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| Punta Clarì - via Supercalcaire, 19/08/2026 | Tweet |
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| Onicer | Drago di lago
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| Regione | Piemonte |
| Partenza | statale Cesana-Clavière. Ponte Piccola Dora (1600m) |
| Quota attacco | 1750 m |
| Quota arrivo | 2051 m |
| Dislivello | 300 m |
| Difficoltà | TD+ / 6b ( 6a+ obbl. ) |
| Esposizione | Nord-Ovest |
| Rifugio di appoggio | |
| Attrezzatura consigliata | 2 mezze corde da 50 mt. 14 rinvii. Qualche friend medio utile ma non indispensabile. Cordini e fettucce per alungare qualche rinvio e per rinforzare le soste sugli alberi o per essere indipendenti da altre eventuali cordate. |
| Itinerari collegati | nessuno |
| Condizioni | Ottime |
| Valutazione itinerario | Ottimo |
| Commento | Bellissima via del Michelin del 1996, attrezzata con piastrine artigianali (nel buco non ci stanno 2 moschettoni) ma con tasselli ancora in ottimo stato. La distanza tra le protezioni richiede un buon ingaggio, ma è (personalmente) quasi sempre corretta e sempre sicura. Sono presenti delle frecce blu che aiutano a trovare facilmente la via sia per l'avvicinamento che lungo lo svolgimento dell'arrampicata. La roccia è magnifica, ma fare sempre attenzione nei punti in cui risulta essere meno compatta. Fare attenzione a non smuovere sassolini dalle cenge su cui quasi sempre si fa sosta.
Parcheggiare allo spiazzo del Ponte Piccola Dora. Opzione d'avvicinamento 1) Da qui seguire la strada sterrata che diventa sentiero da cui si raggiunge in una decina di minuti l'attacco della ferrata. Salire l'estetica e divertente ferrata e proseguire lungo il sentiero di raccordo che porta alla seconda parte, fino a raggiungere un canale ghiaioso che si risale sulla destra (freccetta blu) giungendo alla targhetta con l'attacco della via. (50 min.) Opzione 2) Seguire la strada sterrata che diventa sentiero e prendere un bivio a sinistra segnalato da una freccia blu su un sasso, evitando la ferrata. Questo sentiero si ricongiunge a quello che raccorda la fine della prima parte di ferrata alla seconda. Da qui, come prima, proseguire fino ad un canale ghiaioso che si risale sulla destra (freccetta blu) giungendo alla targhetta con l'attacco della via. (50 min.) La via è sempre ben indicata, impossibile sbagliarsi. Sui passaggi più duri bisogna essere decisi, non si può azzerare, ma a parte lo strapiombino del terzo tiro dove serve un po' di forza, il resto della via richiede una buona tecnica di movimento senza bisogno di forzare di braccia e c'è sempre tutto quel che serve per risolvere i passaggi. Il carattere della via lo si capisce sin dal primo tiro, Michelin è una garanzia! Tempo di salita della via 5-6 ore Discesa (consigliata) La via porta agevolmente in cima alla Punta Clarì dove termina anche la ferrata che segue costantemente sulla sinistra il percorso d'arrampicata (gli ultimi 20 metri in uscita si fanno sulla ferrata). Dalla cima seguire un sentierino che porta a breve ad un cartello che indica la direzione di discesa, risalendo verso i ruderi della trincea di guerra e scendendo verso il pratone con gli impianti di risalita da sci. Da qui si segue la carrozzabile a sinistra del laghetto artificiale che sale dal paese fino a prendere una traccia che scende per il pratone finale a destra del quale, in fondo, si giunge al sentiero scalinato che scende nella stupenda gola di S.Gervasio con il ponte tibetano più lungo d'europa. Dal fondo del Canyon si segue il bel percorso lungo il fiume che riporta alla maccchina (50 min. dall'uscita della via alla macchina). Possibilità di calarsi in doppia dalla via (in caso di necessità), facendo molta attenzione a non smuovere sassi. Consiglio di consultare il sito Altox.it per l'ottima relazione grafica, e Gulliver.it per le tante relazioni presenti e per eventuali ultime novità. |
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| Fotoreport | |