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   Cima delle Graole, 24/10/2021
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Onicer  Pierpaolo   
Gita  Cima delle Graole
Regione  Lombardia
Partenza  Ponte di Legno loc. Case di Viso (BS)  (1758 m)
Quota arrivo  2861 m
Dislivello  1230 m
Difficoltà  E
Rifugio di appoggio  Nessuno
Attrezzatura consigliata  Normale da escursionismo, ramponi non consigliati in caso di poca neve
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Accettabili
Valutazione itinerario  Buono
Commento Con in vista un’altra giornata dal meteo perfetto, non si può non sfruttare l’occasione per cercare di fare ancora una bella escursione in montagna. Come al solito, siamo alla ricerca di cime e località per noi inedite, e stavolta l’occhio ci cade nella zona non distante dal Passo Gavia, dove alcune vette prossime ai 3000 metri di altitudine sembrano ancora fattibili in questo periodo. In particolare, la nostra attenzione è catturata dalla Cima di Graole. Sebbene con qualche dubbio relativo alla presenza di poca neve sulla via non così banale che porta in cima, decidiamo comunque di provarci, dal momento che l’eventuale non raggiungimento della vetta non comprometterebbe comunque la fattibilità del giro ad anello che abbiamo in mente.
Arrivati in località Case di Viso, raggiungibile abbandonando per qualche chilometro la strada che sale al Passo Gavia, ci incamminiamo puntando inizialmente i Laghi di Ercavallo tramite un panoramico sentiero (59) che si alza sul bordo della valle dove scorre il torrente Oglio Arcanello.
Giunti sulla piana dove si trovano i laghi, il sentiero prosegue snodandosi tra di essi. Nei pressi di una deviazione, prendiamo il sentiero 53 diretto al Passo delle Graole. Questo sentiero, essendo descritto come una vecchia strada militare, parrebbe apparentemente banale, ma non è proprio così. Siamo rimasti perciò sorpresi dalla presenza di qualche passaggio lievemente esposto, ma soprattutto di un tratto franato che costringe a mettere i piedi su terreno instabile e a prestare perciò attenzione nell’attraversarlo.
Arrivati al Passo delle Graole (su neve nell’ultimo tratto, perché rimane in ombra), ci si para davanti la nostra meta. Siamo un po’ titubanti sulla fattibilità della salita, perché data l’esposizione settentrionale della via è presente un po’ di neve, a tratti anche sulla cresta che dovremmo percorrere.
In base alle relazioni lette, ci avviamo seguendo la cresta, ma finiamo ben presto per stopparci di fronte al primo passaggio un po’ più ostico, perché quando c’è da aggirare gli ostacoli sul versante settentrionale, la presenza di neve rende gli appoggi non sicuri. Cerchiamo così una scappatoia a destra della cresta, sul versante soleggiato, in modo da vedere se è possibile aggirare in toto questo passaggio. Fortunatamente, è possibile abbandonare temporaneamente la cresta per poi risalire tramite un ripido pendio, portandosi a un intaglio nella cresta, davanti al passaggio complicato. A questo punto, continuiamo per cresta esposta ma percorribile fino a quando, pochi metri dopo, diventa a nostro giudizio e per le nostre possibilità non praticabile: sebbene si tratti di passaggi brevi, considerando che la roccia è anche friabile, non vediamo come riuscire a superare alcuni tratti senza rischiare molto.
A questo punto siamo sul punto di abbandonare l’idea della salita, quando guardando in basso a sinistra sul versante innevato sembra di scorgere alcuni ometti spuntare dalla neve. Con cautela, scendiamo su questo versante (dove ci siamo stoppati, per un breve tratto la cresta non è così esposta e questo ci permette appunto di scendere) per andare a verificare, stando attenti ai buchi (il terreno è sassoso e quando c’è poca neve come oggi il terreno diventa molto infido).
Scesi molto lentamente, con un certo stupore vediamo che in effetti ci sono degli ometti di pietra che segnalano una via che a quanto pare proviene dal Passo delle Graole e prosegue verso la vetta. Li seguiamo salendo su terreno molto ripido, ma ancora fattibile, facendo sempre attenzione a dove mettere i piedi.
Salendo di quota, data la maggiore esposizione al sole, c’è sempre meno neve e questo ci permette di accelerare un po’.
Arrivati sotto l’ultimo e brevissimo strappo sotto la cima, lo saliamo e siamo così in vetta. La montagna è composta da due cime vicine di eguale altezza, e dopo avere rifletto qualche attimo se proseguire o meno per tentare di raggiungere anche la seconda cima, decidiamo di accontentarci così, considerato che abbiamo perso molto tempo e che il prosieguo della via appare un po’ esposto. È già un miracolo essere arrivati qui oggi, ci diciamo…
Per tornare, seguiamo quasi tutta la via contrassegnata con gli ometti e, anziché tornare al Passo delle Graole, scavalchiamo la cresta tornando all’intaglio che avevamo raggiunto salendo dal ripido pendio posto sul versante soleggiato, che ora scendiamo.
Riprendiamo così il sentiero 53 e scendiamo dunque in direzione della località Pezzo.
Arrivati a una biforcazione, prendiamo a sinistra un sentiero che indica “Case di Viso”. Lo seguiamo pensando che in breve tempo ci porterà giù alla nostra località di partenza, ma man mano ci accorgiamo che prima di scendere prosegue lungamente a mezza costa andando a depositarci ben più sopra delle Case di Viso, cosa che ci costringerebbe a scendere per un tratto dal sentiero salito ore prima. Visto che vediamo a occhio sotto di noi il parcheggio dove abbiamo posteggiato l’auto, decidiamo di scendere dritto per dritto tramite il pendio erboso, in modo da arrivarci direttamente senza inutili allungamenti. L’idea funziona, e sebbene un po’ provante per le ginocchia, ci permette di arrivare abbastanza rapidamente al parcheggio e chiudere così questa bella e intensa escursione.
Nota: non capiamo come sia possibile che nelle relazioni lette la via normale venga indicata in cresta, che in alcuni brevi passaggi presenta tratti dove è quasi impossibile appoggiare i piedi, peraltro su roccia conciata male, e al contempo non venga descritto che è presente una via indicata da ometti, che sebbene non semplicissima specie nelle condizioni odierne, permette di arrivare in cima in modo certamente più sicuro e rapido. Noi ci sentiamo di sconsigliare di salire per cresta, ma di seguire questa via.

Foto 1: il tratto franato sul sentiero che porta al Passo delle Graole
Foto 2: sulla cresta noi ci siamo fermati qui, perché i successivi passaggi, seppure brevi, secondo noi sono troppo pericolosi. La via di salita indicata con ometti segue più o meno la linea immaginaria tra sole e ombra in questa foto
Foto 3: a due passi dalla vetta
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