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   Punta della Croce e della Spada, 11/12/2014
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Onicer  oscarrampica   
Gita  Punta della Croce e della Spada
Regione  Lombardia
Partenza  Conca dell'Alben  (1250 m)
Quota arrivo  1978 m
Dislivello  800 m
Difficoltà  F
Rifugio di appoggio  no
Attrezzatura consigliata  nde
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Buone
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento L’inizio dell’inverno 2014, è caratterizzato dalle poche precipitazioni alpine, cosa che poi si è verificata per qualche anno diventando singolar tendenza. Con Nadir che vuol arrampicare anche d’inverno proviamo ad andare a fare la Via Clipper sulla Punta della Croce, una vetta secondaria del Monte Alben che, a nord, precipita verticalmente verso la Conca dell'Alben. Seconda vetta in ordine di altezza del Monte Alben, con le sue argentee pareti e le affilate creste, domina Oltre il Colle, Val Brembana. Da Bergamo percorriamo la Val Brembana sin quasi a S. Pellegrino Terme, prima del quale, ad Ambria, svoltiamo a destra per la Val Serina, che si risale interamente arrivando ad Oltre il Colle, dove abbandonata la provinciale si seguono a destra le indicazioni dapprima per la pista da sci di fondo, quindi per lo skilift, arrivando dopo un ultimo tratto sterrato alla Conca dell´Alben. Parcheggiamo in prossimità dell'impianto (presente un vecchio albergo abbandonato con le inferriate alle porte). Arriviamo che tutto è ancora silenzio, avvolto nel gelido abbraccio dell’ombra mattutina. Poi invece quando mancano pochi minuti alle 8 una colata di luce arancione scende dai fianchi della Cima di Menna e la rende fosforescente e un attimo dopo è la volta della parete est dell’Arera ad illuminarsi d’immenso. Riscaldati dallo spettacolo marciamo in direzione ostinata e contraria verso il ghiaccio delle nostri pareti nord. Corna Piatta e Cima della croce ci osservano rigide mentre sporchiamo coi nostri passi il bianco lenzuolo da loro steso come tappeto d’accesso. Risaliamo lungo la pista da sci. Un raggio di sole carezza il bianco capo della Cima della Spada e porta un poco di luce riflessa. La Presolana osserva severa e silenziosa con la coda dell’occhio la nostra progressione. Per ripida traccia risaliamo sino ad incrociare il sentiero segnalato proveniente da Zambla, che si tiene sul margine sinistro di uno sfasciumato canale, giungendo alla semidistrutta stazione di arrivo dell´ impianto. Piegando verso destra, si attraversa il sassoso pendio sino al suo margine, dove si incontra un bivio segnalato da un cartello giallo. Lasciando a destra la traccia che a mezza costa prosegue per la Bocchetta della Valle, si continua a sinistra in ripida salita, puntando all´ evidente canale che sbocca al colle fra la Punta della Croce a sx e Punta Spada a destra. Quando il sentiero, all´ altezza degli ultimi paravalanghe, inizia a rimontarlo sulla destra, si attraversa alla base delle pareti, e costeggiandole in discesa in breve si giunge all´ attacco. La nostra via sale lungo un evidente sperone che forma uno spigolo. Un fix e la scritta rossa "CL" ci danno la certezza del posto giusto.Sono le 9 e ci prepariamo in assetto da arrampicata. Il 1° tiro sale lungo il filo dello spigolo su roccia articolata ma semplice. Nadir parte coi ramponi essendo la roccia impastata di neve e ghiaccio e traversa a destra per circa 5 metri e poi prosegue in verticale ma nonostante le protezioni a spit non riesce proprio a progredire per via della roccia quasi completamente ghiacciata. Con attenzione allora disarrampica e mi raggiunge dicendo che è troppo pericoloso e poco divertente. Mettiamo via il materiale e riprendiamo a salire lungo il canalone precedentemente abbandonato e per facili rocce bollate di rosso alle 12.15 siamo in vetta a Punta Croce(q.1978). la giornata è limpida come sanno esserlo solo quelle fredde dell’inverno e il panorama a 360°, incommensurabile. Il Rosa a portata di mano e definito lascia intravedere tutte le sue punte e la catena che prosegue vs la Svizzera. Presolana Formico e Guglielmo davanti al Piano Padano. Le Orobie col Ferrante che anticipa l’Adamello. L’Arera con la sua lunga coda fino al Vaccaro e dietro i giganti orobici e poi la Cima di Menna davanti al Disgrazia e al Bernina. Il gruppo delle Grigne e quello dei Tre Signori. Lo Spluga e il Ligoncio. Addirittura, zoomando, vedo bene Jungfrau, Monch e la fantastica pinna del Finsterarhorn. Poi ridiscesi alla spalletta fra le due cime, io risalgo anche verso il culmine della Cima della Spada( q.1956,h 13) da dove il panorama cambia solo un poco angolatura ma resta incredibile anche sulla conca dell’alben che sotto di me, s’appisola al tiepido sole invernale. La criniera del Resegone si mette davanti alle creste del Rosa regalando improbabili sovrapposizioni geografiche e le grigne custodiscono nella loro cornice la triade Lagginhorn,Fletschorn,Weissmies. Un saluto alla grande parete Ovest dell’Alben e poi torno da Nadir concludendo una bella giornata senza imprese particolari ma con gli occhi e il cuore appagati di gioia per quanto visto..per quanto sentito! Come sempre..grazie Nadir. Foto1 Nadir vs Corna Piatta e Cima della Croce Foto 2 nadir su Clipper Foto3 Nadir cima della croce

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