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   Monte Pelmo, Via normale, per la cengia di Ball
Zona  Veneto - Pelmo e Dolomiti di Zoldo
Partenza  Zoppé di Cadore (1500m)
Quota attacco  2100 m
Quota arrivo  3168 m
Dislivello  1700 m
Difficoltà  F+ / II ( II obbl. )
Esposizione  Sud-Est
Rifugio di appoggio  Rif. Venezia
Attrezzatura consigliata  Bastoncini, casco, imbrago, una longe per autoassicurarsi sulla corda fissa. Eventualmente un pezzo di corda e qualche rinvio per sicurezza, visti i chiodi presenti nei tratti più esposti.
Piccozza e ramponi a inizio o fine stagione.
Orario indicativo 5-6h per la cima (1h e 30' al rif. Venezia); 4h la discesa
Periodo consigliato Estate-Inizio autunno
Descrizione Da Zoppé seguire le indicazioni per Rifugio Venezia. Alla fine del paese, in loc. Sagui, sempre seguendo le indicazioni salire a dx per una stradina; dopo pochi minuti un cartello indica, a sx, il sentiero 471 per il rifugio, evitando la sterrata, più comoda ma più lunga, ricongiungendosi circa 250m più in alto. Si prosegue quindi sulle dolci pendenze della sterrata, con la straordinaria vista sul Pelmo e sul buona parte del percorso che si dovrà fare, e con la sottile cengia di Ball già visibile. Dopo circa 1h e 45’ si arriva al rif. Venezia.
Seguire ora il sentiero n. 480 (cartelli) verso NW, che sale fra mughi per poi proseguire a sx su ghiaione fino all’attacco delle prime roccette. Inizialmente si percorrono facili gradoni, poi il sentiero si restringe sempre di più arrivando a placche che si risalgono a dx (chiodo): qui inizia la vera e propria cengia di Ball, che taglia per circa 1km la ripida parete Est, superando 3 canali. Superato il primo di questi canali, si raggiunge uno dei tre passaggi più impegnativi: il “Passaggio dello Stemma”, ove è presente una targa commemorativa: qui bisogna abbassarsi un po’ rispetto al percorso della cengia, con qualche attenzione.
Il secondo passaggio un po’ più ostico si trova a circa metà cengia: si tratta di una sporgenza dove la cengia si interrompe: questo passaggio si supera grazie alle buone prese per le mani sulle rocce.
Il terzo e ultimo passaggio impegnativo è il “Passaggio del Gatto” (II°): qui è presente una corda fissa dove ci si può assicurare, così da superare in sicurezza un passaggio esposto e su roccia lisciata dai passaggi (II°). Ball superò questo tratto strisciando carponi!
In tutti e tre questi passaggi sono presenti diversi chiodi su cui attrezzare una corda di sicurezza.
Si prosegue fino alla fine della cengia superando altri passaggi non difficili ma comunque da non sottovalutare per la roccia spesso liscia che se fosse bagnata sarebbe pericolosa. In un paio di punti occorre chinarsi parecchio per passare.
L’ultimo tratto è più semplice e porta al bordo inferiore del Valòn (l’anfiteatro denominato “la carega de Dio”): un grande vallone detritico al centro delle due spalle del Pelmo. Da qui è molto utile riprendere i bastoncini per salire tutto il ripido vallone ghiaioso, molto faticoso, seguendo i numerosi ometti che con tanti zig zag portano a circa q. 2700m, circondati da enormi pareti. Sempre seguendo gli ometti, si prosegue nel vallone superando qualche tratto con facili roccette e gradoni (I/II°), raggiungendo il “Vant”, dove una volta c’era il ghiacciaio (ora è solo una grande distesa di sassi e roccette, quasi lunare, con anche profondi crepacci rocciosi!). Risalirlo interamente obliquando verso sx (W), fino a raggiungere l’ampia sella (ca. q. 3000m) che divide il Pelmo dalla sua spalla Sud. Fanno impressione le pareti verticali che si vedono affacciandosi (senza esagerare!) sul bordo della cresta alla sella.
Ora si prosegue a dx (NNE) percorrendo un breve tratto di cresta (ometti). Alcuni tratti sono abbastanza aerei e permettono una vista sensazionale su entrambi i lati, da vertigine. Soprattutto un passaggio sul filo di cresta e un ultimo passaggio di arrampicata di un paio di metri (II°) che porta alla facile e breve parte finale che porta alla croce di vetta. Il panorama è strepitoso: il vicino Civetta, Marmolada, Gruppo del Sella, Latemar, Catinaccio, Sassolungo; Tofane, Antelao…

DISCESA: Per l’it. di salita. Il tempo e l’impegno non sono di molto inferiori alla salita; attenzione soprattutto al ghiaione del vallone e soprattutto alla cengia che, con più stanchezza, richiede ancora più attenzione che all’andata (dalla cima al rifugio calcolare ca. 2h e 30’-3h.
Valutazione itinerario  Eccezionale
Commento  Itinerario spettacolare in ambiente veramente strepitoso. La forma concava del "Vant", il vallone che inizia dal termine della cengia di Ball e porta alla base del Pelmo, ricorda quella di un grande trono, da qui il detto “El caregon de Dio”. Una volta era presente un ghiacciaio qui.
Dal basso sempre impossibile individuare un percorso che, da poco sopra il rifugio, sembra portare nel vallone soprastante. Invece la cengia di Ball, lunga circa 1km, permette di tagliare le ripide pareti del versante E della montagna.
Lungo la cengia sono presenti una decina di chiodi soprattutto nei punti più esposti, così da poter fare sicura con una corda; si trovano anche alcune clessidre dove poter piazzare dei cordini per fare sicura. Al Passo del Gatto è presente una corda fissa.
Non sono presenti grandi difficoltà alpinistiche (max II); ma non va assolutamente sottovalutata soprattutto per l’impegno fisico e l’esposizione della cengia, sia all’andata che al ritorno: essa infatti è sempre molto stretta!

FOTO 1: La parte alta dell’itinerario vista salendo al rif. Venezia, con visibile quasi tutto il percorso della cengia di Ball.
FOTO 2: Verso la parte finale della cengia di Ball.
FOTO 3: Il Pelmo visto dalla sella a q. 3000m posta tra la Spalla sud e la cima.
Itinerario visto  243 volte
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