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| TORRE del 50° VAL CAIRASCA via ELVIO , 21/10/2025 | Tweet |
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| Onicer | garaca
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| Regione | Piemonte |
| Partenza | San Domenico VB (1420m) |
| Quota attacco | 2070 m |
| Quota arrivo | 2177 m |
| Dislivello | 110 m |
| Difficoltà | TD- / VI+ ( VI obbl. ) |
| Esposizione | Sud-Ovest |
| Rifugio di appoggio | nessuno |
| Attrezzatura consigliata | N.d.A. - corde da 50m. - doppia serie di friend sino al 4 BD. |
| Itinerari collegati | nessuno |
| Condizioni | Buone |
| Valutazione itinerario | Buono |
| Commento | Accesso stradale: occorre raggiungere il paese di San Domenico (1420m), in Val d’Ossola, conosciuto perché base di partenza per le escursioni all’Alpe Veglia e per gli impianti per lo sci invernale. Parcheggiare nel piccolo centro del paese, in prossimità di un parco giochi.
Avvicinamento: partendo dal paese di San Domenico (1420m), individuare una strada a lato del parco giochi, che sale verso l’Alpe Ciamporino (a destra, rispetto alla direzione di arrivo in auto). Seguire la strada, evitare una indicazione di sentiero per Alpe Ciamporino (possibile salire anche da qui, ma più scomodo e molto ripido), e continuare sulla strada, che diventa presto sterrata. Seguirla, evitando alcune svolte secondarie. La strada sale continua e abbastanza ripida, con molti tornanti, fino ad arrivare al piano dell’Alpe Ciamporino, dove arriva anche la nuova funivia (1935m). Qui, passato un ponte, salire verso destra su sterrata, e poi andare a sinistra, per sentierino, in prossimità di un pilone della funivia. Si arriva nei pressi di una baita, e si traversa un piccolo torrente in corrispondenza di un ponticello in legno (ma percorso comunque non obbligato). La Torre del 50° è ben visibile, più in alto a sinistra. Salire puntando ad una traccia orizzontale che traversa un centinaio di metri sotto la Torre e permette di passare facilmente un canale dirupato che occorre superare. Arrivati sotto la direzione della torre, salire per pendio ripido di vegetazione bassa. Quota alla base dello zoccolo della Torre circa 2077m. Tempo: circa 2h. Altra possibilità, più comoda, è quella di utilizzare la nuova funivia, arrivando direttamente all’Alpe Ciamporino. Verificare la data di apertura e chiusura degli impianti e se funzionanti al di fuori dei weekend. L’orario di servizio, a luglio 2025, è dalle 8,00 alle 17,00. Dall’arrivo della funivia proseguire come al punto precedente. Tempo: circa 30’. Descrizione: L1 di Penna Bianca (evitabile salendo la cengia erbosa): salire sullo spigolino di sinistra dello zoccolo e continuare per muretti di roccia compatta (1 chiodo), fino ad arrivare ad una zona erbosa ripida. Salire fino ad arrivare ad una buona cengia, dove si trova la sosta su fix + chiodo (35m, IV, II); Via Elvio: L1: salire nel diedro a sinistra della sosta, poi spostarsi su gradino a sinistra, evitando di continuare nel diedro (dove sale Penna Bianca). Salire un muretto con vegetazione, quindi su verso sinistra, alla base di una placconata, fino alla sosta su due fix (25m, V); L2: salire sopra la sosta, spostarsi a destra e salire quindi un muretto, puntando ad arrivare alla base di una evidente lama. Salire la bella lama rugosa, e poi la successiva fessura. Al suo termine, traversare poco a sinistra, salire un breve tratto compatto e tornare a destra, alla sosta su due fix, che si trova a destra della direttiva della fessura successiva (20m, V+); L3: salire la bellissima fessura. Quando si allarga e arriva ad una zona erbosa-strapiombante, traversare a sinistra e salire un tratto erboso verticale (chiodo alla base), per raggiungere una lama con fessura. Seguirla e in un tratto difficile stare alla sua destra, per poi tornare a sinistra. Si sale e dopo un tratto erboso si raggiunge un diedro (chiodo). Si sale per esso e si esce, prima del suo termine, a destra verso dei cespugli di ginepro (cordone). Qui si trova la sosta su due fix (30m, VI, passo VI+); L4: salire uno speroncino sopra la sosta. Poco dopo, sulla parete successiva, si trova un chiodo. Traversare a destra, per salire una placconata. Si raggiunge un vago diedro verticale a sinistra (poco più avanti si nota una paretina con 1 chiodo dalla via Penna Bianca). Salire il bellissimo diedro con passi di forza (1 chiodo). Seguendo i punti più logici, leggermente a destra, si sale fino alla piatta cima, sosta su albero (35m, VI, passi VI+). Discesa: si effettua sul lato opposto a quello di salita, per pendio vegetato ripido. (Indicazioni in direzione di marcia.) Dalla cima della torre, spostarsi a sinistra verso un gruppo di alberi leggermente più in basso. Passarci in mezzo e continuare per breve crestina rocciosa piatta, per poi scendere a destra e raggiungere una debole traccia. Seguirla, scendendo in obliquo verso sinistra su pendio vegetato, contornando delle paretine. Si scende poi su un pendio ripido, puntando in diagonale verso sinistra. Senza via obbligata, scendere il pendio, e tenere poi la destra, per tornare alla base della torre (circa 15’). Se non si è lasciato materiale alla base, si può puntare direttamente ad arrivare alla traccia orizzontale che porta al punto debole del canale da superare, evitando di tornare all’attacco. Passare di nuovo il canale, e proseguire a ritroso lungo l’itinerario di avvicinamento. Attenzione nel caso i pendii erbosi siano bagnati. Storico: Primi salitori: Max Garavaglia, Walter Polidori, Francesco Turri, il 06/08/25. Via dedicata a Elvio Boreatti, uno dei fondatori della Scuola di Alpinismo e Scialpinismo Guido della Torre del CAI, di cui è stato per molti anni Istruttore. GIUDIZIO PERSONALE: Arrampicata ALPINISTICA quasi tutta da proteggere. Indispensabile il buon uso di friend, da non sottovalutare anche se breve. Bellissima la lama di L2 , la fessura di L3 ed il diedro fisico di L4. Via nuovissima e quindi ancora in qualche tratto un poco sporca, nonostante il grosso lavoro di pulizia fatto dagli apritori. Sulla Torre ci sono altre 3 vie nuovissime, relazioni e schemi sul sito www.scuolaguidodellatorre.it Prima ripetizione della via fatta il 13-09-25 con il grande amico Max (uno degli apritori). Complimenti ai ” CLIMBER ” della Scuola Guido della Torre per la scoperta e valorizzazione alpinistica di questo torrione sconosciuto. Posto bellissimo. |
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