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   Cima Bassa d'Ambiez, per la vedretta d'Agola e la cresta SW, 05/07/2026
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Onicer  Fedora   
Regione  Trentino Alto Adige
Partenza  Malga Movlina (Tione di Trento) (1750m)
Quota attacco  2880 m
Quota arrivo  3017 m
Dislivello  1300 m
Difficoltà  PD- / II ( I obbl. )
Esposizione  Ovest
Rifugio di appoggio  Rif. XII Apostoli
Attrezzatura consigliata  Ramponi, casco, imbrago, corda da 30m per eventuali 2 possibili calate in doppia.
Itinerari collegati  Cima Bassa d'Ambiez (3017m), per la vedretta d'Agola e la cresta SW
Condizioni  Accettabili
Valutazione itinerario  Discreto
Commento La valutazione sulle condizioni e sull'itinerario è solamente per il fatto che la vedretta ormai è in rapido ritiro e che per almeno 300m il terreno è insidioso e detritico, che richiede costantemente massima attenzione. Fortunatamente da poco sotto la bocchetta e fino in cima ci sono degli ometti ometti, attenzione a non perderli! L'ambiente è a dir poco superlativo!
Pensavamo una gita facile infatti, con solo roccette di II-, trovando al massimo il ghiacciaio messo un po’ male… Volevamo addirittura salire 2 cime... Invece ne è uscita una gita molto molto faticosa e delicata, ma non sul ghiacciaio (anche a detta del rifugista doveva essere l’unico punto critico), bensì nel tratto finale per raggiungere la bocca d’Agola e soprattutto nei 150m successivi per raggiungere la cima. Arriviamo in auto a Malga Movlina (pedaggio di 7 euro, macchinetta all’albergo Brenta). Dalla piana di Nardis risaliamo poi la Scala Santa. Dopo un caffè al rifugio XII Apostoli, risaliamo la vedretta d’Agola stando a dx, traversando poi verso sx su un breve tratto di neve. Poi su roccette e pendii detritici, con non poca fatica arriviamo alla bocchetta (col senno di poi era meglio salirla a sx e traversare a dx su neve poco sotto la bocchetta, in discesa infatti faremo così). Da qui in poi che tutto si fa più impegnativo per via, appunto, del tipo di terreno molto impegnativo, con qualche tratto di roccette “buone”, ma soprattutto con tantissimi punti detritici e franosi, con sassi mobili che, soprattutto in discesa, hanno richiesto massima attenzione. Viene data come difficoltà I°, ma a nostro parere almeno due punti sono di II-° e cmq l’impegno generale per via del tipo di terreno è sicuramente superiore. In un punto abbiamo effettuato una doppia di 7-8 metri (cordino in loco). Non era certo un I° da disarrampicare...! Itinerario sicuramente più consigliabile a inizio stagione con più neve sulla vedretta; ma poi la salita alla cima rimane comunque su un terreno molto insidioso. Gita che sicuramente non dimenticheremo, contentissimi!!
Partecipanti: Fedora, Fabio V., Federico e Dario.

FOTO 1: In rosso la nostra salita, in giallo la discesa, che sicuramente sarebbe stata migliore anche come salita. Al centro della foto, la bocca d'Agola.
FOTO 2: Il breve tratto di II-, dove in discesa faremo una breve calata.
FOTO 3: Insidiosi traversini poco sotto la cresta.
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