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   Pizzo della Sancia, 11/10/2020
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Onicer  Pierpaolo   
Gita  Pizzo della Sancia
Regione  Lombardia
Partenza  Starleggia, fraz. di Campodolcino (SO)  (1575 m)
Quota arrivo  2718 m
Dislivello  1240 m
Difficoltà  EE
Rifugio di appoggio  Bivacco Ca' Bianca
Attrezzatura consigliata  Normale da escursionismo + ciaspole
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Pessime
Valutazione itinerario  Buono
Commento Con la prospettiva di un meteo un po’ grigio e forse piovoso sulle Orobie, oggi puntiamo all’angolo nord ovest della regione, dove sono previste condizioni si ventose, ma prive di precipitazioni. La scelta ricade sul Pizzo della Sancia, cima che non abbiamo mai salito e che parrebbe fattibile senza troppe difficoltà anche in presenza di neve.
Raggiunta la frazione di Starleggia, sopra Campodolcino, ci avviamo sulla strada carrozzabile che si inoltra in Val Sancia e passa attraverso alcuni graziosi borghi, in ambiente suggestivo.
La strada lascia il posto a un sentiero che mantenendosi sulla sinistra della valle sale regolare fino a raggiungere un laghetto con una piccola diga.
Poco più in là, su un sasso sono disegnate le indicazioni per il Passo Sancia a sinistra e il Bivacco Ca’ Bianca a destra. Noi seguiamo quest’ultima, camminando su una labile traccia di sentiero a mezza costa fino a un secondo laghetto.
Da qui in poi, un po’ inaspettatamente, la neve ci complica la vita perché in questa zona ce n’è di più di quanto potessimo immaginare, complice il vento da nord che in quest’area propizia l’accumulo locale di neve.
Salendo di quota il manto aumenta notevolmente, ed essendo sprovvisti di ciaspole facciamo grande fatica a salire.
Nel frattempo vento e freddo si fanno sentire ed è perciò cruciale la presenza del Bivacco, che una volta raggiunto ci offre una provvidenziale protezione per rifocillarci e recuperare qualche energia.
Usciti fuori dal Bivacco, puntiamo la soprastante cima in condizioni climatiche difficili, tra forti raffiche di vento e freddo intenso.
Con tanta fatica arriviamo sulla vetta, su cui sostiamo per breve tempo, facendo poi una veloce retromarcia per rifocillarci nuovamente nel Bivacco, in vista del proseguimento della ravanata che ci attende.
Con ulteriore fatica, raggiungiamo così il secondo laghetto da cui sono iniziate le difficoltà e da lì in giù smettiamo di sprofondare, camminando perciò ora in modo più spedito.
Per tornare all’auto, seguitiamo a ripercorrere la via dell’andata.
Escursione nel complesso bella per gli ottimi scenari e l’ambiente selvaggio, ma resa impegnativa dal freddo e dalla quantità di neve ben superiore a quanto potessimo pensare.

Foto 1: nei pressi del primo "laghetto", con la nostra cima sulla destra
Foto 2: vetta
Foto 3: bellissimi scenari sulla Val Sancia
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