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ELBRUS: skiing the top of Europe

 
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Franz
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MessaggioInviato: Mer Giu 17, 2015 6:47 pm    Oggetto: ELBRUS: skiing the top of Europe Rispondi citando

Mont Elbrus, 5642 m (Caucaso - Russia): viaggio sciistico ai confini d’Europa


Un viaggio sciistico ai confini d’Europa: vedere posti nuovi, assaporare odori, sapori, culture differenti, i preparativi, l’attesa per l’ascesa alla vetta, il gruppo, sciare a giugno…e sì anche gli inconvenienti e gli imprevisti… Quando Anna, ancora in marzo, mi butta lì l’idea di una spedizione sciistica coi suoi amici trentini in Caucaso per la salita dell’Elbrus, la cima più alta d’Europa coi suoi 5642m, la cosa da subito mi eccita e mi trova interessato. Era uno dei miei sogni sciistici extra-alpini. I due mesi seguenti sono caratterizzati da una stagione scialpinistica compressa, praticamente mai cominciata prima, che dopo 4 gite si corona con la salita di grande soddisfazione al Monte Bianco.

Report con consigli tecnici e qualche numero: http://www.on-ice.it/onice/onice_view_report.php?type=1&id=17360

La sera di venerdì 29 maggio, dopo la preparazione di un bagaglio “impegnativo”, siamo in 11 all’aeroporto di Venezia: la nostra guida Maurizio Giordani con Nancy; Luisa e Giorgio; Fabio, Luciano, dal trentino; Margit e Christoph da Innsbruck; Anna e Lorenzo da Vicenza. Il morale è alto e già la compagnia mi sembra simpatica. Tutti loro si conosco, io sono un nuovo arrivato, ma mi sento già a mio agio. Il nostro entusiasmo scema in breve quando scopriamo che il nostro volo è stato cancellato per una “tempesta tropicale con grandine” su Mosca!!! Le ore che seguono saranno un’odissea prima di trovare sistemazione in uno degli Hotel 4 Stelle messi a disposizione dalla compagnia aerea. Dopo 22 ore tra stanze lussuose, buffet sontuosi, piscine,…posti dove di solito ci si fa coccolare, e dove noi invece tentiamo solo di mandare giù l’amara pastiglia, finalmente partiamo. Il giorno perso non ci preoccupa: abbiamo margine, al massimo rinunceremo ad una giornata di riposo.

In aeroporto a Venezia. Non ci siam fatti mancare nulla Wink ...bagaglio impegnativo!

Vita da "The Terminal".... La giornata persa aspettando il nuovo volo...


Giunti a Mosca e poi con volo interno a Mineralnyye Vody, Vladimir, la nostra guida locale ci viene incontro in aeroporto. Un furgone per i bagagli e uno per noi ci conducono con una guida tutt’altro che oculata (credo il rischio più grande corso in tutti i 9 giorni!!!) lungo la tortuosa Valle di Baksan a Cheget, a 2100m ca (domenica 31). Quello che vediamo in questo viaggio di circa 150 chilometri è una Russia povera, architettonicamente trascurata, sporca, militarizzata (diversi sono i posti di blocco con poliziotti armati ed anche carri armati),… Diciamo che non sono gli standard delle Alpi Svizzere… Arrivati alla “ridente” località sciistica di Terskol, il sapore di abbandono si fa ancora più forte: cartelloni pubblicitari inneggiano ad esperienze entusiasmanti di fuoripista. Sì, forse negli anni 70 (tra un carrarmato e l’altro). Qui il tempo infatti sembra essersi fermato a qualche decennio prima che da noi… Impianti vetusti ed edifici fatiscenti. Il nostro albergo (Eden?) nonostante l’ottima accoglienza (anche se qui quasi non parlano inglese!!!) è abbastanza misero. C’è un mercato con bancarelle che vendono souvenir. Ma ci siamo solo noi. Signore col viso segnato dalla vita di montagna ci offrono maglioni e cappelli in pura lana. Il sole si alterna alla pioggia. L’atmosfera è ancora più triste e surreale, se non fosse che all’orizzonte sopra le nubi all’improvviso spunta la mastodontica sagoma dell’Elbrus. E tutto assume un altro sapore: ci ricordiamo perché siamo qui! In effetti, quando le nuvole si diradano ci rendiamo conto di essere in mezzo ad una catena montuosa interessante, con le seraccate che arrivano a poca distanza dal fondovalle.

Il viaggio più pericoloso della settimana. Loro se la dormono, ma qui il conducente ci ha fatto prendere qualche bel rischio...

Sosta rifornimento bibite. Eravamo da un gommista...

Architetture originali nella Valle di Baksan (Tyrnyauz)

Volti segnati dalla vita di montagna

Prova cappelli

Russian people

Il vecchio saggio

Colori sgargianti

Aperitivo in attesa della cena

Colate glaciali dall'Elbrus fino a bassa quota

Retrò o abandoned

Linee lignee

Cosa ci fa qua uno dei nostri container di Garabashi? Wink


L’indomani (lunedì 01 giugno) con un bel sole saliamo ad Azau, 2350m, per prendere gli obsoleti impianti che ci portano a Garabashi, 3780m, il nostro campo base per un po’ di giorni. Salita che risulta “complicata” coi vari cambi di mezzo (funivie e snowcat) e trasbordi con tutto il materiale che abbiamo tra cibo, borsoni e sci. Qui siamo sistemati ottimamente in due container (!) rivestiti internamente di legno e abbiamo una sala adibita a cucina con due cuoche solo per noi. Poco distanti i “famosi” Barrels che sono però chiusi. E via subito per una gita di acclimatamento. Passiamo dal sole, alla neve, alla nebbia e di nuovo al sole nel giro di poche mezz’ore: che qui il tempo sarà un po’ capriccioso l’abbiam già capito! Qui è difficile prevedere perfettamente il meteo. Quasi ogni giorno danno “sun and snow showers”. Possiamo solo sperare nel c… franziano!!!
Giunti a circa 4300m (poco sopra l’ex rifugio Priut) la discesa è piacevole (per la nuova neve del giorno prima) anche se troppo breve…ma il rigido programma di Vladimir non ci permette di salire oltre!

In partenza dall'hotel

Islam mountain

Rifornimento birre

Sugli impianti di Azau

Pronti via! Gita di riscaldamento.

Là dietro...sì oltre le nuvole.

Good! Chi ben comincia.


La cena è migliore del previsto e dopo il pasto ci si può soffermare in sala per chiacchiere con i nuovi amici. Le previsioni per il martedì sono a sorpresa ottime e già dal panorama serale con la luna piena e le stelle se ne possono apprezzare le premesse. La bifida cima dell’Elbrus è dietro di noi. Non sembra nemmeno troppo lontana… Ma davanti, all’orizzonte, due vette attirano la mia attenzione. Sono due cime fantastiche, ripide, ammantate di ghiacciai: sono Il Donguz-Orun, 4452m e l’Ushba, 4710m, noto anche come “Cervino del Caucaso”. Mi informo circa la loro scalabilità e scopro che per problemi politici, essendo sul confine con la Georgia, i permessi non risultano facilmente ottenibili. Inoltre, l’Ushba viene anche definito “men killer” per via della sua pericolosità. Continuo a guardarle comunque affascinato (o forse di più)…


Industrial revolution

Ski...barrels

Campo militarizzato

Con un cesso così...vien l'ispirazione Wink

Chissà perchè lo chiamano Cervino del Caucaso? Wink

Incappucciato

Schkhelda, 4295m, Ushba, 4710m
http://mountains.tos.ru/kopylov/pict/shkhelda.gif

Vista dalla camera...

Mount Ushba Nord, 4694m, e Sud, 4710m.
http://mountains.tos.ru/kopylov/pict/g13.gif

In camera... Anche qui però le Alpi la fan da padrone. (Grazie Fabio)

Tramonto su Donguz-Orun, 4468m e Nakra-Tau, 4451m
http://mountains.tos.ru/kopylov/pict/g39.gif

Ushba festival

Profilo infiammato

Vita da...container

Buona notte mondo!


Un cielo blu cobalto ci accoglie martedì mattina (02 giugno). Purtroppo il programma di acclimatamento non prevede il tentativo alla cima. Sulle Alpi, con queste previsioni meteo, si sarebbe fatto di tutto per raggiungerla, magari anticipando la partenza per salire magari più gradualmente o quantomeno provarci… Partiamo invece con tutta calma verso le 8. Piuttosto che ripercorrere l’itinerario del giorno precedente stiamo a sinistra e passiamo nei pressi del bivacco avveniristico frutto dello stesso progetto italiano del Gervasutti alla Leschaux. Un po’ di casa nostra anche qua! L’itinerario è interessante visto che bordiamo il ghiacciaio che scende dalla vetta ovest. Cominciamo a “prendere le misure” di questo bestione…e pare ben più grosso di quel che sembrava. Giunti ai 4750m delle Pastukhov’s Rocks un po’alla spicciolata Vladimir spinge per il rientro, come da rigido programma, anche se aveva lasciato intendere di poter proseguire “un poco” oltre se ce la si sentiva. E io mi sento in forma, perché non provare ad andare avanti? Maurizio, Nancy, Giorgio e Fabio son già partiti di gran lena verso l’alto, ma presumibilmente si fermeranno poco sopra, come da programma. Io, Anna e Lorenzo a ruota, ma ad un ritmo più tranquillo. La giornata è splendida. Dopo un po’ i miei soci scelgono di scendere. Io proseguo da solo e giungo a quota 5000m. Non riesco a raggiungere gli amici davanti che vedo a sorpresa continuare sempre più su (decideranno di proseguire e arriveranno in cima quasi alle 16). Sono soddisfatto di questo piccolo traguardo personale e decido comunque per il rientro. Non vorrei contrariare Vladimir e mi trovo tutto sommato solo in un ambiente che non sarebbe per niente facile in caso di inconvenienti. Però il fisico risponde e mi sento in Paradiso. La neve è pure bella da scendere. Raggiungo Anna e Lorenzo e giù al campo base su neve marciottina divertente. Uno spasso.

West peak

Pronti-via!

Skialp di giugno




Mastodontico Donguz-Orun

Via alternativa

Russe vastità

Vladimir racconta qualche aneddoto

Ambiente glaciale

Selfie di "vetta". 5000 m slm! Prima volta oltre il Bianco!

E si lascia pure sciare bene


Le previsioni per l’indomani danno un rapido peggioramento con neve: è il cosiddetto ideale rest day prima della cima e lo passo a dormire e leggere, anche se 8 di noi ancora un giretto fino a 4200 se lo fanno per approfittare del sole che ha in breve preso il posto delle nubi.. Per la verità non mi sento in super forma…e non li seguo…basterà un po’ di riposo, mi dico… Le previsioni per l’indomani non sembrano male. Tutto sembra andare per il verso giusto…
Giovedì (04 giugno) dopo un’alba incerta il cielo si apre completamente e il sole splende (tra l’altro qua splende prima che da noi visto un solo fuso – senza ora legale - di differenza a fronte di una distanza di ben 2500km!). Alle 7 lo snowcat ci catapulta ai 4700 m delle rocce Pastukhov. Tutto come da programma: pare che la maggior parte dei “summiters” prendano i mezzi per la giornata della vetta… Sarà anche così…ma da qui in poi non riesco a partire. Il fiato non viene. Le gambe dure. Che mi succede? Gli altri guadagno metri a vista d’occhio… Con Maurizio che mi scorta (grazie!!!) faccio a fatica ogni metro e conversione. Giunti nei pressi del colle tra le due cime (Saddle, 5358m) Maurizio mi precede dicendomi che mi aspetta poco oltre. Vedo gli altri del gruppo che stanno lasciando gli sci per salire in cima. Sono le 11:50 e sono in dietro di 30-45min, max 1h (mi dirà Anna poi). Dai, potrei ancora dirigermi verso la vetta, tanto c’è un traccione enorme e pure delle corde fisse e il cielo è blu… Non faccio in tempo a dirlo che si alza un vento tempestoso, il cielo si copre e riesco a malapena a individuare e raggiungere Maurizio. La cima sparisce nelle nubi, come la traccia e i miei amici. Con Maurizio, Nancy, Giorgio e Fabio, di ritorno dalla cima Est, ci ripariamo in un bivacchetto posto poco oltre il colle. Il Red Fox Shelter, costruito nel 2012 come ricovero di emergenza in occasione di una gara. All’interno è chiaramente indicato che il locale non è areato e che la temperatura potrebbe raggiungere i -50°C!!! Dopo due ore arrivano i reduci della vetta. Salire (e soprattutto scendere) è stata un’avventura. In vetta non si vedeva nulla. Il vento era tempestoso. Volevano desistere, ma hanno stretto i denti: grandiiiiii! Una cordata di russi trascinava a valle con la corda il corpo di un compagno morto per sfinimento… Terribile! ;-( Sono tutti scossi e provati...
Il programma (che tanto ci intrigava e si discostava dalle spedizioni più classiche) prevedeva la traversata della montagna e la discesa dal selvaggio e glaciale versante Nord ad un rifugio (Oleynikov hut) aperto solo per noi per l’occasione. Un rocambolesco tentativo durato un’ora e mezza ci vede salire nella nebbia e nella bufera più totale fin oltre quota 5400 metri per bypassare un’ipotetica seraccata o crepaccia terminale, ma alla fine ci riporta al bivacco: è impossibile proseguire oltre con l’incognita dell’itinerario in un simile ambiente glaciale. Si aggiungono dei russi. Siamo in 17 in questo “loculo”… non si respira più!!! Vado in iperventilazione. Non riesco a regolare il ritmo del respiro. Momenti di panico (credo più per i soci che per me, tra l’altro…). Parole di conforto e tentativi di riportarmi alla normalità… Dobbiamo però scendere…ma fuori imperversa ancora la bufera…di farlo sci ai piedi non se ne parla. Per fortuna riesco però a farlo con le mie gambe e alle 22 siamo al campo base!
L’indomani (05 giugno) sono seduto di buon ora sulla panca antistante il bagno. Il sole è ancora tiepido, ma mi scalda un poco le ossa. La giornata è favolosa e ho lo sguardo rivolto alla doppia sagoma dell’Elbrus. Che è successo ieri? Non riesco a capacitarmene… Devo ancora somatizzare. Mi son lasciato sfuggire la cima per un “soffio” (…di vento e non solo! Wink)… Vero è che, riflettendo sulle mie esperienze passate in quota (quasi solo alpina!) son sempre state delle toccate e fuga “dalla città”… Qui invece la permanenza più giorni in quota mi ha via via sfiancato (i primi due giorni stavo benissimo)… Penso anche che, non avendo ultimato il programma della traversata della montagna con la discesa dal versante Nord, potrò tornare in futuro con rinnovata voglia e interesse… Le mie riflessioni sono interrotte dall’adunata per la colazione. I tetti dei nostri container sono un vero e proprio bazar per asciugare panni e materiale. A tavola siam tutti abbastanza provati, ma, ognuno a suo modo (sì, anche io!), soddisfatti. Porto a casa con me una esperienza intensa, che mi ha dato comunque tanto, anche senza quei trecento metri...

Fiducioso dietro alle bandierine

Sopra il mondo

La Sella (5358m) è vicina. E la via alla cima Ovest. Cielo ancora blu (per poco!!!)

Faticaaaaa! A Messner di ritorno dal primo 8000 senza ossigeno: "Cosa hai provato? Era bello? Affascinante? Eri emozionato?" "Ero tanto stanco" Wink

Il Red Fox Shelter

Ammassati nel nostro...loculo!

Vedo la luce…

Facce da Elbrus!!!

Barrel bazar

Arrivederci Elbrus!!!

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L'ultima modifica di Franz il Gio Giu 18, 2015 11:52 am, modificato 5 volte
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Franz
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MessaggioInviato: Mer Giu 17, 2015 6:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

Birra e pop-corn già finiti? Naaaaaaaah!
Fate subito rifornimento...
C'è ancora il "bonus track" di MOSCAAAAAA!!!! Laughing

PS: era prevedibile che andassi un po'...lungo.
Tra l'altro è il primo album con la nuova Panasonic TZ60...io sono soddisfatto...voi che dite?





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La vacanza però non è finita, ora Mosca ci attende. Tornati all’albergo di Cheget e dopo una bella scorpacciata di spiedo di montone innaffiato da diverse birre, l’indomani (06 giugno) a bordo dei nostri veloci (!) furgoni torniamo alla civiltà giungendo a Pyatigorsk, cittadina grande, con qualche bell’edificio (come una chiesa ortodossa, con all’interno delle bellissime icone), ma non entusiasmante. Il nostro albergo è l’apoteosi del kitsch; ci stanno anche festeggiando un matrimonio con tanto di vestiti e allestimenti pacchiani. Russian style? Osserviamo incuriositi. Per fortuna il pranzo offerto da Vladimir in un locale che serve spiedi di carne ci allieta la permanenza…o sarà l’accompagnare cibo e birra con bicchieri di vodka, che fanno tanto ridere le ragazze, a “stordirci” Wink?

Un brindisi con nuovi amici russi...
Tornate vivi, tornate rimanendo amici, salite in cima: in questo preciso ordine” (R. Baxter-Jones)

Spiedo di montone

Baksan style

Strada o maneggio?

Venditori ambulanti

PYATIGORSK: Cathedral of Christ the Savior

Icone russe

Carne a volontà

Pastegginado a vodka

Fontana blu

Cathedral of Christ the Savior




Il volo da Mineralnyy Vody partirà presto (07 giugno, sveglia alle 4:30!!!), ma ci permette di giungere a Mosca in mattinata. La nostra guida Pablo (che parla italiano) è al terminal ad attenderci col pulmino. Per visitare la città tra i pochi che parlano inglese e le scritte in cirillico, pare sia indispensabile averla. La visita comincia con un tour panoramico per i viali e già si assapora lo stile architettonico della metropoli (ben 8 milioni di abitanti) con parchi, palazzi mastodontici (in stile staliniano ovviamente), scritte che inneggiano al comunismo, moschee, chiese e cattedrali di vario tipo, cupole dorate,… Ma ecco che ci fermiamo per la passeggiata nel centro, ammaliati dalla favolosa Piazza Rossa, unica! Affascinati dalla Chiesa di San Basilio, dalle fontane, dal mausoleo di Lenin, dalla Cattedrale di Kazan, …dalle figure femminili russe che sfilano eleganti e altezzose Wink La giornata splendida e mite (22°) rende la visita ancor più piacevole.
Ormai a sera il nostro volo ci riporterà, stavolta senza intoppi, a Venezia, dove ci accoglierà un caldo afoso e soffocante. Soffocare?…era meglio nel bivacco che qua, mi dico…
Dal finestrino il calar del sole sopra un mare di nubi multiformi è spettacolare. Questi cumulonembi si articolano in vere e proprie montagne...o meglio catene montuose… Le osservo scorrere veloci davanti ai miei occhi. Elevazioni effimere, alcune più alte, alcune più basse. Tutte sicuramente superiori ai 5642 metri dell’Elbrus: dei panettoni di anche 8000 metri, senza nome, apparentemente belli da scalare… ma una “nuvola” più alta di un’altra non dà le stesse emozioni se non condivisa con delle persone speciali come è stato per me in questa esperienza indimenticabile!

MOSCA: Stazione Belorusskij

Una delle Sette Sorelle Di Mosca: Hotel Ucraina

Cupole del Cremlino



Il cambio della guardia.

Cattedrale di San Basilio

Dolce di marzapane?

Magica Piazza Rossa : mausoleo di Lenin e Cattedrale di Kazan

Icone in San Basilio

Walt Disney?

Meringhe o cupole?

Il Gum (Glavny Universalny Magazin)


Matrioske



Modelle per uno scatto

Sole russo

Frescura

Fontane



L'orso di Masha (la passione di Emma)
https://it.wikipedia.org/wiki/Masha_e_Orso


Cosa mi è caduto laggù? Wink

Scatto per Emma

Comparsate staliniane

Cremlino




Un'altra Cathedral of Christ the Savior

Il Centro degli Affari.

Alla Gory Vorobyovy, la collina dei passeri

CCCP

Elbrus, tiè!

Le Sette Sorelle Di Mosca: Hotel Ucraina

Metropolitana moscovita

Tanti Elbrus di panna...

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fabiomaz



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MessaggioInviato: Gio Giu 18, 2015 8:54 am    Oggetto: Rispondi citando

Sdeng!

Ho letto il report che aspettavo (la prima parte) con grande curiosità e piacere. Sapevo della tua crisi, può succedere, giusta l'analisi sulla permanenza di più giorni in quota, c'è sicuramente di mezzo l'alimentazione, l'idratazione, l'esperienza. Certo fa riflettere che sia successo ad un animale da quota come te.
Comunque me ne vado piacevolmente avanti leggendo il tuo report quando

Citazione:
Una cordata di russi trascinava a valle con la corda il corpo di un compagno morto per sfinimento… Terribile! ;-( Sono tutti scossi e provati..


Certo può succedere, sul Bianco ,che è la tua seconda casa succede, ed eppure in mezzo al contesto di una gita scialpinistica, tutto sommato apparentemente non estrema, mi fa pensare e redifinire il tutto: per sfinimento..per sfinimento..

Per il resto: bellissimo, come era prevedibile.
Grazie per le belle foto dell'Ushba. In effetti si sale dall'altro versante perché da quello fotografato devi attraversare il confine, ed è molto problematico.
Inoltre ho letto che c'è stato un gigantesco crollo sulla seraccata che permetteva l'accesso al colle tra le due cime e che la normale russa è diventata un terno al lotto.
Dall'altro lato la salita è meno impressionante, anche se conserva tutta la sua complessità e pericolosità. E' un sogno nel più recondito dei cassetti della mia testa.
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LorenzOrobico



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MessaggioInviato: Gio Giu 18, 2015 12:34 pm    Oggetto: Rispondi citando

Me lo son letto tutto il reportage, bel viaggio e bella storia.
Se andava tutto liscio era meglio, ma anche queste sono esperienze intense e la storia che ne deriva è molto interessante, oltre che istruttiva.

Toccata e fuga con le spedizioni lontane o è iniziato un nuovo ciclo per il Franz ?
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calimero



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MessaggioInviato: Gio Giu 18, 2015 1:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

E' un viaggio anche solo leggere il fotoreport...
Bello.
Completo.
Istruttivo.
Considerando che al pari di Fabio sta , a livello di sogno, anche in un mio recondito cassettino della zucca quadrata, nel caso in cui prima o poi riesca ad aprirlo so a chi rivolgermi...
Proprio belle alcune foto moscovite.
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calimero
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ucamosciomoscio



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MessaggioInviato: Gio Giu 18, 2015 3:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

Scusami Franz, ma l'ascensione al Monte Elbrus non mi sembra un granchè alpinisticamente ( molto più allettanti quella cimette!!! in secondo piano )quindi per la mancata cima non mi farei un gran cruccio, molto bello tutto il resto, certo che visto 30/35 anni fa doveva aver tutto un altro sapore, siamo arrivati tardi !!

Ciao

Iosif Vissarionovic Dzugasvili
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paglia



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MessaggioInviato: Ven Giu 19, 2015 7:42 am    Oggetto: Rispondi citando

Belle foto e complimenti perchè non ti risparmi mai a scattarle, sia che tu sia impegnato in terreni tecnici che in gita a Mosca.
Per gli amici potevi però impegnarti un po' di più e postare almeno una foto decente delle bellezze femminili moscovite.
PAglia Laughing Laughing
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Albe



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MessaggioInviato: Ven Giu 19, 2015 1:14 pm    Oggetto: Rispondi citando

Eh si, un viaggio è sempre un viaggio, parliamo di quei viaggi che nascono e finiscono dentro; poi in mezzo si possono anche fare un sacco di cose. La differenza e il valore sta tutto qui. A comprare un ticket son capaci tutti. E' vero quindi, a volte manco servirebbe uscire di casa. Ma se 1+1=2, rimane tanta roba!
Anche se immagiono che t' El-brus-a per la cima, quoto Uca! E l'alta quota è un mondo a parte, dove regnano altre dinamiche, dentro e fuori. Dentro, è la permanenza il banco di prova. L'acclimatamento è affar serio e biricchino, può illudere ma anche uccidere. Tanti fattori che contribuiscono, soggettivi, congeniti, ambientali..non per niente ricette infallibili non ce ne sono. Ma molto si può imparare e prevenire. La sofferenza comunque non la toglie nessuno. E che fatica!
Per il fuori, porti un buon esempio. Se per così poco può succedere così tanto, pensa a 3000m più in alto e alla demenza di chi crede alla filastrocca della montagna addomesticata e del peak-tour che si compra con un voucher...Ma alla fine la gente crede a quello che gli fa piacere, a volte anche dopo aver provato sulla propria pelle! In fin dei conti l'intelligenza cos'è se non imparare dagli errori? E nella terra di nessuno, essere solo ospiti prudenti e non invadenti..
Quante disgrazie capitano ovunque? E quanti se ne ricordano, per farne tesoro e trarre insegnamento?
Ma ora confessa: è vero che nella terra del RUSSO ti trovi così bene Laughing ? In effetti ti dovevi sentire come a casa potendo dire "Io russo, come tu! Tabaaaariiiishhhh" Laughing

La nuova TZ60 dice bene, sembra buona la resa a focale lunga e con scarsa luce, e bella la sfocatura oltre la profondità di campo. Poi per carità son da vedere i raw e le condizioni di scatto; immagino non hai usato cavelletto? postediting qui? Che dici dello zoom? (quello della tua precedente era una bomba!) Con la B fino a che tempo arriva? Ma soprattutto, ha la funzione X-Ray Laughing ?
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Albe



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MessaggioInviato: Ven Giu 19, 2015 1:14 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ps: l'hai fatta scorta di krukonogi?
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L'ultima modifica di Albe il Ven Giu 19, 2015 9:10 pm, modificato 1 volta
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BiancoAtlas



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MessaggioInviato: Ven Giu 19, 2015 7:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

Alla fine ci sei andato ... bello quel monte, lo vidi al'alba in aereo tornando dalla tailandia e svettava di gran lunga sopra tutto Very Happy Grazie per aver condiviso Wink ,come puoi immaginare ho fatto vedere anche alla mia Emma la foto con ORSO ma Masha? Rolling Eyes ... era una delle due modelle Question Laughing
ciao toni
P.S. i problemi con la quota li risolvi solo in un modo. SLOW CLIMB cosa che però con la carenza cronica di tempo è spesso difficile da attuare Wink
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Andare in montagna con il g.p.s. è come fare sesso con una bambola gonfiabile
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Livio



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MessaggioInviato: Ven Giu 19, 2015 8:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Franz,

mi piace questo tuo racconto: trasmette bene le attese, la fatica, le difficoltà e la delusione; ma sullo sfondo si coglie una serenità che impreziosisce non poco tutta questa esperienza.

спасибо

Livio
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"Tutti eravamo felici, ci rendevamo conto che stavamo abbandonando dietro di noi la confusione e le sciocchezze e compiendo la nostra unica e nobile funzione nel tempo, andare"
(J. Kerouac, "On the road")
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Domonice
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MessaggioInviato: Sab Giu 20, 2015 4:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ho aspettato di avere tempo per poter guardare il tuo report. Sapevo che sarebbe stato da arachidi e coca cola sulla scrivania Laughing . Che dire? Niente! L'elbrus è stato o è, credo, il "sogno" realizzabile di quasi tutti. Certo, vedere l'antropizzazione del territorio fino a quote più alte di molti colossi alpini fa un po' specie, immagino però che la traversata completa del bestione avrebbe dato un altro significato al viaggio. Ormai sulla qualità dei tuoi report c'è poco da aggiungere oltre al BBB. Però, come Fabio, ho letto il "morto per sfinimento" ed ho riflettuto... Ok la quota, ok il freddo... ma "sfinimento" ? Shocked Boh, non ho esperienza in merito quindi non mi pronuncio, mi sembra solo "strano". Per il tuo malessere invece sono più dell'idea che l'essere sbattuto a 4200 metri ti abbia provocato un qualche scompenso, che poi è stato amplificato, o quanto meno male assorbito dalle circostanze avverse. Fosse stata una bella giornata di sole magari.... chissà Wink
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Franz
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MessaggioInviato: Mer Giu 24, 2015 11:56 am    Oggetto: Rispondi citando

fabiomaz ha scritto:
...l'alimentazione, l'idratazione, l'esperienza. Certo fa riflettere che sia successo ad un animale da quota come te.

Come già scritto, animale da quota (sotto i 4800), ma non da permanenza...
La curva ascendente (i primi gg), discendente (dopo i 3 gg) e di nuovo ascendente (dopo 7gg) pare sia nota...
Alimentazione varia e abbondante nelle proteine… (alla fine pensavamo di mangiare ben peggio). Idratazione pure abbondante (con tutte le zuppe che ci hanno preparato!). L’esperienza…sì, a 5000 mancava!
Domonice ha scritto:
Per il tuo malessere invece sono più dell'idea che l'essere sbattuto a 4200 metri ti abbia provocato un qualche scompenso, che poi è stato amplificato, o quanto meno male assorbito dalle circostanze avverse. Fosse stata una bella giornata di sole magari.... chissà Wink

Non saprei se il gatto ha fatto qualche danno. Sai, passare dalla pianura alla Midi e andare over 4000 non è una cosa che non ho già fatto... Tuttavia partendo alle 7 non c’erano tante alternative… (io sarei partito ben prima con molta calma)
E' un dato di fatto però che già il giorno prima, provando a seguire i ragazzi per una breve skialp dal CB mi sentivo fiacco e svuotato...e son dovuto tornare indietro…pensando fosse una cosa passeggera.
Che l'arrivare ad esempio a 5000 m il martedì, invece che fermarmi a 4700 mi abbia "smunto"?
Comunque tengo a precisare che non stavo male in salita. Ero solo spompato. Se non fosse arrivata la bufera avrei tirato dritto (ovviamente al passo da lumaca). Se sarei comunque scoppiato poco dopo non mi è dato comunque sapere…
Sono stato invece male dopo la permanenza di più ore nel loculo superaffollato e dopo il tentativo per il versante nord.
Domonice ha scritto:
fabiomaz ha scritto:
Una cordata di russi trascinava a valle con la corda il corpo di un compagno morto per sfinimento… Terribile! ;-( Sono tutti scossi e provati..
Certo può succedere, sul Bianco ,che è la tua seconda casa succede, ed eppure in mezzo al contesto di una gita scialpinistica, tutto sommato apparentemente non estrema, mi fa pensare e redifinire il tutto: per sfinimento..per sfinimento..

Però, come Fabio, ho letto il "morto per sfinimento" ed ho riflettuto... Ok la quota, ok il freddo... ma "sfinimento" ? Shocked Boh, non ho esperienza in merito quindi non mi pronuncio, mi sembra solo "strano".

Io sinceramente ho riportato ciò che mi è stato riferito e che è a sua volta stato riferito dai russi. Non so chi fosse, come stesse e che problemi magari pregressi (che ne so partito che non stava bene) avesse... Magari ha "semplicemente" battuto la testa, stanco e debole, per una raffica di vento. Io so che se alzavi lo sci in verticale, il vento te lo buttava a terra con forza...non so se mi son spiegato Rolling Eyes
Comunque può essere anche "sfinito dalle condizioni"...boh
In ogni caso, ho rivalutato la montagna (non che prima l’avessi sottovalutata), come difficoltà ambientali.
http://www.montagna.tv/cms/1374/strage-di-alpinisti-sullelbrus-7-morti-quattro-dispersi
E possono essere veramente paurose...
http://www.on-ice.it/onice/onice_view_report.php?type=4&id=154
fabiomaz ha scritto:
Grazie per le belle foto dell'Ushba. In effetti si sale dall'altro versante perché da quello fotografato devi attraversare il confine, ed è molto problematico.
Inoltre ho letto che c'è stato un gigantesco crollo sulla seraccata che permetteva l'accesso al colle tra le due cime e che la normale russa è diventata un terno al lotto.
Dall'altro lato la salita è meno impressionante, anche se conserva tutta la sua complessità e pericolosità. E' un sogno nel più recondito dei cassetti della mia testa.

Se ne può parlare. Io qualche dritta in più ora ce l’ho…chissà…
Il sito della guida russa Kopylov è molto interessante. Tra l’altro la guida può essere interpellata per diverse info…se non proprio per organizzare una spedizione alpinistica.
http://mountains.tos.ru/kopylov/prielb.htm
http://mountains.tos.ru/kopylov/bezingi.htm
http://mountains.tos.ru/kopylov/ushba.htm
Sempre più su in quel sito
http://mountains.tos.ru/shkhelda.htm

LorenzOrobico ha scritto:
Toccata e fuga con le spedizioni lontane o è iniziato un nuovo ciclo per il Franz ?

Diciamo che sono ormai anni che ci giro attorno. Quanto meno di testa... Negli ultimi anni anche più concretamente. Se pensi che sul passaporto ho un visto per il Pakistan, senza poi essere partito solo all'ultimo momento.
Come dice bene il Dome questo è uno dei sogni "facili e comuni" di molti di noi... Ma ce ne sono altri abbastanza abbordabili in Medio Oriente…su quella quota e con gli sci...chissà...
Sicuramente aver rotto il ghiaccio è stato da sprone.... Il riscatto poi, e chi mi conosce sa bene come sia testardo, sarà poi una molla ancor più forte...
calimero ha scritto:
Considerando che al pari di Fabio sta , a livello di sogno, anche in un mio recondito cassettino della zucca quadrata, nel caso in cui prima o poi riesca ad aprirlo so a chi rivolgermi....

Beh, se si organizzasse una salita dal versante N (in stile purista con i vari campi autunomi...) sicuramente non mi tirerei indietro. Sallo! Cool
ucamosciomoscio ha scritto:
Scusami Franz, ma l'ascensione al Monte Elbrus non mi sembra un granchè alpinisticamente ( molto più allettanti quella cimette!!! in secondo piano )quindi per la mancata cima non mi farei un gran cruccio, molto bello tutto il resto, certo che visto 30/35 anni fa doveva aver tutto un altro sapore, siamo arrivati tardi !!
Ciao
Iosif Vissarionovic Dzugasvili

Caro il mio Lenin,
tu non l’hai ancora capito...ma io sono andato solo per studiare la logistica di un eventuale ritorno.
E' come quando uno sale alla Capanna Albigna la settimana prima per poi andare al... Wink
Detto più volte, l’Elbrus è la montagna meno bella del Caucaso…
Albe ha scritto:
Eh si, un viaggio è sempre un viaggio, parliamo di quei viaggi che nascono e finiscono dentro; poi in mezzo si possono anche fare un sacco di cose. La differenza e il valore sta tutto qui. A comprare un ticket son capaci tutti. E' vero quindi, a volte manco servirebbe uscire di casa. Ma se 1+1=2, rimane tanta roba!
Anche se immagino che t' El-brus-a per la cima, quoto Uca! E l'alta quota è un mondo a parte, dove regnano altre dinamiche, dentro e fuori. Dentro, è la permanenza il banco di prova. L'acclimatamento è affar serio e biricchino, può illudere ma anche uccidere. Tanti fattori che contribuiscono, soggettivi, congeniti, ambientali..non per niente ricette infallibili non ce ne sono. Ma molto si può imparare e prevenire. La sofferenza comunque non la toglie nessuno. E che fatica!
Per il fuori, porti un buon esempio. Se per così poco può succedere così tanto, pensa a 3000m più in alto e alla demenza di chi crede alla filastrocca della montagna addomesticata e del peak-tour che si compra con un voucher...Ma alla fine la gente crede a quello che gli fa piacere, a volte anche dopo aver provato sulla propria pelle! In fin dei conti l'intelligenza cos'è se non imparare dagli errori? E nella terra di nessuno, essere solo ospiti prudenti e non invadenti..
Quante disgrazie capitano ovunque? E quanti se ne ricordano, per farne tesoro e trarre insegnamento?

Dici bene! Il viaggio è come l’ascensione di una vetta. Tutta l’emozione è concentrata nella salita, nei preparativi, nelle incertezze,…poi quando ti trovi in cima ti dici: “E ora?” Ed ecco che ti guardi attorno a cercarne altre, in quel morboso anelito verso una nuova meta, una nuova avventura. Ma il momento della cima rimane il “meno bello” di una ascensione.
Parte determinante del viaggio sono i preparativi, l’attesa, i soci, le cose che nuove che vedi, i cibi, le culture, l’emozione quando vedi la meta dopo ore/giorni di viaggio…
Per quanto riguarda “a 3000 più in alto” ci ho pensato pure io. Anche se qualcuno mi ha detto che non si può non stare male a fare l’Elbrus così… Testuali parole. Probabilmente in effetti avendo più tempo di acclimatamento nelle spedizioni meno mordi e fuggi si accusa di meno… E che come dici oggi con le possibilità moderne si tende a voler “comprare” i voucher all inclusive e questi non sono come un tempo, ma sono sempre più ridotti e di corsa…figli della frenesia moderna.
Sicuramente oltre una certa quota le cose si amplificano…sia le emozioni che i rischi…
Albe ha scritto:
Ma ora confessa: è vero che nella terra del RUSSO ti trovi così bene Laughing ? In effetti ti dovevi sentire come a casa potendo dire "Io russo, come tu! Tabaaaariiiishhhh" Laughing

Ero in camera-container con Anna e Lorenzo, altrimenti negli hotel sempre in singola Wink Bisognerebbe leggere i segnali… L’unica notte che han dormito è stata quella prima della salita alla vetta…perché io non ho chiuso occhio…e quindi…
Albe ha scritto:
La nuova TZ60 dice bene, sembra buona la resa a focale lunga e con scarsa luce, e bella la sfocatura oltre la profondità di campo. Poi per carità son da vedere i raw e le condizioni di scatto; immagino non hai usato cavelletto? postediting qui? Che dici dello zoom? (quello della tua precedente era una bomba!) Con la B fino a che tempo arriva? Ma soprattutto, ha la funzione X-Ray Laughing ?

La TZ60 uno spettacolo. Lo zoom è commovente. I primi piani ad esempio li ho scattati da una distanza non sospetta…da dove nessuno che non conoscesse il mezzo poteva immaginare cosa stessi inquadrando. Ovviamente ciò varrà anche e di più nello studio di itinerari a distanza: ormai non ci saran più segreti e incognite la sera prima o dalla strada Wink
Postediting solo un po’ di contrast&brightness (sulla seconda pensavo un pelo meglio rispetto alla TZ10 a dir la verità).
Per le 2 notturne cavalletto e 30 sec di apertura (la TZ10 arrivava a 60 però…anche se poi venivano troppo “a giorno”) con conseguente “sfregita”…soddisfatto comunque anche di quelle.



domonice ha scritto:
immagino però che la traversata completa del bestione avrebbe dato un altro significato al viaggio.

Dici non bene, benissimo. Il versante Nord è un viaggio. Un Elbrus a sé. Che merita benissimo un ritorno, anche, o forse ancora di più, dopo questa esperienza! Anzi, sembrerà paradossale, ma se avessi raggiuto la vetta chissà se ci sarei ritornato (con tutte le altre cose che ci sono da fare)…così invece ho uno sprone in più…non trovi? (potere dell’autoconvincimento… Wink )


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MessaggioInviato: Mar Giu 30, 2015 5:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

Franz ha scritto:
Domonice ha scritto:
fabiomaz ha scritto:
Una cordata di russi trascinava a valle con la corda il corpo di un compagno morto per sfinimento… Terribile! ;-( Sono tutti scossi e provati..
Certo può succedere, sul Bianco ,che è la tua seconda casa succede, ed eppure in mezzo al contesto di una gita scialpinistica, tutto sommato apparentemente non estrema, mi fa pensare e redifinire il tutto: per sfinimento..per sfinimento..

Però, come Fabio, ho letto il "morto per sfinimento" ed ho riflettuto... Ok la quota, ok il freddo... ma "sfinimento" ? Shocked Boh, non ho esperienza in merito quindi non mi pronuncio, mi sembra solo "strano".

Io sinceramente ho riportato ciò che mi è stato riferito e che è a sua volta stato riferito dai russi. Non so chi fosse, come stesse e che problemi magari pregressi (che ne so partito che non stava bene) avesse... Magari ha "semplicemente" battuto la testa, stanco e debole, per una raffica di vento. Io so che se alzavi lo sci in verticale, il vento te lo buttava a terra con forza...non so se mi son spiegato Rolling Eyes
Comunque può essere anche "sfinito dalle condizioni"...boh
In ogni caso, ho rivalutato la montagna (non che prima l’avessi sottovalutata), come difficoltà ambientali.
http://www.montagna.tv/cms/1374/strage-di-alpinisti-sullelbrus-7-morti-quattro-dispersi
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Questo weekend ho avuto modo di parlare con Anna del fatto e ho dei retroscena che fanno un po' di chiarezza...anche se sono un po' macabri, ahimè... Embarassed
La prima cosa un po' agghiacciante (e che non avevo capito!) è che i soci hanno visto il russo in salita vivo...e quando scendevano non lo era più e lo stavano trascinando a valle i soci Shocked Crying or Very sad
In salita si issava alle fisse, arrancava, barcollava, non stava in piedi e non aveva una bella cera, ovviamente...
Diciamo che anche io mi sentivo sfinito dopo 3 ore nel bivacco a 5300m e il tentativo di discesa nella bufera dal versante nord, ma ovviamente lontano dal sentirmi...mancare!
La morte per sfinimento del russo invece pare legata al fatto (non indifferente) che erano da 3 notti al colle in tenda!!! Probabilmente si stavano preparando a qualcosa di più impegnativo...
Quindi morte per sfinimento e assideramento (conseguenza della debolezza).
In ogni caso, a parte questi dettagli ormai ininfluenti, ma che credo rispondano alle perplessità emerse (e che un po' anche io avevo...) , R.I.P. Crying or Very sad
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MessaggioInviato: Mar Lug 07, 2015 9:55 am    Oggetto: Rispondi citando

Sarà anche facile o il meno bello, ma credo sia una bella avventura, indipendentemente dal risultato.
Certo mi fa tristezza intuire e vedere come vive il popolo da quelle parti.
Grazie per averci dato, oltre le foto prettamente montane, anche altri scorci su cui riflettere.

Simo
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