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| TOUR DES FOUS Sperone nord via TOUS FOUS, 17/08/2025 | Tweet |
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| Onicer | garaca
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| Regione | Valle d'Aosta |
| Partenza | Alpeggio Baou - poco prima del Passo G.S.Bernardo (2350m) |
| Quota attacco | 2450 m |
| Quota arrivo | 2579 m |
| Dislivello | 190 m |
| Difficoltà | D / VI+ ( V obbl. ) |
| Esposizione | Nord |
| Rifugio di appoggio | nessuno |
| Attrezzatura consigliata | N.d.A. - corda da 60m. - serie di "amici". |
| Itinerari collegati | nessuno |
| Condizioni | Buone |
| Valutazione itinerario | Buono |
| Commento | Note:
Una via con protezioni a spit nei tratti più difficili, nella quale è indispensabile integrare con protezioni veloci, ma al contempo è facile e intuitivo farlo. Essa rimane una via di montagna con roccia non sempre perfetta, anche se quasi sempre buona, per cui un minimo di attenzione è richiesta. La variante di destra, aperta dopo l'itinerario originale, rende la via più omogenea, permettendo di evitare il passo più ostico, presente sul primo tiro. Avvicinamento: Dall'alpeggio Baou seguire la traccia di sentiero immediatamente sotto all'alpeggio, traversare il ruscello e risalire in diagonale i prati in direzione della Tour des Fous. Giunti alla pietraia costeggiarla fino al punto in cui essa è quasi pianeggiante. Attraversarla e risalire brevemente fino all'attacco (ometti, circa 15'). Descrizione: L1: superare uno speroncino lungo fessure oblique fino alla base di una zona verticale che si supera lungo una fessura che presenta un passo difficile. Sosta a destra su un pulpito. 30 m, 6a, 6 spit. L2: superare una placca a sinistra di un diedro strapiombante e il successivo sperone. Sosta su comoda terrazza. 30 m, 5a, 3 spit. L3: superare una zona ripida con un passo delicato, poi più facilmente per fessure a una zona abbattuta con erba e detriti. Sosta alla base di uno speroncino. 20 m, 5b, 2 spit. L4: facile sperone a gradoni, 25 m, 3c, nulla in posto. L5: verso sinistra facilmente alla base di un muro che si supera lungo un diedrino e successive più facili placche. Sosta alla base di un gradino che precede la cresta finale. 25 m, 4b, 3 spit. L6: seguire la cresta, aerea ma facile, fino a un intaglio. Sosta su uno spit (integrabile con friend #.4). 20 m, 4a, 1 spit. L7: partenza ripida su placca, passaggio esposto e un pochino delicato sul filo di cresta, poi più facile fino in vetta. 35 m, 4c, 2 spit. Variante di destra: L1: superate uno speroncino a risalti e fessure, poi traversare facilmente a sinistra fino alla base della placca di L2 dell’itinerario originale. Sosta su comoda terrazza. 25 m, 4b, 2 spit. L2: collegarsi all’itinerario originale sulla placca a sinistra del diedro strapiombante e proseguire lungo di esso. 25 m, 5a, 2 spit. Discesa: dalla vetta una doppia di 20 m deposita sulla pietraia sottostante. Da qui percorrere assicurandosi una evidente cengia erbosa in direzione N, facile, ma esposta (vari spit in posto x assicurarsi) poi proseguire fino alla S5 della via. Da qui con 5 calate si è alla base (S4 fuori via). GIUDIZIO PERSONALE: Bella salita alpinistica, con la sicurezza delle soste a spit ed alcuni spit nei passaggi più impegnativi. Serve comunque , visto la tipologia della roccia, mano leggera ed il sapersi muovere in ambiente. L1 con uscita impegnativa. ( la difficoltà massima sta in questi 5 m.) nb. dalla cima la prima doppia si esegue esattamente dalla porta opposta di salita ( 2 spit con cordone ) La via non è per fini ” grimpeur ” ma per gli amanti del genere. Bella giornata con Fabry e Fabio, a noi la via è piaciuta. Un venticello fresco ci ha fatto compagnia per tutta la salita. |
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