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   traversata del Diavolo di Malgina, 17/07/2018
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Onicer  cinzia   
Gita  traversata del Diavolo di Malgina
Regione  Lombardia
Partenza  Valbondione frazione Grumetti  (950 m)
Quota arrivo  2926 m
Dislivello  2000 m
Difficoltà  EE
Rifugio di appoggio  Curo` al Barbellino
Attrezzatura consigliata  Buone scarpe, bastoncini molto consigliati.
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Buone
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento Si sale al Curo`, si costeggia tutto il lago del Barbellino e quando si e` in vista del rifugio del lago superiore si trova a sinistra l'indicazione per il Lago della Malgina. Si prende questo sentiero e si arriva al bellissimo Lago della Malgina. Qui tenendo la sinistra si supera il bivio per il Lago Gelt e su pietraia con tracce si rimonta il vallone e si giunge in un lunare anfiteatro dove, presumo, la neve non vada mai via del tutto. Quindi c'e` in altro lago semicoperto di ghiaccio. La cima e` sulla destra e mancano ancora circa 500 mt. La traccia prosegue segnalata da numerosi ometti, serpeggiando tra dossi pietrosi e rade erbe, sino a portarsi sotto la cresta del passo della Malgina. Arrivate in prossimita` della sua sommita si risale un breve canale di rocce nerastre abbastanza solide per portarsi sulla spalla della cima e, spostandosi progressivamente verso sinistra si percorre l'ultimo tratto di cresta con passaggi di I grado su rocce discrete ma parecchio esposte.
In cima croce con campanella ma nessun libro di vetta.
Panorama notevole con vista sulla Valtellina, i giganti Retici, Disgrazia, Bernina, lo sguardo spazia sino ai Forni e all'Adamello, nonostante le nuvole vaganti.
Dalla cima in corrispondenza di un'ometto si inizia a scendere sul versante valtellinese su una traccia molto ripida e piuttosto scivolosa e ci si porta su ghiaie parecchio infide e alquanto esposte dove non e` facile capire i passaggi. A vista, e con estrema attenzione si scende sino a trovarsi in pari con il colletto sulla sinistra che permette il passaggio alla Valmorta. Probabilmente si puo` scendere anche tenendo la sinistra per rocce piu` solide ma certamente piu` ripide. Noi abbiamo le ghiaie ma rifacendo il percorso opterei per le rocce perche` il passaggio al colletto dalle ghiaie e` davvero sgradevole. Passato il colletto si entra in Valmorta e seguendo alcuni ometti si scende l'immane pietraia abbastanza ferma e non eccessivamente ripida, spostandosi sulla sinistra in prossimita` dell'impennata a circa meta`valle (diversamente si trova in salto di erba e rocce). Si perviene infine ai prati e quindi, cercando il passaggio tra i vari torrenti che scorrono in parallelo, alla bellissima conca che ospita molte marmotte e il laghetto di Valmorta.
Da qui si trovano i segnavia del sentiero che scende alla diga del Barbellino, che percorre la destra del profondo vallone. Il sentiero e` evidente ma esposto, vista la stanchezza accumulata occorre mettere giu` bene i piedi e non inciampare.
Arrivate alla diga abbiamo optato per il sentiero estivo, lungo ma finalmente rilassante.
Lungo tutto il giro abbiamo incontratto da vicino molti stambecchi, avvistato camosci e marmotte, e visto stambecchi rampicati sulla diga.
Grande giro, piuttosto impegnativo, in ambiente davvero selvaggio. Dal Barbellino in poi abbiamo incontrato solamente un uomo che scendeva dal Lago della Malgina, poi solo amici animali.
Con Ivana e lo zio Pippo.
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