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   Monte Coleazzo Canale Nord-Est S.Apollonia P. di Legno, 28/01/2017
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Onicer  cri   
Regione  Lombardia
Partenza  S.Apollonia  (1584 m)
Quota attacco  2600 m
Quota arrivo  3030 m
Dislivello della via  400 m
Difficoltà  PD ( pendenza 55° / I in roccia )
Esposizione in salita Nord-Est
Rifugio di appoggio  Nessuno
Attrezzatura consigliata  Picca, ramponi
Itinerari collegati  nessuno
Rischio valanghe  1 - Debole
Condizioni  Buone
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento Era dallo scorso autunno che mi frullava nella testa il Coleazzo, sapevo che la via d' accesso dalla sua via normale (Val Cané) era poco reportizzata ma meritava una visitina.
E' bastata una piccola ricerca e qualche info fornitami gentilmente da Federico (che ringrazio) per sapere che questa cima, poco conosciuta e frequentata, avesse anche un canale d'accesso da S. Apollonia! E' stato un attimo proporlo ai miei compagni.
Per la gita di oggi la parola d'ordine era trovare un itinerario nuovo ed avventuroso, fuori dalle molteplici frequentazioni e report.
Lo caratterizza:
- un lungo avvicinamento, oggi tra l'altro trovato con neve poco consistente e molto "sfondosa" da quota 2.000 a 2.600 m;
- un canale con esposizione nord est lungo 400 m (difficoltà PD 45/50° ed un saltino di 60°);
- giro ad anello lungo in luoghi fuori dalla caoticità.
Insomma una gita direi completa!
La partenza avviene da Sant'Apollonia- Ponte di Legno, dove lasciamo l'auto nei pressi della sorgente/Albergo a quota 1.580 m. Sono le ore 06:15 ed alla luce delle frontali seguiamo il sentiero che conduce inizialmente alla baita di Somalbosco (1.960 m), poi proseguendo verso dx in direzione del Bivacco linge, attraverso diversi saliscendi, raggiungiamo la piana Gras de Spi (circa quasi 1 km in linea d'aria): una conca in cui appaiono diversi canali di accesso alle diverse cime, ovviamente non tutti percorribili.
Bisogna puntare quello più centrale, uno volta individuatolo, a circa 2.700 m si scorge un roccione a metà di esso, da quel punto é necessario deviare a dx fino a raggiungere il colletto e la restante cresta verso la vetta del Coleazzo (3006 m).
Per il rientro optiamo per il giro ad anello scendendo lungo un canale di 35°verso la val cané; a quota 2.700 m, al posto di scendere alla malga Coleazzo, percorriamo un sentiero a mezzacosta, ovviamente più alto, che ci conduce ai ruderi della Baita Coleazzo, alla successiva Baita Prisigai ed infine attraverso un sentiero ben curato nei lariceti, nr. 54, di nuovo all'auto.
Giro meritevole per l'ambiente selvaggio e solitario, caratterizzato da un notevole sviluppo e dislivello (circa 19 km e 1.700 m).
Che dire ancora una volta ottima la compagnia dei pazzi soci: Ivan, Ivana, Cristian, Luca e Marcello
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