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| RIFUGIO CALVI, 02/06/2020 | Tweet |
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| Onicer | oscarrampica
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| Regione | Lombardia |
| Partenza | cARONA (1150 m) |
| Quota massima | 2000 m |
| Dislivello | 850 m |
| Sviluppo | 10 km |
| Tipologia | AM - All Mountain |
| Difficoltà | III / S2 ( S2+ ) |
| Itinerari collegati | nessuno |
| Condizioni Salita | Buone |
| Condizioni Discesa | Buone |
| Valutazione itinerario | Ottimo |
| Commento | Tornato dalla grandiosa traversata Rondenino Aga Masoni, mi rendo conto di aver dimenticato probabilmente all’invernale del Rif. Calvi, dove ho dormito, il mio bello e pure prezioso gilet tecnico e dopo aver telefonato al gestore che nel frattempo ha riaperto il rifugio, e me l’ha recuperato, decido di risalire per riprendermelo. Mi viene in mente di sfruttare una mattina libera in cui ho il turno al pomeriggio, di salire veloce in bici e tornare in tempo per il lavoro. Chiedo a Robi, allenato amico ormai dedito ai pedali se gli va di accompagnarmi ed eccoci pronti per il 02/06/2020 ancora nel pieno dell’era Covid. Partiamo in auto da casa alle 5 e poco dopo le 7 arriviamo a Carona da dove preparate le bici iniziamo a pedalare che sono le 7.30. i cartelli indicano il nostro rifugio a h 2.30..ma speriamo proprio in bici di riuscire a mettercene di meno. Il primo strappo appena dopo il paese è subito terribile, e capisco che non essendo allenato per niente con la bici, non sarà una passeggiata. Robi invece pare molto più a suo agio e si allontana sempre di più. Passiamo dalla sempre bella e oggi molto ricca d’acque, cascata che scende dalla Val Sambuzza e proseguiamo su pendenze più morbide in una giornata tiepida, assolata e magnifica. Passiamo dal piano e dal laghetto superando diversi escursionisti con la vista che si allarga sull’Aga e poi sul grandioso complesso Rondenino-Diavolo-Poris-Grabiasca quando ormai la fatica si fa sentire ma siamo ormai alti e quasi in vista del rifugio. Terribile lo strappo alla diga di Fregabolgia dove ci supera di slancio un ciclista che mi chiedo come faccia a salire così veloce salvo poi scoprire al Rifugio che aveva la bici elettrica (allora nn mi era ancora capitato di vederne una..e il sospetto nn mi attraversò…ma solo l’invidia!). Alle 8.50 arrivo al calvi dove Robi attendeva da qualche minuto e che immortala le mie ultime pedalate cosa che poi ricambio con lui che ridiscende brevemente per suggellare il replay del suo arrivo. Recupero il mio indumento e ci guardiamo un poco in giro dopo le fatiche della pedalata. Il versante Brembano è illuminato e le pareti splendono nel sole chiazzate di neve alle pendici superiori: Madonnino, Cabianca e Valrossa dominano la scena. Il versante Seriano invece è più adombrato e le pareti di Rondenino, Diavolo di Tenda, Poris e Grabiasca sono ancora al buio. Ci facciamo fare un paio di foto con le bici e poisalutato il dolce specchio del lago Rotondo nelle cui acque si riflettono i monti che lo circondano, prendiamo la via della discesa dove Robi mi è ancora più superiore che in salita perché più avvezzo all’uso dei freni di quanto non lo sia io. A parte qualche spavento èer eccesso di velocità e qualche frenata un poco al limite, la discesa non ci crea problemi e alle 10 siamo già all’auto, ampiamente in anticipo sui tempi programmati per essere puntuale al alvoro nel pomeriggio. Grazie Robi,amico di sempre. Foto1 la mia ultima pedalata Foto2 dal Rondenino al Reseda Foto3 io e Robi vs il Madonnino
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