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   Monte Segade - Azzarini - Pizzo del Vento Tartano e Azzaredo, 26/09/2015
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Onicer  Claudio2169   
Gita  Monte Segade - Azzarini - Pizzo del Vento Tartano e Azzaredo
Regione  Lombardia
Partenza  Paso San Marco  (1992 m)
Quota arrivo  2292 m
Dislivello  1400 m
Difficoltà  EE
Rifugio di appoggio  Rifugio Balicco (aperto nel week end)
Attrezzatura consigliata  Da escursionismo
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Buone
Valutazione itinerario  Buono
Commento Parcheggiata l'auto al passo San Marco 1992 mt saliamo sulla destra verso E , in breve siamo su una prima elevazione con una lapide seguendo la cresta in direzione E raggiungiamo il Pizzo della Segade 2173 mt qui svetta la prima bandiera dell'UNICEF sulla grossa croce in ferro. Il cielo è già intensamente velato e probilmente peggiorerà l'importante che ci lasci la visibilità sul nostro percorso. Ora perdiamo quota verso nord la prossima meta è visibile scendiamo fino ad una sella per poi riprendere la salita la cresta è prevalentemente erbosa solo un breve tratto è interrotta da alcune brevi placche dove richiede particolare attenzione. Raggiungiamo i 4 grossi Totem , l'ultimo nasconde una graziosa madonnina scolpita nel legno. Ora la salita si fa più ripida ma sempre con prevalenza erbosa tra qualche chiazza di neve residua raggiungiamo la cima del monte Azzarini o Fioraro 2431 mt , non l'ho capito questo binomio. Qui una piccola croce è avvolta da un'altra bandiera dell'UNICEF. Il panorama verso nord tra le nebbie lascia intravedere la mole del monte Digrazia che un giorno mi piacerebbe salire. Breve pausa e poi proseguiamo sempre verso E lungo la cresta incontriamo un altro grosso omino per poi riprendere nuovamente la discesa. La traccia è sempre meno evidente ma basta mantenersi fedelmente in cresta e non si sbaglia. A sud ripidi prati erbosi e a nord roccia ancora ricoperta con l'ultima neve alcuni camosci si lasciano notare della loro presenza ma sono troppo lontani per essere degni di uno scatto.
Raggiungiamo un altra elevazione che merita un autoscatto di gruppo ma dopo un attenta verifica scopriamo che siamo su una cima innominata !! Il nostro cammino prosegue le nebbie anche , si intensificano ma ci lasciano comunque la vista sul nostro sentiero. Superiamo qualche breve tratto di roccia dove cerchiamo il difficile nel facile (cit. Pezzotta) fino a intravedere l'evidente Pizzo della Nebbia sventolare come un vela solitario. Dobbiamo perdere quota lungo un tratto con residuo di neve tra roccie umide che ci mette veramente a dura prova sembra di camminare su sapone. La salita al pizzo della Nebbia è evidente stiamo fedelmente sul filo di cresta per raggiungere la cima erbosa con piccolo omino. La cima e l'anticima del monte Tartano si specchiano su un piccolo laghetto che aggiriamo , risaliamo la cresta questa volta cerchiamo di evitare la neve ma in salità è già più facile che scendere. Il cielo si è fatto più scuro ci manca ancora una risalita al monte Azzaredo prima di raggiungere il pianoro che ospita il Rifugio Balicco , si vede anche la cresta che lo collega che sembra a vista più complicata di quelle fatte per via di un torrione con grosse placche. Preferiamo quindi scendere lungo i ripidi prati per poi risalire lungo un tratto del 101 sull'ultima cima della giornata . Ci concediamo una lunga pausa per poi fare una visita al nuovo rifugio Balicco. La rifugista ci accoglie con piacere e dopo quattro chiacchere al calore della stufa riprendiamo il nostro cammino , ma prima una puntatina al bivacco Zamboni e poi riprendiamo il sentiero 101 che ci riporterà al punto di partenza , tra le nebbie consultando il gps decidiamo di risalire nuovamente il pizzo delle Segade che ci premia con breve solleggiata dell'ultim'ora.
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