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   traversata Diavolino e Diavolo di Tenda, 09/09/2018
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Onicer  cinzia   
Gita  traversata Diavolino e Diavolo di Tenda
Regione  Lombardia
Partenza  rifugio Calvi, Carona  (1900 m)
Quota arrivo  2900 m
Dislivello  1150 m
Difficoltà  F
Rifugio di appoggio  Calvi, Longo
Attrezzatura consigliata  Casco molto consigliato.
Eventualmente una corda da 30 metri e qualche fettuccia.
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Ottime
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento Questa volta abbiamo preso il taxi fino a un po' prima della diga di Fregabolgia, cosi` abbiamo potuto salire con calma gustando il percorso.
Per sentiero segnato si sale dal Calvi alla bocchetta di Valsecca dove si raggiunge la cresta che separa il Poris dal Diavolino. Da li si risale la cresta del Diavolino che e` inizialmente erbosa e quindi in po' infida e subito esposta su entrambi I versanti. dopo circa 10 minuti diventa rocciosa, con passaggi non difficili di I e II grado, cercando quelli migliori, si inizia ad arrampicare. Difficolta` non ce ne sono, eccetto trovare I passaggi giusti, ma l'esposizione e` parecchia e la roccia e`...orobica, sebbene I cultori del genere la trovino solidissima. Bisogna stare attenti ai tanti detriti, anche a salvaguardia di chi eventualmente segue.
Giunti in cima al Diavolino dietro al croce si staglia il Diavolo, per raggiungerne l'ampia cresta occorre disarrampicare per circa 150 mt su roccia nera a scaglie molto detritica. Aiutati da bolli verdi recenti si scende con attenzione tendendo al versante seriano sino ad un canale franoso che deposita pochi metri sotto la stretta sella tra le due cime. Questa soluzione permette di evitare lo spuntone del famoso passaggio esposto, ma mentre quello presenta roccia buona il canale e` invece molto rotto e bisogna stare parecchio attenti a non muovere nulla.
dall'intaglio si risalgono le rocce del Diavolo, prima in po' ripide poi decisamente piu` semplici e abbattute, che, senza grandi problem portano in cima.
Dalla cima per la normale, facile e ben segnalata ma ancora parecchio esposta, si scende alla bocchetta di Podavit e di li per sentieri ben segnati si rientra o dal Calvi o dal Longo.

Ho letto diverse relazioni su questa traversata prima di farla, e mi pare che spesso si minimizzino le difficolta`di questo genere di itinerari che, sebbene facili dal punto di vista alpinistico, non sono affatto banali circa I rischi cui ci si espone. Dall'inizio della cresta del diavolino al termine della normale del Diavolo NON e` permesso alcun errore. La roccia e` varia ma spesso poco solida se non marcia. Perdere l'equilibrio, inciampare, tirare un appiglio rotto, appoggiare il piede su un appoggio poco solido, sarebbe facilmente fatale in un percorso dove spesso non ci si lega, non solo perche` tanto e` facile, ma perche` procedere in conserva e` spesso piu` complesso e rischioso che fare lunghezze di corda assicurati.
L'impressione che abbiamo avuto e` che le troppe relazioni semplicistiche invoglino in po' troppi a lanciarsi in avventure che vanno affrontate invece con in po' piu` di esperienza e qualche nozione alpinistica in piu`.

Con Ivana, Zena e Stefano. Pippo e` rimasto a casa.

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