco di contemplazione estatica e fotografica abbandoniamo il sentiero segnato per seguire per ca.15 minuti una traccia a sinistra, che sale in diagonale verso la parete della Croda dei Toni. Giunti ad una caratteristica cengia ascendente (roccia arancione), la si percorre comodamente e al suo termine si attraversa una gola (che in alto diventa il canalone ghiacciato che solca tutta la parete SO del massiccio dividendo la Croda dei Toni dalla Cima Sud). La Cima Grande si è tutta truccata d’arancione ed è impossibile resistere al suo sguardo seducente. Dietro, le striature della Croda Rossa dipingono lo sfondo del quadro. Anche il castello della Punta dei Tre Scarperi è ormai illuminato a giorno e brilla pure la sorellina. Proseguiamo liberamente per gradoni rocciosi con detriti (ometti) fino a rientrare nella gola, dove questa diventa il canalone ghiacciato vero e proprio (I grado, brevi passaggi di II). Attraversato il canalone ci portiamo sull´altro versante e risaliamo una fessura appoggiata (di roccia biancastra) fino al suo termine: qui, fra un muro strapiombante nerastro e la parete che è sopra il canalone, si forma un caminetto di roccia giallastra che costituisce l’attacco vero e proprio. Sono le 8 passate da poco e ci prepariamo alla scalata . Risaliamo il camino che sale in diagonale verso destra (20 m, 3°), e poi qualche metro a destra su placche appoggiate (10 m, 3° poi 2°) . Saliamo poi le facili scaglie rocciose in vista del gran canalone ghiacciato fino ad attraversare uno scolo secondario, che solca tutta la parete SO della Croda dei Toni, e che attraversiamo salendo dalla parte opposta ad un gradino-cengia di roccia bianca. 30 m; 1° e 2°. Qualche metro a destra risaliamo un caminetto (3°, 10 m), alla cui uscita iniziano dei gradoni rocciosi, che si salgono sempre in parallelo al gran canale ghiacciato, 25 m; 3° e 2°. Qui abbandonare la via normale (che prosegue diritta per caminetti, segni rossi sbiaditi) e saliamo in diagonale a destra per gradoni di roccia chiara, puntando ad un diedro che incide la ripida fascia di rocce sotto e a dx di un grande muro giallo strapiombante (40 m, 2°). Saliamo le ghiaie della grande cengia che fascia la base del muro giallo fino sotto al diedro, inciso da una fessura nel fondo (20 m, 4°, 1C a metà), fino a portarsi alla terrazza soprastante, dove si sosta. Rimontiamo ora i facili gradoni con detriti tendendo a destra verso il canalone e scaliamo una placca ripida che porta su un’altra cengia (10 m, 3°). Ora a destra per cengia e poi scalare una placca liscia (5 m, 4°-, 1C alla base), sopra la quale riprendono i gradoni detritici che portano fino ad un terrazzino con nicchia alla base di un caminetto umido 35 m; 2°, pass. 4°-; 2C. Saliamo il caminetto con buone prese umide (10 m, 4°), e poi roccette detritiche attraversando un canale che in alto si chiude a camino ed in basso precipita nel grande canalone ghiacciato . Oltre il canale salire qualche metro fino ad una cengia sotto una placca scura spesso bagnata (5 m, 3°) dove c’è un chiodo. 45 m; 2°, pass. di 3° e 4°; Poco a destra della sosta salire una fessura bagnata, ma con buone prese, tenendosi a destra del canale-camino fino a raggiungerne il fondo sotto un grosso masso incastrato. 25 m; 3° e 4°; Passiamo a destra del masso (5 m, 3°+, 1CL) e continuiamo per placche appoggiate, ormai a poca distanza dalla grande cengia anulare (20 m, 3°+) che raggiungiamo poco dopo alle 10.30. Siamo saliti fin ora alternandoci al comando e usando la corda al bisogno e a vista. Raggiunta la cengia la seguiamo lungamente verso destra (ometti, segni rossi), contornando tutto il versante Sud, sopra la Forcella Alta della Croda dei Toni, e girando poi sul versante Val Giralba. Continuiamo lungo tracce alla base della strapiombante parete gialla del torrione sommitale fino dove a sinistra si apre una conca con rocce rotte. Saliamo per rocce ripide ma non difficili, 20 m, 2°, un passo di 3° e poi piegando a destra fino a guadagnare un piccolo sperone sulla destra e,oltre, cengia, fino alla base di un canale-camino da risalire per facili rocce fino alla sovrastante forcella (30 m, 2°). Ora a sx, seguendo una cresta di rocce rotte fin sotto un ultimo salto più ripido(40 m; p. 3°-); poi gli ultimi trionfali passi per facile cresta ci consegnano all’agognata fine di questo fantastico viaggio fra le pieghe e le pareti di questa possente montagna. Alle 11 posiamo a fianco della croce di vetta sotto un cielo che più blu non si può e un panorama che non lascia spazi all’immaginazione felici per l’ennesima avventura su una montagna ostica,complessa e per niente semplice da salire. Si domina veramente il mondo da quassù con viste veramente imponenti su valli e monti liberi da infrastrutture umane come è raro ancora trovare. Complessi dolomitici dove la geologia è ancora padrona incontrastata. Cristallo, Lavaredo,Croda Rossa dominano la vista vs Ovest, a sud spiccano Antelao Sorapiss e Marmarole, a Est le vicine Cime Bagni e d’Ambata, appena dietro le grandi bancate rocciose del Giralba e quelle ancor più incredibili del Popera che sembra un dinosauro pietrificato coi suoi costoloni rocciosi divisi da colossali canyon, sui quali veglia la possente cresta di Cima Undici. Il tour panoramico si conclude a Nord dove dominano le piramidali e slanciate guglie del complesso dei Tre Scarperi il cui richiamo giunge fino a noi. Esaurito il piacevole rituale delle foto dalla cima, un’oretta dopo prendiamo a scendere disarrampicando sulla via di salita e con una doppia fino alla terrazza anulare che ripercorriamo, e al termine della quale inizia la lunga serie di doppie su anelli cementati(h 13) che sono il filo d’Arianna che seguiamo per tornare sani e salvi alla base della montagna( h 15.30). Dove finalmente possiamo rilassarci e riposto il materiale nello zaino , possiamo tornare a contemplare serenamente, liberi dal vuoto sotto i piedi, il panorama di monti che ci circonda. Alle 16 festeggiamo con una bella radler al Comici e poi tranquilli riprendiamo la discesa attraverso la Val Fiscalina con la Croda che ci tiene d’occhio e non ci stacca di dosso gli occhi neppure un minuto. Contempliamo ancora la struggente bellezza della Lista affiancata alla nostra montagna e poi siamo nei prati e nei boschi del fondovalle, a respirare il profumo dell’erba e della Vita.
Foto1 alba sulle Lavaredo Foto 2 io e nico in cima Foto3 Lista e Croda dei Toni
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