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   Monte Cervino / Matterhorn, Traversata Cresta del Leone (SW)–Cresta dell’Hörli (NE), 03/09/2010
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Onicer  Fedora   
Regione  Valle d'Aosta
Partenza  Cervinia (Valtournenche)  (2000 m)
Quota attacco  3581 m
Quota arrivo  4478 m
Dislivello della via  3050 m
Difficoltà  AD ( pendenza 40° / III in roccia )
Esposizione in salita Varia
Rifugio di appoggio  Rifugio Carrel (3830 m)
Attrezzatura consigliata  Piccozza, ramponi, un paio di friends e nuts, qualche rinvio, una vite da ghiaccio, casco
Itinerari collegati  Monte Cervino / Matterhorn (4478m), Traversata Cresta del Leone (SW)–Cresta dell’Hörli (NE)
Rischio valanghe  1 - Debole
Condizioni  Ottime
Valutazione itinerario  Eccezionale
Commento Finalmente, dopo qualche settimana di attesa, le condizioni per la traversata del Cervino sono favorevoli e così cogliamo al volo l’occasione. La salita al rif. Carrel è impegnativa solo nell’ultimo ripidissimo tratto (la “Cheminée), dove un canapone aiuta sì a superare un tratto quasi verticale, ma... che fatica! Nel rifugio, oltre a noi 4, ci sono solo pochissimi altri alpinisti. Il freddo è intenso e la notte, nonostante le 3 coperte addosso, sarà gelida. L’indomani partenza alle 6 e già il primissimo tratto (Corda della Sveglia) è alquanto ripido e impegnativo. Mentre si sale e si guarda verso l’alto, ci si chiede: “Ma come si farà a salire di lì?”. E invece... si sale! E’ vero che in alcuni tratti i canaponi agevolano la salita, ma se si decide di utilizzarli, lo sforzo e la fatica nelle braccia non sono da poco, anzi! Comunque la salita procede ottimamente, fra tratti di arrampicata su ottima roccia, placche impegnative, traversi esposti e poco prima del Pic Tyndall calziamo i ramponi. Alle corde fisse che precedono la famosa “Scala Jordan”, la fatica si fa sentire e, dopo aver risalito ripide placche con l’ausilio di due canaponi, alla scala ho braccia e spalle distrutte! La risalgo con molta fatica e, al suo termine, sono veramente esausta. Ma ormai manca poco, anche se ci sono ancora due corde da risalire e una stretta e ripida cengia prima delle roccette finali. Ma l’arrivo in vetta sarà indimenticabile... Dopo circa 6 ore di salita iniziamo la traversata alla cima svizzera. Una breve calata in doppia e poi l’aerea cresta nevosa e tocchiamo l’altra cima, incredibilmente soli! Nei primi metri di discesa lungo la cresta dell’Hornli ci sono ottime “peste” e la neve è dura ma non ghiacciata. Appena più sotto, però, c’è ghiaccio e così cominciamo una lunga serie di “doppie”. Visto il ghiaccio e l’esposizione dei tratti rocciosi, scendiamo sempre assicurati e arriviamo alla Capanna Solvay quando sono già le 18. Arriveremmo al rif. Hornli al buio e così pernottiamo qui. La capanna, sinceramente, è uno schifo: sporca, senza fornello, una misera panchina 3 posti, e... lasciamo perdere lo stato pietoso dei letti... Sarà un’altra notte veramente gelida, con sole 2 coperte a testa. Verso le 7 del mattino seguente, mentre già arrivano numerose cordate, partiamo per la lunga discesa: un’infinita serie di cengie, placche, traversi, più o meno esposti, alternando tratti dove si può procedere in conserva a tratti dove riteniamo opportuno assicurarci. Anche in questa discesa le calate in “doppia” saranno tante (sicuramente ne abbiam fatte più di 10, che sommate a quelle del giorno prima...); solo nell’ultima ora il percorso si fa più semplice, fino a diventare un normale sentiero. Finalmente dopo 4 ore siamo al rif. Hornli: un bel rösti ce lo siamo proprio meritato! Scesi allo Swarzsee prendiamo gli impianti che ci portano al Piccolo Cervino (45 Fr. a testa). Il lungo ritorno a Cervinia lo faremo a piedi, visto che le funivie sono chiuse per manutenzione. 3 giorni fantastici, di sofferenza, fatica, ma... immensa soddisfazione! Anche la meteo è stata splendida, sempre sole tranne un po’ di nuvole durante la discesa dalla vetta alla Solvay. Grazie infinite ai miei compagni d’avventura, per avermi permesso di realizzare il mi sogno: Ginetto, Federico e Luigi.
FOTO 1: Poco prima di arrivare al Pic Tyndall, con alle spalle la parete N della Dent d'Herens.
FOTO 2: Guardando in su, verso la vetta, ben visibile la "Scala Jordan".
FOTO 3: L'indimenticabile arrivo in vetta, tutta per noi!
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