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   cresta 50° cai al Moregallo, 23/01/2015
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Onicer  oscarrampica   
Regione  Lombardia
Partenza  località Caserta(Valmadrera) (250m)
Quota attacco  900 m
Quota arrivo  1275 m
Dislivello  400 m
Difficoltà  AD+ / IV+ ( IV obbl. )
Esposizione  Sud
Rifugio di appoggio  no
Attrezzatura consigliata  sosste da realizzare..cordini ed eventualmente qualche friend
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Ottime
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento 23/01/2015 con Nico decidiamo di andare ad arrampicare una via facile e optiamo per la via 50° cai al Moregallo. Raggiunta Valmadrera (Lecco) saliamo in auto fino alla frazione Belvedere (indicazioni per S.Tomaso) fino alla località Caserta (q. 260 m) dove lasciamo l´auto nel posteggio sulla destra, posto davanti alla Chiesa Santo Spirito. Il Monte Moregallo è caratterizzato da uno scosceso e selvaggio versante settentrionale, mentre a sud presenta belle guglie calcaree. La Cresta 50° CAI offre una piacevole e divertente arrampicata e risulta essere un modo alpinistico per raggiungere la vetta di questa montagna che si affaccia sulla città di Lecco da un lato e di Valmadrera dall´altro. Molto meno conosciuta e frequentata della vicina Cresta G.G. OSA, la Cresta 50° CAI è un itinerario alpinistico su cui si incontrano solo qualche vecchio chiodo e nessuna sosta già attrezzata. Partiamo alle 11 in punto dalla località Caserta di Valmadrera (q. 260 m) con le belle punte rocciose del Corno Birone che si elevano sopra il bosco secco , e oltrepassato il Torrente Inferno, imbocchiamo la ripida mulattiera acciottolata che sale verso la panoramica località di San Tomaso (q. 580 m). Tra un indicazione e l’altra guardo con dolcezza quella per il sentiero Paolo Eliana che ricorda la tragica avventura dei due sulla Torre Egger. Paolo Crippa era di Valmadrera ed Eliana de Zordo era la figlia del gestore del Rif. Coldai sul Civetta che mio padre conosceva molto bene. Da San Tomaso un comodo sentiero in mezzacosta, mai ripido e con alcuni sali e scendi, conduce alla Fonte di Sambrosera (q. 700 m). Dalla Fonte, imboccare il sentiero n°6 per la vetta del Moregallo. Risalire il ripido sentiero fino alla q. 870 m circa, dove lo si abbandona per deviare a sinistra in direzione della Cresta 50° CAI (cartello). Una labile traccia conduce alla base della crestina, il cui attacco (q. 900 m circa) è segnalato da un piccolo ometto in sassi e da una freccia blu sbiadita sulla roccia soprastante l'ometto. Belle viste nel bosco pieno di primule enormi e gialle che si apre sui laghi di Lecco, il Resegone e la bella torre rocciosa del Sasso di Preguda. Arriviamo poco dopo il mezzogiorno e alle 12.30 Nico attacca il primo pilastrino. Lunghezza 1, II, IV, IV-, II, III: salire la placchetta iniziale (II) da destra, arrivando in una conca erbosa. Da quì si sale il pilastro sulla sinistra (IV): in posto un friend incastrato, e, più sopra, un chiodo. Dopo il chiodo si sale passando leggermente a sinistra, arrivando ad una zona di roccia molto più appigliata si esce a delle piante proseguendo per un'ulteriore pilastrino placcoso. Sosta su alberelli(25m) Lunghezza 2, III, III+, IV: traverso orizzontalmente, passando sul pilastro di sx. Un breve tratto erboso e poi un nuovo pilastrino, con una breve placchetta iniziale, ed un ottimo chiodo. Da quì salgo direttamente il breve pilastro: buone maniglie e poi un tratto di roccia molto lavorata, consentono di accedere ad una piazzola, oltre la quale faccio sosta su dei massi incastrati.(30m) Lunghezza 3, III, IV, IV+: Nico traversa a sx e sale per rocce gradinate fino ad una zona erbosa (da dove sale obliquamente a sx per roccette un po' sporche ed erbose, traversando fino alla base di un evidente pilastro esposto con possibilità di protezioni in clessidre e buchi.Il tratto verticale ed esposto è di pochi metri. Più sopra il pilastro diviene più semplice. Sosta su chiodi a sinistra, alla base del successivo pilastro.(25m) Lunghezza 4, III, IV: salgo il pilastro per divertente crestina, fino ad un diedro-camino, da salire in spaccata e da cui esco poi a destra, proseguendo per alcuni metri fino ad una comoda sosta su chiodi.(30m) Lunghezza 5, IV, poi II*: Nico sale il muretto, poi facile, fino ad un profondo intaglio in cui si sosta(40m). Lunghezza 6, II: Risalgo la paretina e poi il pilastro a sx, e scendo sul retro. Proseguo per tracce di sentiero, rampe erbose e qualche roccetta, arrivando infine ad una curiosa spaccatura verticale, che si attraversa in leggera discesa. Uscito dalla spaccatura scendo di alcuni metri e sosto su alberelli a destra(30m). Lunghezza 7, IV+, III-: Nico sale lo spigoletto leggermente a sinistra, spostandosi poi a sinistra (chiodo non visibile dal basso) e salendo per placche fessurate. Sopra poi diventa più semplice e sosta su massi(30m). Lunghezza 8, IV+, IV+, III: già dal basso è visibile un chiodo, che indica il percorso. Salgo a dx del pilastro (chiodo), traversando poi a sx fino ad un tratto appoggiato. Poi salgo in verticale (3 chiodi). Al termine del pilastro proseguo per placchette e lame più semplici, fino alla sosta su alberelli(35m). Salendo si hanno spesso belle vedute sul lago e la città di Lecco che in posa come per cartolina si estende davanti al troneggiante e bianco Resegone, cui si aggiungono poi i bei Corni di Canzo. Le lunghezze dei tiri dipendono dai luoghi scelti per fare sosta che sono variabili a seconda delle decisioni personali. Ora si proseguire ancora per qualche metro per un canale erboso, fino ad un comodo slargo ove conviene slegarsi e cambiare le scarpe se si sono usate quelle da arrampicata. Risaliamo per tracce di sentiero, erbe e qualche roccetta raggiungendo in breve il tratto della Cresta OSA prima dell'intaglio dove scendiamo e da cui per facili saltini rocciosi ed erba raggiungiamo la vetta del Monte Moregallo (q. 1276 m, h 16) camminando le ultime decine di metri su venti centimetri di neve che danno un tocco alpinistico alla nostra scalata. Nelle foto di vetta orgogliosi ci stagliamo fra nevecielo. Dopo qualche foto iniziamo a scendere verso sinistra (tratti attrezzati e sentiero un poco sdrucciolevole) fino a raggiungere la Bocchetta di Moregge (q. 1110 m)da dove proseguiamo lungo il sentiero che rientra a Sambrosera. Alle 18 nel folto del bosco una luce rossastra nel buio che scende attira la nostra attenzione e scostando i rami e cercando un punto aperto assistiamo in silenzio alla meraviglia del Resegone che si tinge di rosa e poi di rosso, per poi infine tornare violetto a raccontarci il miracolo della Bellezza che passa veloce, spesso troppo, per la lentezza del nostro accorgercene. E’ questa l’immagine che sigilla una fantastica giornata passata nella natura invernale, scaldati da un sole tiepido di calore ma non di entusiasmo che arde ancora nei nostri occhi ormai pronti alla notte. Il 12/02 febbraio dello stesso anno invece invito Nico a visitare la falesia della Pennula e con la neve che ancora imbianca il paesaggio( siamo a 1000 m. di quota) passiamo una giornata in maglietta ad arrampicarci su questa falesia che presenta una bellissima ifascia iniziale di rocce lisce e ondulate che richiedono notevole tecnica di piede perché le mani hanno solo tondi e mai tacchette da stringere. Veramente particolare. La grande parete placcosa che come tagliata a scure è piantata come una pinna di squalo in cima alla collina presenta invece solo vie dure di liscia e compatta aderenza e all’estremità destra un bellissimo 6a in fessura e il magnifico spigolo di 5c che ricorda un tiro dolomitico per la sua verticalità ed esposizione e sul quale Nico conferma le mie valutazioni entusiastiche. Foto1 io sul tiro 4 del diedro camino Foto2 assicuro Nico da S7 Foto3 Nico e la cresta sotto
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