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   Cima di Jazzi, per la via normale (versante Est), 15/09/2014
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Onicer  Fedora   
Regione  Piemonte
Partenza  Pecetto  (1350 m)
Quota attacco  3030 m
Quota arrivo  3804 m
Dislivello della via  850 m
Difficoltà  PD+ ( pendenza 45° / III in roccia )
Esposizione in salita Est
Rifugio di appoggio  Capanna Eugenio Sella
Attrezzatura consigliata  Corda (30 m), piccozza, ramponi, casco, 2-3 friends o dadi, 3-4 rinvii
Itinerari collegati  Cima di Jazzi (3804m), per la via normale (versante Est)
Rischio valanghe  1 - Debole
Condizioni  Ottime
Valutazione itinerario  Eccezionale
Commento Gita che vale anche solo per il grandissimo panorama sulla est del Rosa e, dalla vetta, su una miriade di 4000. Ma i due giorni di meteo spettacolare, le ottime condizioni trovate, l’ambiente selvaggio e quasi solitario e il tipo di itinerario molto vario (rocce, nevaio, ghiacciaio) e con giro ad anello, hanno fatto sì che ne uscisse uno splendido tour. Sabato mattina partiamo a piedi da Pecetto e seguiamo le piste fino al Belvedere. Verso le 16 la nostra famigliola torna giù in campeggio e io e Ivan ci incamminiamo di nuovo verso la cap. Sella. Ci aspettavamo di peggio; invece, a parte il reparto notte (letti e coperte da chiudere non un occhio, ma due…), tutto sommato non era così male. Con noi altri 6 alpinisti (affollatissimo quindi!!). Domenica mattina partenza alle 6 e, superate le facili roccette sopra il rifugio, raggiungiamo il nevaio che risaliamo con picca e ramponi. Neve ottima, ben rigelata. Togliamo i ramponi e risaliamo a dx il costolone roccioso. Consiglio vivamente di prendere il prima possibile la cresta a sx del canalino (molto sfasciumoso e friabile). Raggiunta la placca con catena, la roccia diventa molto buona e ci sono spit e cordini per fare sicura (pass. di II/III°). Arrivati al passo del Nuovo Weissor lo spettacolo sui 4000 è indescrivibile… Di nuovo con picca e ramponi, percorriamo la parte finale su ghiacciaio che ci porta in vetta, risalendo direttamente il versante N (molto ripido, con uscita sui 45° o poco più), ma la neve è ottima e senza ghiaccio. Spettacolare vista sulla Nordend e il canalone Marinelli! La discesa la effettuiamo aggirando sulla sx (scendendo) i seracchi (consigliata anche come via di salita, decisamente meno ripida) e poi, sempre con dir. N, attraversiamo il lunghissimo ghiacciaio che, passando dal biv. Luino, con diversi saliscendi e su terreno spesso “obliquo” (che disagio per i piedi!!) ci porta al passo Monte Moro, stando sempre sotto il “sentiero dei camosci”. Terminato il tratto su ghiacciaio (attenzione all’attraversamento di 3 seraccate!), fatichiamo non poco a individuare il “sentiero” giusto che ci porterebbe alla funivia; i sono degli omini qua e là ma pochi e non ben individuabili sulla pietraia. Perdiamo parecchio tempo, e arriviamo finalmente all’impianto dopo 4h e 15’ dalla partenza dalla cima (sviluppo moooolto lungo). In funivia scendiamo a Staffa, dove ci aspetta la famigliola. Partecipanti: Fedora e Ivan.
FOTO 1: Poco dopo la placca con catena, si sale per un bel caminetto di II.
FOTO 2: Felici in vetta, con alle spalle (da sx) Punta Grober e più a dx Punta Gnifetti, Zumstein, Dufour, Nordend e, ovviamente, il canalone Marinelli.
FOTO 3: Al biv. Luino, con il lungo traverso verso dx per attraversare i due ghiacciaio (versante svizzero).
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