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   Monte Isola e cascata Parcines, 15/08/2012
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Onicer  oscarrampica   
Gita  Monte Isola e cascata Parcines
Regione  Lombardia
Partenza  sale Marasino  (200 m)
Quota arrivo  600 m
Dislivello  440 m
Difficoltà  E
Rifugio di appoggio  vari paesini
Attrezzatura consigliata  nde
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Ottime
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento A Ferragosto del 2012, decidiamo di fare una gita di famiglia sul Lago d’Iseo e precisamente all’isola di Montisola. Monte Isola è un comune del bresciano che copre l’omonima isola lacustre posta nel bel mezzo del Lago d’Iseo. Con un’estensione di 4,5 km² e un perimetro di oltre 9 km si tratta dell’isola lacustre più vasta dell’Italia e dell’Europa centro meridionale. Solamente in Scandinavia troviamo isole di lago più grandi; tuttavia Montisola mantiene il primato europeo come altitudine in quanto nessuna raggiunge i 600 m. di quota. Sull’isola è proibito trasportare veicoli ragion per cui incontrerete al massimo qualche motociclo dei residenti. Per scoprire Montisola ci vogliono… le gambe, tutto ciò rende questa meta molto affascinante regalando qualche ora in un’ambiente dove la natura e il silenzio sono ancora protagonisti. La sensazione, camminando lungo le strade del Montisola, è di trovarsi in un’altra epoca e comunque in un luogo dove i tempi sono ancora dettati dalla natura e dal clima. La confusione delle strade sembra lontana anni luce, affascinante è poi la flora mediterranea, particolarmente nel settore meridionale dell’isola dove abbondano gli ulivi. Percorrere le stradine in un periodo poco affollato,fa provare un pizzico d’invidia per i fortunati abitanti di questo piccolo mondo fuori dal tempo e dalle convenzioni. Dopo il pranzo al sacco sotto un sole cocente, ci imbarchiamo a Sale Marasino alle 14 e mezz’oretta dopo sbarchiamo al porticciolo di Carzano sulla costa nord-orientale, passando a lato della bella isoletta di Loreto. Attraversiamo l'abitato dove particolare attenzione meritano due porticcioli tra antiche case di pescatori,e la chiesa di S. Giovanni Battista. C’ è un caldo opprimente e con i bimbi andiamo in cerca di un luogo appartato dove poter fare il bagno e che troviamo al termine di un bel prato che a sbalzo poi scende al lago. Lì passiamo un paio d’ore tra bagni d’acqua e di sole. Un paio d’ore dopo, tornati in paese, imbocchiamo la partenza del sentiero n.2 che si trova fuori dall’Ufficio Turistico (dal pontile 1 circa 200 metri sulla sinistra, dal pontile 3 circa 200 metri sulla destra). Si prende il vialetto a volta che costeggia l’Infopoint e si sale in mezzo al centro abitato. Dopo una rampa di scale, si arriva sulla strada principale, la si attraversa e si entra nel bosco, prendendo il sentiero che prosegue pianeggiante a destra e porta al bellissimo borgo medievale di Novale(h 16.30) che si fregia del logo di appartenenza ai Borghi più belli d’Italia. Venti minuti dopo tra foto e chiacchere arriviamo all’abitato di Olzano, piccolo e caratteristico agglomerato di case, dove è possibile rinfrescarsi ad una fontanella e dove all’orizzonte si nota la sagoma del Monte Guglielmo. Si attraversa il borgo in salita e si prende la strada asfaltata che volge a sinistra, per raggiungere in pochi minuti l’abitato di Masse. Lo si attraversa, passando sotto un bellissimo porticato a volta in pietra e in prossimità della piazzetta, dove si trova un’altra fontanella, si prende la strada a sinistra che costeggia la chiesetta rosa dedicata ai santi Rocco e Pantaleone. Da qui la strada diventa una bella mulattiera che, tra campi coltivati, terrazzamenti e ulivi, conduce fino all’abitato di Cure(m.450, h 17.15), il più alto paese abitato dell’isola, dove all’altezza di una piccola santella dedicata alla Madonna, si svolta a sinistra per raggiungere in un altro quarto d’ora, il santuario, seguendo la Via Crucis. Naturalmente con David Robi e Armin scegliamo la via più diretta e su per una rampa molto erta,nel bosco, in 10 minuti raggiungiamo la Chiesa della Ceriola. Bellissimo il panorama sul Lago d’Iseo, sull’isoletta di San Paolo e sulla costa occidentale. Il culmine è occupato della Chiesa della Ceriola. Attorno alla costruzione un lungo terrazzo permette la visione più completa e spettacolare dell’isola, aperta a 360° sulla sua intera estensione. 20 minuti dopo arriva anche Dani stremata dall’ultima rampa con Elisa, Giona e Jari (7 e 5 anni)festeggiano allegri ed entusiasti la fine delle loro fatiche e la scalata fatta. Facciamo una piccola merenda e poi belle foto di gruppo sulla cimetta e poi ancora su un muretto di Cure, tutti allineati. Poi giù allegramente per il nastro cementato che in lieve discesa ci riporta a Masse e infine a riprendere il battello per il ritorno ( h.20). Bella giornata passata in famiglia in mezzo ad una natura antica e riposante come solo sa esserlo il solco della tradizione. Due settimane dopo mentre con Max torniamo dalla traversata dei Lyskamm (… ma questo è un altro report) ricevo in auto la telefonata di mia moglie spaventata per un nodulo che si è ritrovata al seno. Il 2 ottobre una settimana dopo l’intervento di rimozione del tumore, ben riuscito, Dani ha iniziato le chemioterapie e io porto i bambini per distrarli a Mondotreno una sorta di museo giocattolo per i bambini dedicato ai treni.
Scopro che vicino al paese (Rablà in provincia di Bolzano) ci sono le belle cascate di Parcines e così dopo aver mangiato dei panini, parcheggiamo al punto di ristoro Birkenwald a 950m, oltre il quale il divieto di accesso proibisce di continuare con l’autoe alle 14.30 prendiamo a seguire i numerosi cartelli indicatori e imbocchiamo il sentiero per la cascata che inizialmente segue un bel torrente. Scatto diverse foto ai miei 4 pargoletti finchè il runore sordo diventa visione del salto d’acqua. Arriviamo così su un lussureggiante prato dove, sullo sfondo, l’immensa cascata attira la nostra attenzione. Il dirompente salto della cascata di Parcines mostra tutta l’intrinseca forza della natura, forza che qui è possibile ammirare da vicino grazie alla creazione di un punto panoramico posto proprio affianco che noi raggiungiamo mezz’oretta dopo la nostra partenza. Si può così contemplare al meglio l’incredibile quantità d’acqua che, trasformatasi dalla turbolenza in una densa e lattiginosa nuvola, precipita nel vuoto. La cascata di Parcines è ancora più possente verso la fine della giornata: lo scioglimento delle nevi nella alta val di Ziel avviene nelle ore centrali, l’acqua così disciolta impiega quindi circa 5 ore per arrivare al punto del salto. In questi momenti si misura una concentrazione di particelle tra 800 e 1200/cm³, vicine ai valori delle zone con l’aria più salubre al mondo sopra l’Atlantico nordorientale e sopra l’Artide. Vicino alle zone di impatto tra acqua e suolo, la concentrazione di ioni di ossigeno attivi è particolarmente alta e supera anche i 50.000 ioni per cm³. Per fare un confronto, in ambiente urbano la concentrazione è di 200 ioni per cm³, in montagna e al mare gli ioni presenti sono 5.000. Con i suoi 98 m di salto, la cascata di Parcines è la più alta dell’Alto Adige, ma a renderla ancora più affascinante è la sua notevole portata che arriva a superare durante il disgelo i 5000 litri al secondo. Poi sfruttiamo la bella e calda giornata di sole per fare altre foto e tranquillamente scendiamo per andare a visitare la sede della Salewa. A sera siamo a casa tutti attorno alla mamma a raccontarle della bella giornata passata fra i prati dell’Alto Adige e a dirle di quamto fosse grande e rumorosa la cascata.
Foto1 in cima con Jari Foto2 famiglia in cima Foto3 i bimbi e la cascata Parcines

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