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   Petit Combin, Parete Nord-Ovest, 19/05/2020
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Onicer  sorega      
Gita  Petit Combin, Parete Nord-Ovest
Regione  Svizzera
Partenza  Val des Bagnes, strada per la Cabane Brunet  (1800 m)
Quota arrivo  3663 m
Dislivello  1900 m
Difficoltà  OSA+
Esposizione in salita  Nord
Esposizione in discesa  Nord
Itinerari collegati  nessuno
Neve prevalente  Trasformata
Altra neve  Variabile
Rischio valanghe  2 - Moderato
Condizioni  Ottime
Valutazione itinerario  Eccezionale
Commento Scheda tecnica:
Diff. Scialp. TD-, S5, 50° max.
Materiale oltre a quello scialpinistico: corda, ramponi, una o due picozze leggermente tecniche, atrezzatura da ghiacciaio.

La parete Nord-Ovest del Petit Combin ha visto poche discese con gli sci, sopratutto perché fino a pochi anni fa una imponente barriera di seracchi a metà strada ne ostruiva il passaggio. Ultimamente, a causa dello scioglimento dei ghiacciai, questa barriera si è ridotta creando dei varchi migliori ove passare. La parte superiore spesso presenta ghiaccio vivo, per cui è importante essere sicuri che questo sia coperto da un buon strato di neve stabilizzata. La gita in generale è tecnica e complessa, con un giro ad anello in grandiosa traversata salendo per la "Petite Face Nord" e scendendo per la Nord-Ovest.
A stagione avanzata si riesce a salire, dalla Val des Bagnes, sulla strada sterrata che porta alla Cabane Brunet. In questa occasione ho parcheggiato a quota 1800 m circa. Oltrepassato il rifugio (al momento chiuso e senza locale invernale) si prosegue per la stradina che porta all'alpeggio di Sery e che poi scende per circa 100 m di dislivello nella conca di Pron Sery. Da qui si sale in direzione del Petit Combin tenendosi a sinistra della parete Nord e reperendo facilmente il ripido pendio di neve e ghiaccio della Petite Face Nord. Si supera la terminale agevolmente sulla sinistra per proseguire fino all'uscita sulla Cresta dei Follats. Le condizioni erano ottime con neve ben dura e rigelata. Prima dell'uscita abbiamo fatto 3 brevi tiri per maggiore sicurezza. Si prosegue poi per la cresta fino alla cima. Sulla cresta la neve era un po' più molle e comunque tutta da tracciare, ma con l'instancabile e irriducibile forza di volontà ben presto siamo riusciti a sbucare sulla vetta. Da qui si traversa il pianoro sommitale andando ad affacciarsi sull'orlo della parete NW. La si può vedere nella sua intierezza e fare una valutazione di massima. Aurélie non se la sente di scendere e decide di sciare la via normale per il ghiacciaio di Boverie. Ci rivedremo a valle, mantenendoci in contatto. La partenza è buona, ma traversando la parete sento che lo strato di neve sopra il ghiaccio non è molto come invece sembrava. L'ambiente è grandioso e severo, non ci si può permettere di sbagliare e scivolare. Grande attenzione e valutazione nell'individuare il giusto passaggio ed andare a trovare il pendio successivo, duro, ma senza ghiaccio vivo sottostante. Più sotto la barriera di seracchi la supero andando tutto sulla sinistra e scendendo per un canale che si apre sui pendii più dolci. Neve trasformata per raggiungere la conca di Pron Sery dove mi aspetta la faticosa risalita di quei famosi 100 m scesi al mattino. Poi nuovamente giù alla Brunet e al parcheggio con uno zaino diventato insopportabilmente pesante. Altra grande giornatona con l'irriducibile Aurélie.

Foto 1: La parete Nord-Ovest in una foto di aprile 2017
Foto 2: La linea gialla di salita e quella rossa di discesa. Foto di aprile 2010
Foto 3: La parete Nord-Ovest appena sciata

Fotoreport a questo link:
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