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   chi non ha il testone,risale al Brunone, 25/06/2006
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Onicer  oscarrampica   
Gita  chi non ha il testone,risale al Brunone
Regione  Lombardia
Partenza  fiumenero  (800 m)
Quota arrivo  2300 m
Dislivello  1500 m
Difficoltà  EE
Rifugio di appoggio  no
Attrezzatura consigliata  nde
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Ottime
Valutazione itinerario  Eccezionale
Commento L’indomani della salita verso punta scais e terminata sui gendarmi del Redorta, devo porre rimedio ad un altro errore. Nella gita del giorno precedente, ricostruendo con mio fratello la scena, dopo aver telefonato a casa dal rifugio brunone, ho dimenticato sul muretto il cellulare. Telefono allora a Vincenzo per sapere se è disposto ad accompagnarmi nella gita senza pretese per il recupero del prezioso telefonino. E’ disponibile, i turni (siamo entrambi infermieri) coincidono e allora nel primo pomeriggio partiamo per la Val Seriana e raggiunto Fiumenero cominciamo alle 18 a risalire il primo dei 1300 mt di dislivello che sono la pena da pagare per la mia dimenticanza. Dal paese di Fiumenero (790 m) in alta Val Seriana il sentiero parte nelle vicinanze del cimitero, posto all'inizio dell'abitato. Si sale nella valle del Fiumenero lungo il lato orografico destro, attraversando il bosco con moderata pendenza. La zona è ricca di acqua ed il cammino segue il torrente per gran parte del percorso, dopo circa 1/2h di cammino si giunge all'ultima casa pastorizia delimitata da un grande spiazzo dove pascolano cavalli e capre di origine orobica. Superata la Valsecca si attraversa il suo torrente (1105 m) e si passa sul lato orografico sinistro con un ponte sul fiume Nero (incrocio a destra con il sentiero che scende al parcheggio posto alla fine dell'abitato a valle e da considerare come possibile alternativa).Breve sosta in cui ne approfittiamo per accendere le frontali e poi via di nuovo. Da qui il sentiero prosegue e inizia a salire in modo più deciso fino a sbucare nella piana della cascina del Campo (1380 m), dove noi arriviamo due ore dopo la partenza. Vincenzo non è abituato a simili scarpinate ma è un cuore indomito e fin qua è arrivato benissimo. Poi da qua in poi inizia ad accusare la fatica e anche il fatto che la fine pioggerellina che è iniziata poco dopo la partenza, ci ha ormai bagnati completamente. Si arriva in breve alla Valle dell'Aser che si supera con un ponte di legno (1600 m circa) accanto alla cascata del torrente Aser, ("àser " in dialetto bergamasco è l'acero, tipica pianta locale). Da qui il sentiero sale con pendenza costante, con numerosi tornanti, per guadagnare decisamente quota e Vincenzo va decisamente in crisi, dovendosi fermare più volte a riprendere fiato. Lo incoraggio e saliamo con calma l’ultimo ripido tratto fino ad arrivare a quota 2200 m all'incrocio con il sentiero 225 (Sentiero delle Orobie) che proviene dal rifugio Calvi. Sono le 23, ormai è fatta, ma Vincenzo ha dato veramente tutto e non ce la fa più per cui camminicchiando arriviamo al Brunone (2295 m). alle 23.30, da cui si domina la valle di Fiumenero, luogo incontaminato e selvaggio. Vincenzo si stende e quando lo risveglio per la pastasciutta che ho preparato, appare molto indolenzito. Dopo cena assume un paio di tachipirine e ci addormentiamo come sassi all’1.00. Purtroppo io devo fare la notte il giorno dopo e quindi già alle 7.00 mi sveglio per preparare la colazione. Vincenzo sta bene ma ha le gambe a pezzi e scendere diventa abbastanza un’epopea, che affronta armato di bastone di sostegno che lo rende simile ad un novello San Giuseppe. Comunque dopo 4 ore di discesa, a mezzogiorno ritorniamo all’auto.
Foto1 io e la salamandra Foto 2 Vincenzo nel locale invernale
Foto 3 il rifugio brunone

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