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   sass de stria sentiero trincee, 26/07/2020
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Onicer  oscarrampica   
Gita  sass de stria sentiero trincee
Regione  Veneto
Partenza  passo valparola  (2000 m)
Quota arrivo  2400 m
Dislivello  400 m
Difficoltà  EE
Rifugio di appoggio  no
Attrezzatura consigliata  nde
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Ottime
Valutazione itinerario  Eccezionale
Commento Il giorno dopo il ritorno dai monti del sole c’ è la giornata del rientro da impegnare.
Giona dorme ed è cotto e allora chiedo a mio padre se vuole che lo accompagno da qualche parte.
mi chiede di portarlo a cercare un sentiero di gallerie che hanno aperto sul Sasso di stria, sopra al Passo Falzarego, ripulendo dai detriti gli imponenti sforzi del periodo bellico.
Poco prima delle 10 del 25/06 siamo al Forte al Passo di Valparola in località intra i sass a cercare di decifrare dalla palina in legno qual’ è il nostro itinerario e alla fine io decido per il sentiero delle trincee anche se mio padre è dubbioso. Facciamo pochi passi sul sentiero che si biforca e triplica in ogni direzione e poi scendiamo a recuperarne uno più evidente. Devo dare la mano a mio padre per aiutarlo ascendere un ripido ma breve dosso erboso e penso con tenerezza a lui che si fa condurre.
Recuperato il sentiero , le nebbie coprono la montagna e i dubbi assalgono mio padre che mi dice di salire da solo e che lui mi aspetterà al bar del passo. Mi spiace, ma conoscendolo non insisto e mi avventuro vs l’alto. Poco dopo appaiono le prime finestre militari e mi rincuoro. Dopo un quarto d’ora dalla partenza iniziano le trincee che senza soluzione di continuità arrivano fino in cima diramandosi un poco ovunque. L’ambiente anche grazie alle nebbie e alla neve che resiste all’interno delle viscere della montagna è veramente suggestivo. Peccato solo per la segnaletica assente o poco utile che non permette un itinerario ragionato. Io mi avventuro in ogni buco galleria o fenditura che trovo e grazie alla frontale esploro ogni anfratto. Alle 10.15 sono ad un bastione completamente fortificato all’esterno e anche all’interno e da lì in poi per trincee alte un paio di metri raggiungo la vetta alle 10.45 non prima di essermi divertito a scalare qualche muro di neve gelata che intasava alcune spaccature nella roccia. Non si vede nulla ma sono contento perché il percorso è stato veramente suggestivo. Faccio due chiacchere con un tipo della Val Badia, ci perdiamo nella nebbia e recuperiamo disarrampicando una paretina, poi la nebbia lo inghiotte e io mi ritrovo perso un'altra volta. Sono evidentemente fuori dalla via di salita e sbagliando mi dirigo vs destra: sento i rumori delle auto in transito sotto di me e capisco che non sono lontano.
Quando vedo una traccetta scendere per una inclinata paretina l’assecondo e disarrampicando un pochettino mi trovo sui prati basali prima del passo: è incredibile dove sono finito e sopra a quali precipizi ho rischiato di trovarmi, anziché scendere dalla elementare via di salita. ritrovo babbo intento a parlare con la cameriera al bar e torniamo passando dal castello di Andraz e dal pelato Col de la Foia, devastato dalla tempesta Vaja. Escursione per amanti del genere guerra 15/18: veramente interessante questo percorso che può poi essere unito ad altri sulla stessa montagna come la famosa galleria lunga 500 mt.
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