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   Sassolungo, Via normale
Zona  Trentino Alto Adige - Sassolungo
Partenza  Passo Sella (versante gardenese) (2180m)
Quota attacco  2600 m
Quota arrivo  3182 m
Dislivello  600 m
Difficoltà  AD / III+ ( III obbl. )
Esposizione  Ovest
Rifugio di appoggio  Rif. Demetz
Attrezzatura consigliata  Due mezze corde da 30 metri (una da usare solo per le doppie), oppure una da 50m. 2 o 3 rinvii, qualche cordino e friends per proteggersi in conserva
Orario indicativo 1h e 15' al rif. Demetz, 5-6h per la vetta
Periodo consigliato Estate
Descrizione Dal rif. Passo Sella (ca. 1 km sotto il passo verso la val Gardena, seguire il sentiero n. 525 (Forcella del Sassolungo – Rif. Demetz). E’ anche possibile prendere la cabinovia (apertura ore 8), risparmiando così 500m di dislivello e circa 1h e 15’ di cammino.
Dalla forcella, scendere per circa 80m sul versante opposto (indicaz. Rif. Vicenza) fino a individuare a dx l’inizio del sentierino per la “Cengia dei Fassani”, inizialmente comoda e orizzontale, dopo di che presenta una breve interruzione, da superare disarrampicando un grosso masso (gancio per eventuale calata).
Si risale poi dal lato opposto e si prosegue lungo facile cengia (ometti). Si giunge così alla base di un primo canale, seguito da un’altra breve cengia e poi si risale un altro più ampio canale. Dopo un successivo breve tratto di cengia, in corrispondenza di un canale-camino franoso, uscire sulla sua cresta a sx (II/III), ometto al termine.
Proseguire salendo brevemente per traccia di sentiero, e poi un altro tratto di cengia (ometti). Puntare ad una piccola forcella, posta a monte rispetto ad un’altra più bassa ed evidente, oltre la quale si superano diversi tratti esposti con l’aiuto di un cavo metallico (piuttosto esposto e faticoso, utile assicurarsi).
Traversare interamente verso sx e passare a fianco di una nicchia gialla; poi risalire una fessura (passo di III).
Continuare per roccette (II), seguite da un muretto (III) di circa 15m. Superata una forcella, scendere sul lato opposto per una ventina di metri e quindi traversare su facili roccette (qualche ometto).
Si giunge così nella conca del Ghiacciaio del Sassolungo (ormai ridotto a qualche lingua di neve), dalla quale poi si scende.
Sul versante opposto si individua il “Canalone Basso”, ove spesso è presente neve anche a stagione inoltrata.
La via originaria risalirebbe il fondo del canalone, ma in assenza di neve il terreno è molto disagevole e franoso; inoltre può presentare tratti ricoperti di vetrato e possibili cadute di sassi. E’ quindi molto consigliabile e più sicuro proseguire lungo la variante di cresta: dalla base del canalone salire lungo la cresta a sx del canale (III, “Variante delle guide”).
Nella parte alta si trovano staffe metalliche per superare un tratto più difficile che permette di spostarsi sulla dx. Continuare a salire sempre tenendo la sx, per cenge e rampe.
Si arriva così ad un cordino metallico, che scende per circa 10m nella parte finale del canale, ad una conca ghiaiosa (ca. 2900m). Salire brevemente alla forcella terminale (ometto), dalla quale si entra poi nel cosiddetto “Anfiteatro”, dove si procede seguendo tracce di sentiero e ometti. In breve, a dx, si individua chiaramente l'inizio della “Gola delle Guide”. Risalirla interamente su roccette di I e II° tenendosi alla sua sx (qualche cordino in clessidra e anelli di calate), con solo un pass. di III. Giunti all’uscita, vicino a una forcella si trova un masso incastrato dal quale ci si affaccia sul versante opposto. Tramite salita su facili roccette, si arriva così al bivacco Giuliani (3100m).
Sopra il bivacco si trova la “Torre Rossa” (chiamata anche “Torre Gialla”). Dal bivacco, salire prima dritti, poi traversando un po' a dx (esposto, chiodo). Risalire poi un diedro, fino al chiodo cementato, utilizzato anche per le calate (ometto in cima alla torre).
Si prosegue su cresta esposta verso NW, con qualche passaggio delicato ma non difficile, e poi su terreno più facile, rimanendo a sx della cresta. Superata una croce di legno, continuare seguendo ometti e canalini fino ad arrivare a una forcella, dalla quale si scende e risale sul lato opposto. Di nuovo si raggiunge una forcella con relativa breve discesa; si risale poi dal lato opposto, verso la croce della vera vetta.
DISCESA: Seguire a ritroso il percorso di salita. Sul bordo della torre gialla, si trova un anello cementato che, con una calata di 25m, permette di toccare il tetto del bivacco. Per il resto della discesa, ove lo si ritiene opportuno, conviene approfittare delle possibili calate in corda doppia (anelli cementati, chiodi, cordini in clessidra – questi però da verificare); consigliatissimo effettuarne almeno 5 o 6, che permettono di superare i tratti di III.
N.B. Per la discesa dalla vetta al rifugio, calcolare lo stesso tempo di salita, se non di più soprattutto se si è in 3 persone e si effettuano diverse doppie.
Valutazione itinerario  Eccezionale
Commento  Il Sassolungo è uno dei 3000 più difficili delle Dolomiti. L'itinerario per la sua via normale, qui descritto, si snoda in un "labirinto" di pareti, canali, cenge... Non è sempre facile individuare il giusto percorso; ma occorre dire che la presenza di ometti, segni rossi, anelli, cordini in clessidra... nei punti "indispensabili", agevolano molto nel trovare la strada giusta. Non è comunque da sottovalutare, in quanto lunga e articolata; un po' di esperienza in ambiente dolomitico, agevola sicuramente nell'individuare il percorso.
E' per lo più una facile arrampicata su gradi dal I al II+, qualche tratto di III e un solo passaggio di III+ (Torre Rossa sopra il bivacco), da percorrere eventualmente in conserva nei tratti più impegnativi o per chi si sente poco sicuro, altrimenti diventa davvero eterna se si usa sempre la corda. I tempi di percorrenza, infatti, posso variare molto a seconda, appunto, di come si procede. Questo vale naturalmente anche per la discesa, a seconda di quante doppie si fanno e di come ci si trova a disarrampicare su questi gradi.
Sconsigliatissima in caso di meteo incerto o nebbie. Il bivacco Giuliani è un ottimo riparo in caso di emergenze o maltempo.

FOTO 1: La "cengia dei Fassani".
FOTO 2: Sul ghiacciaio del Sassolungo, sopra la neve, da dx verso sx sale l'evidente variante delle Guide.
FOTO 3: L'ultima salita verso la cima del Sassolungo.
Itinerario visto  42432 volte
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19/06/2022  -  Sassolungo, Via normale, di Fedora