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   Gran Zebru (via normale dai Forni), 09/07/2011
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Onicer  pelle2005   
Regione  Lombardia
Partenza  Albergo dei forni  (2150 m)
Quota attacco  3100 m
Quota arrivo  3851 m
Dislivello della via  751 m
Difficoltà  PD+ ( pendenza 55° / I in roccia )
Esposizione in salita Sud
Rifugio di appoggio  nessuno
Attrezzatura consigliata  Per le condizioni della salita trovate: casco, corda, piccozza, ramponi, corpo morto, fittone.
sempre meglio cmq avere anche chiodi e cio che puo servire se non si è certi delle condizioni
Itinerari collegati  nessuno
Rischio valanghe  2 - Moderato
Condizioni  Accettabili
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento Dopo averci respinto nel tentativo di 3 seetimane fa, decidiciamo di risfidare il Re. Vari fattori ci portano a scegliere di nuovo questa meta, tra cui il non voler pernottare in rifugio ma fare tutto "in giornata".
Alle 19 ritrovo a Carpi, siamo in tre, gli stessi dell altra volta, a mezzanotte siamo al parcheggio dei Forni. Al Gavia vediamo poche stelle, e già temiamo di essere respinti di nuovo, ma ormai siamo in ballo, balliamo. Al parcheggio decidiamo di non metterci in marcia subito ma dormire un po aspettando che il meteo migliori. Sveglia all 1, piove, via altra mezzora di tentativo di dormita. 1:30 idem, via altra mezzora. Alle 2 si vedono le stelle, ci si prepara.

Alle 2:30 in marcia dai forni, le mucche lungo il sentiero ci guardano stranite, alle 3e40 siamo al Pizzini, e giusto passando vediamo una luce accendersi: forza sbrighiamoci, voglio che siamo i primi a superare il collo di bottiglia, non voglio sassate in testa da chi sta sopra! Il GZ ha solo la cima avvolta dalle nubi, ma si stà aprendo, acuistiamo fiducia (speriamo ancora nella neve..che tenga!).
Dopo un ora siamo all inizio del ghiacciaio (cio che ne è rimasto..siamo attoniti dalla differenza di condizioni rispetto a 3 settimane fa, e l attonimento aumenterà!) ci leghiamo, e alle 5e20 siamo alla base della bottiglia. Qualche scarica "naturale" di pietre (piccole per fortuna), sfasciume scoperto..che pacco.
Alle 6 usciamo dal collo di bottiglia, sul versante nord il vento si diverte a sparare le nubi contro la montagna e a sollevarle verso il cielo, mentre a sud tutto è aperto, spettacolo.
6e40 arriviamo alle baracche della guerra, quelle che stanno su un terrazzino che da verso la parete sud, tratto quasi in piano, o così pare dopo i 45 gradi della salita appena trascorsa. La neve è già quasi al limite del praticabile..scendere sarà tutta pappa!
Vediamo la croce! Dove saliamo? Canalino quasi sotto la croce o via classica che piega a destra salendo a zigzag? Canalino..
Canalino in condizioni discrete, tutta neve ancora, un paio di metri di ghiaccio ma si sale. Certo che dopo 1500 di salita, quasi senza aver dormito, l è dura! Breve traversino finale abbracciando la cornice che biene su da nord e ci siamo.
7e30 in cima, un attimo di riposo, qualche foto aspettando che l Ortles smetta di fare il timido nascondendosi e si riparte.
Già mentre eravamo nel canalino vediamo altre cordate salire.. Cordate, beh, in pochi sono legati! Per scendere optiamo per la via classica, che però con la scarsa consistenza che ha la neve si rivela tutt altro che banale, e ahime scarichiamo un po di neve su chi sale, seppur cerchiamo di muoversi con passo leggero.. D altronde anche noi abbiamo preso la nostra neve in faccia, fa parte del gioco e tutti lo sappiamo.
Dopo le baracche la neve ci fa scendere quasi col culo per terra, la consistenza fa fare passi molto lunghi, quasi si scia.. Al collo di bottiglia ci sono due altoatesini che sorseggiano birra dopo esser scesi (ci hanno superato mentre noi salivamo per il canalino): ci tocca scendere sperando che la loro birra duri di piu della nsotra discesa dalla bottiglia. La discesa tra neve, ghiaccino e sfasciumi si rivela piu semplice di quello che temevo, è stata molto peggio la discesa dalla croce alle baracche. Tuttavia quando siamo a metà si sente gridare qls dall alto: gli altoatesini stanno scendendo, e con loro qualche pietra..mannaggia! Schiviamo e via giu di corsa.
Alle 9e15 finiamo il ghiacciaio-nevaio, e lunga sosta ristoratrice (45min). Con calma, a mezzogiorno siamo alla macchina, l avventura è finita.

Pareggiamo i conti col Re:
GZ - AndreaGianlucaRiccardo : 1-1 !

In sintesi:
Nessun crepaccio scoperto, nella zona alta tutto innevato, ma nella bottiglia ci sono i primi metri di pietra. Partire presto presto, sia per trovare neve buona sia per evitare le scariche.
Salita da percorrere a inizio stagione, non piu tardi!
Salita dalle scarse difficoltà tecniche, facile orientamento, ma buon impegno fisico.

Foto 1: vista del GZ dalla base
Foto 2: vista della vetta dal terrazzino con le baracche
Foto 3: traversino finale
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