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   TRANS-BECCO EXPRESS: Canale NW Pizzo Becco e discesa da Il Vallone, 10/05/2014
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Onicer  fabiomaz   
Regione  Lombardia
Partenza  Carona  (1050 m)
Quota attacco  2100 m
Quota arrivo  2509 m
Dislivello della via  400 m
Difficoltà  AD ( pendenza 60° / I in roccia )
Esposizione in salita Nord-Ovest
Rifugio di appoggio  n.d.
Attrezzatura consigliata  Normale da alpinismo invernale, 2 picche, eventualmente qualche friend medio grande per proteggere il traverso. Sci per la discesa dal Vallone.
Itinerari collegati  nessuno
Rischio valanghe  2 - Moderato
Condizioni  Accettabili
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento Da qualche settimana voglio fare una gita fuori dalle Orobie, ma loro caparbie continuano a rimettersi sulla mia strada. Anche questa settimana è andata così, dovevo essere altrove, ma poi tra casini coi soci e di orari e questa idea persistente che mi si è conficcata in testa, eccoci, alle 5 meno un quarto, io con sci e il socio con ciaspole, che risaliamo il sentiero per la diga di Sardegnana. Un sentiero che a volte quasi lo perdi per quanto alcune rampe sono ripide, ma che in poco più di 40 minuti ci porta, senza neppure troppa fatica, alla casa dei guardiani.
Poco dopo le scarpe da ginnastica vanno nello zaino e si indossano gli sci. Che però 100 metri più sopra si tolgono, per superare il ripido gradino che dà accesso ai pendii che portano al canale Nord Ovest del Becco. Rimessi gli sci, dapprima su pendenza accentuata, poi su pendii più dolci si risale una valletta, passando ai piedi del verticale zoccolo roccioso; posti dove incontrare qualcuno con gli sci è più difficile che vincere al lotto. La valletta gira ad est e si entra nell’ ampio conoide che scende da una ripida bocchetta a destra del canale. Per prendere il canale ci dovrebbe essere una goulotte oppure si prende un lungo traverso da destra a sinistra.
Il traverso non mi piaceva in foto e non mi piace adesso che lo guardo dal vero, tuttavia la goulotte è parzialmente secca e la neve di oggi non si presta a fare grandi numeri con le picche. Oltretutto non credo che la goulotte si possa mai riempire completamente di neve, perchè è chiusa da un salto verticale di 7-8 metri che è completamente secco. Nuovo cambio di assetto e attacchiamo il traverso con picche e ramponi. Le abbondanti nevicate hanno trasformato la "cengia" in una striscia di neve fino a 60° sospesa sul vuoto: sopra una parete nera, verticale e compatta, sotto un bel salto roccioso. Mentre traverso mi giro e vedo nell'espressione del mio socio, che aspetta di partire a debita distanza, tutta la mia precarietà di omino attaccato al nulla. Non è difficile tecnicamente il traverso, ma quando arriviamo nel canale siamo completamente "asciugati", nel senso che per 20 minuti e più siamo stati troppo concentrati per ricordarci di salivare. Se Soregaroli e Serafini sono passati di lì sci ai piedi in condizioni simili, chapeau!
Il canale prosegue con pendenze fino ai 50° gradi fino a un colletto poi, su pendenze inferiori, si risale la parete nevosa fino a sotto la vetta. Ci sono 30 cm di neve nuova fradicia e sono molto contento di essere voluto partire presto!
Alle 9 e mezza siamo tutti e due in vetta, ma non ci fermiamo molto: la temperatura sale velocemente. Scendiamo, anche noi velocemente, lungo la cresta della normale ben percorribile e poi, rimessi gli sci e il socio le ciaspole, traversiamo verso il passo di Sardegnana. Qui ci separiamo. Il socio scende diretto dal vallone sottostante, io risalgo ai Corni, su pendio nevoso, per poi scendere da"Il Vallone". Sciata non proprio da antologia su polenta "indecisa", nel senso che nella prima parte la neve non sa decidere se essere polenta o crosta. Poi esce dalla crisi esistenziale e opta per una ventina di centimetri di polentone granulare: le cose vanno decisamente meglio, spingendomi a una sciata simil-telemark con ampie sciabolate nella materia pastosa. Si arriva sci ai piedi poco sopra al dosso dei Galli, dove, dopo l'ultimo cambio di assetto di giornata, in mezz'oretta si torna a Carona dal sentiero estivo, sgombro quasi totalmente da neve ma non da un grande albero caduto. Per le informazioni sulla discesa dal vallone di Sardegnana bisogna chiedere al socio: il solito, mitico, insostituibile PEGGONE, sempre presente in queste avventure obbrobriche.
Malgrado le condizioni non ottimali gran bella girata, completa e divertente sia nella parte alpinistica che scialpinistica. Per il canale, che valuterei AD nelle condizioni attuali, sottoscrivo quanto detto nella guida di Cividini-Romelli: l'assenza di difficoltà tecniche di rilievo non deve ingannare, serve un po' di esperienza alpinistica per farlo divertendosi.
In due non avevamo una macchina fotografica, quindi vi posto un collage di filmati. La foto dell'itinerario è stata scattata l'8 maggio.



EDIT: Foto 2, itinerario della discesa in sci di Soregaroli e Serafini del 1989 in rosso. In verde l'itinerario di salita. Tratteggiata la "fantomatica" goulotte.
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