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   Spifgolo Bianco Col dei Piombi, 08/07/2025
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Onicer  oscarrampica   
Regione  Veneto
Partenza  San Michele sopra Malcesine (550m)
Quota attacco  650 m
Quota arrivo  1150 m
Dislivello  450 m
Difficoltà  PD+ / IV ( III+ obbl. )
Esposizione  Ovest
Rifugio di appoggio  no
Attrezzatura consigliata  nda , via molto attrezzata con tanti cordoni di passaggio consiglate corde o corda da 30 mt.
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Buone
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento Noemi (17 anni) esprime il desiderio di una gita in montagna e prometto ai genitori di esaudire il suo desiderio. Sentendola al telefono, ci accordiamo per una giornata ad arrampicare e mi ricordo di una via semplice sul lago di Garda a cui volevo dare un’occhiata. Rispolvero il file e vedo che si tratta di raggiungere Malcesine, dove qualche mese fa arrivai distrutto dopo aver corso la maratona con partenza a Limone. Mamma Elena la porta a casa mia per le 5.30 e dopo un buon caffè in compagnia, partiamo alla volta del lago. Durante il viaggio, parliamo con Noe della sua vita dei suoi progetti d’indipendenza e della mia vita passata per certi versi simile alla sua. Stranamente il navigatore mi porta sulla sponda occidentale del lago ma siccome lo ascolto più della moglie, assecondo la sua volontà. Ed è proprio quando arrivo a Limone che l’arcano si rivela…mi indica di attraversare il lago come se avessi il motoscafo…in realtà mi vorrebbe far prendere il traghetto! Dopo averci riso su, racconto a Noemi dei luoghi dove passiamo, che ricordo bene per averci corso con aneddoti vari, soprattutto degli ultimi faticosissimi km. Arrivati a Malcesine non mi è chiaro se si possa salire in auto alla stazione intermedia della funivia e vado allora partenza che è imballatissima di gente: tutti sul Baldo oggi ! Riesco a trovare una ragazza che mi conduce ad uno sportello saltando la coda e dove poter trovare risposta alla mia domanda. Si può ed esco felice recuperando la macchina parcheggiata con le 4 frecce e raggiungiamo la frazione San Michele. 12 euro di parcheggio e alle 10.15 siamo finalmente pronti per la partenza. Seguiamo le indicazioni per la bella chiesetta di San Michele costruita nel folto del bosco e poi un vecchio cartello che indica Spigolo Bianco, mentre un altro poco visibile lo saltiamo proseguendo sul sentiero in falsopiano e ritornandoci successivamente. Raggiungiamo un piccolo ma marcato canale nel bosco e poi la zona della grande frana come da relazione ma gli ometti e i segni cominciano a latitare e non riesco a capire dove si debba andare. Noemi fatica e purtroppo devo continuare a girare a zonzo per il bosco senza più certezze. Ad un certo punto le dico di aspettarmi che proverò a salire per uscire dalla boscaglia e permettermi di avere visibilità per orientarmi. Salgo su terreno franoso e disagevole e con molta fatica guadagno un tratto libero da alberi che mi permette di vedere alla mia sx l’unico tratto di roccia dove può passare la nostra via. Torno da Noemi, mi siedo e cerco nuove info sul web della via e quando trovo una traccia gps, la scarico e cominciamo a provare a seguirla tornando indietro rispetto a dove siamo. Sembra che ci avviciniamo e finalmente a mezzogiorno raggiungo un canale bollato di rosso. Il cell. mi dice che siam giusti(non all’attacco ma un poco sopra) e soprattutto ora i bolli rosi sono continui. Bah chissà dove ci siamo smarriti in questo bosco intricato e comunque abbastanza abbandonato perché risulta evidente che la via non è molto frequentata, forse proprio per via di questo avvicinamento non semplicissimo. Comunque evviva, ci siamo e attendo l’arrivo di Noemi che come un fantasma silenzioso e stanco mi raggiunge facendo slalom fra gli arbusti gli alberi e la vegetazione. E’ stanca, forse anche stufa ma ora dovrebbe arrivare la parte migliore, finalmente. Ora camminiamo su questo basamento roccioso, una vena di roccia nel bosco, ben bollata e ogni tanto appoggiamo le mani per aggirare qualche spuntone. Proseguiamo fra terra e roccia alzandoci e inizio quasi a dubitare che ci sia veramente da arrampicare…il panorama si fa bello sul sottostante specchio blu del lago. Fa caldo e per fortuna siamo spesso un poco riparati dal riverbero del sole. La linea rocciosa ora alza un poco la sua pendenza e usiamo le mani per avanzare, su terreno ancora comunque molto facile. Finalmente alle 12.20 lo spigolo s’impenna un poco e ci fermiamo per imbragarci. Ne approfittiamo anche per ripararci nel boschetto e mangiucchiare qualcosa. Scelgo di salire in conserva anziché fare i tiri e lego Noemi con un cordino da 10 mt e 6 mm: io metto i rinvii ( la via è super attrezzata con tantissimi cordoni già in sito) e lei seguendomi li toglie in modo che c’è sempre tra di noi qualche punto di sicura. Ma sono difficoltà elementari sulle quali non ho nessun dubbio di poter cadere. Le difficoltà sono generalmente attorno al secondo o raramente terzo grado ma su una roccia così bella e articolata che rende come una nuotata l’arrampicata. Calcare e tantissime tasche, oltre che aderenza notevole. Saliamo veloci con questo sistema e faccio dall’alto belle foto a Noe che arrampica bene e sicura, più agile e forte che a camminare. Ora siamo spesso al sole come lucertole sulla roccia per fortuna chiara e non troppo calda e ogni tanto qualche tratto di fogliame porta un poco di giovamento. Sempre placche molto belle su questa via non continua ma interessante con il lago che appare sempre più lontano e basso sotto di noi. Panorama veramente bello che di tanto in tanto Noemi si mette a contemplare, fotografare o filmare. Mi sembra felice. Di tiro in tiro, arriviamo verso la fine della via perché dal cielo ci divide ormai un poco di fascia boschiva. Ma improvvisamente chiedendo a Noemi di farmi una foto, mi rendo conto di non avere gli occhiali da sole..immediatamente mi ricordo di averli tolti quando ci siam fermati per mangiare e di averli appoggiati su un masso nel boschetto. Penso alla spesa da rifare, perché sono anche graduati e chiedo a Noe se se la sente di stare ad aspettarmi mentre faccio un salto a recuperarli. Sono convinto che posso scendere disarrampicando tranquillamente senza corda e opttenuto il suo consenso inizio velocemente a scendere. Utilizzo talvolta i cordoni di passaggio per velocizzare la discesa ma non ci son problemi e mi abbasso iniziando a cercare di ricordarmi il posto preciso. Cerco, cerco, cerco ma non trovo. Mi prende il dubbio di essere ormai sceso troppo ma insisto e ad un certo punto mi ritrovo alla base di quello che era stato il primo spigolo risalito con la corda…non ricordavo che c’eravam fermati proprio all’inizio della via! Praticamente l’ho disarrampicata tutta! Con speranza faccio qualche passo nel boschetto e …li trovo!! Me li infilo e come una furia inizio a risalire ma ora caldo e sdtanchezza mi chiedono il conto per cui devo diminiure il ritmo. Salgo,salgo,salgo. Inizio ad urlare Noemi..ma nn ottengo risposta. Sono un filo preoccupato…starà bene o semplicemente nn risponde perché sono ancora troppo basso? Sono arso affaticato..nn vedo l’ora di ritornare dove Noemi attende. Finalmente una risposta, è vicina, mi sollevo e poco prima delle 15 la raggiungo. E’ tranquilla e sta bene..io un poco meno..mi siedo all’ombra a bere sono stato assente un’ora in cui ho spinto al massimo sotto il sole cocente e ora bocchegio. Resuscito bevendo e alle 15 guardo dal basso verso l’alto quello che penso sia l’ultimo pezzo prima del duro finale. Si sale bene fra roccia e alberelli e arriviamo così sotto il tratto finale spittato che aggira lo strapiombo sopra di noi. Qui spiego a Noemi come farmi sicura e mettiamo le scarpette da arrampicata: la partenza, comunque ben protetta è impegnativa anche perché unta e fatico a fare bene questo passo certo di IV°, ma breve perché si esce subito 15 m dopo alla sosta. Noe sale bene, certo a suo agio più sulla roccia che nei boschi e alle 16.30 fotografo dalla fine della via gli ultimi passi di arrampicata con il vuoto e il lago alle sue spalle. Bello! Ci complimentiamo, ci liberiamo degli imbraghi e calzate le scarpe, seguendo le indicazioni della relazione prendiamo a seguire in erta salita i bolli rossi dipinti sugli alberelli. Mamma mia che strappo…Noe resta un poco indietro, transito da una bella grotta e poi finalmente dopo un tratto di bosco non più segnato e che mi fa temere il peggio, alle 17.10, sbuco sulla grande mulattiera che sale fino in cima al Colle dei Piombi e che noi dovremo invece assecondare in discesa. Grido a Noemi che non vedo, e mi risponde. La rincuoro dicendole che quando mi raggiunge…poi sarà solo discesa. Poco dopo mi raggiunge, cotta, ma ora si scendeeeee. Un bel bosco di giganteschi abete ci protegge dal sole e perdiamo quota ognuno in compagnia dei propri pensieri e silenzi. Transitiamo sotto una cappellina a tetto sopra la mulattiera, torniamo a vedere il lago che sotto di noi brilla in un bagno di sole e poi un cartello ci vira verso il grande guscio della stazione intermedia della funivia che raggiungiamo esattamente un’ora dopo. Ci sistemiamo un poco e raggiungiamo il bar sopra il parcheggio per pagare. Chiedo a Noemi per scherzo se può bere una birra o se devo chiedere ai suoi..e con tutta la tenerezza che si può avere solo a diciassettanni mi risponde che per il compleanno i suoi gliene hanno offerta una. Ordiniamo due radler medie e mentre aspettiamo vado in bagno…a farmi la doccia, mi lavo pure i piedi nel lavandino..esercizi d’igiene e di stretching insieme. Poi all’aperto ci gustiamo le birre e il viaggio di ritorno. Noemi crolla come un sasso e si mette a dormire, io ho caldo e comincio a guardare il lago cui scorro accanto..nn ne posso più di guardarlo…appena trovo un buco mi ci infilo. Noemi dorme. Entro in acqua e faccio un incredibile bagno serale..l’acqua è fredda o forse è il gradiente termico troppo differente con la temperatura surriscaldata del mio corpo. Brividi, ma che bello questo bagno rinfrescante nel silenzio del lago ormai abbandonato dalle folle e su cui riecheggiano soltanto le stridule grida dei gabbiani. Mi asciugo, Noe dorme il sonno dei giusti e non si risveglia neanche quando riparto. Alle 22 siamo a casa e la riconsegno sana e salva a Mamma Elena. Grazie Noe, alla prossima. Foto1 Noemi sullo spigolo Foto2 Noemi on the air Foto 3 io e Noe
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