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   Testa del Gran Etret via Gandolfo, 28/09/2018
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Onicer  garaca   
Regione  Piemonte
Partenza  Tornante per il colle del Nivolet quota 2461 sopra laghi Agnel. (2461m)
Quota attacco  3030 m
Quota arrivo  3201 m
Dislivello  190 m
Difficoltà  D- / V ( IV+ obbl. )
Esposizione  Sud
Rifugio di appoggio  Chivasso colle del Nivolet
Attrezzatura consigliata  NdA - serie di friends completa - cordini vari
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Buone
Valutazione itinerario  Buono
Commento AVVICINAMENTO:
Dal tornate della strada del col del Nivolet sopra i laghi dell' Agnello, a quota 2400CIRCA, palina segnalatrice che indica il percorso per il Colle della Terra e Colle della Porta.
Raggiungere il Colle della Porta da dove parte la via.

DESCRIZIONE:
Via classica con roccia ottima e fessure super.
Mai troppo difficile ,costante tra il IV° e V°.

ITINERARIO:
Dal colle aggirare a destra un primo gendarme e risalire il canale subito dietro caratterizzato da un grande masso incastrato. La via attacca sulla destra (OMETTO). Visibile vecchio cordone bianco in un chiodo.
L1 salire un diedrino che conduce ad una piattaforma sotto un tetto con chiodo con cordino bianco. Aggirare il tetto a destra e seguire il bellissimo diedro. Superare una vecchia sosta e continuare fino alla sosta a spit . 28 metri, V°. vari chiodi.
L2: salire la fessura soprastante fino ad un terrazzo con vecchia sosta. Non salire il diedro soprastante (blocchi instabili) ma traversare a sinistra dietro lo spigolo. Salire il diedro faticoso (spuntone con cordone vecchio al termine) e proseguire sulla bella placca fessura fino alla sosta a spit posta su uno spigolo leggermente a destra. 35 metri esatti con corde che tirano. V°.
L3: seguire le belle fessure sul muro quasi verticale , 2 chiodi e un vecchio friend, fino ad una zona più facile. Salire per piccoli diedrini fino ad un terrazzino con sosta a spit. 25 metri, V°.
L4: salire verticalmente e per placche fessurate raggiungere il diedro. Superare un piccolo strapiombo e arrivare alla sosta a spit. 25 metri IV+
Ora si è alla base di un monolite rosso.La via prosegue più o meno in cresta. Sul filo è divertente, se si sta sul versante ovest è molto facile e si sale per cenge (da dove si scenderà).
L5: aggirare a sinistra per rocce facili il monolite raggiungendo la forcella a monte. Uno spit con maillon per la discesa. Proseguire senza via obbligata lungo la divertente cresta. Fino a sosta su friends sopra un bel terrazzo. IV°. 30 m
L6: proseguire sul lato sinistro (ovest) della cresta per salti divertenti e di buona roccia fino a raggiungere una sella che consente di passare sul lato est in una zona di terrazze e blocchi dove le difficoltà cessano. 30 metri. IV+ sosta a friends
L7: per cenge e blocchi sul lato est, raggiungere la sella sotto la torre sommitale. 60 metri in conserva.
L8: seguire il filo di spigolo per belle fessure e grandi blocchi fino ad una cengia con spit e vecchio cordino. Fare sosta integrando con friend 2 BD. 20 metri. IV°
L9: seguire la cengia a destra e alzarsi per fessure puntando al grande camino tra gli strapiombi. Un chiodo in un primo camino. Raggiungere con arrampicata esposta il camino più a destra. Una volta dentro, uscire facilmente sulla piatta vetta. 20 metri V°-, sosta a friends o cordone da mettere tra i massi.

DISCESA:
salire sulla cima e reperire la prima sosta a spit poco sotto il bordo esattamente nella direzione della cresta di salita.
Per cengette molto esposte raggiungere la sosta.
Prima doppia: 30 metri fino alla sella alla base della torre finale.
Ridiscendere la settima lunghezza camminando fra blocchi e cenge sul lato est. Giunti alla sella scendere sul lato ovest (ometti) fino a reperire un sistema di cenge evidenti che riporta in cresta a monte del monolite rosso.
Dalla forcella a monte del monolite uno spit con maillon aiuta a scendere una breve placca.
Per cengia raggiungere la QUARTA sosta di salita e riprendere le doppie. (tutte max 30m)
Seconda doppia: da S4 a S3
Terza doppia: da S3 a S2
Quarta doppia: da S2 scendere diritti nel diedro a destra ( faccia a monte) e arrivare comodamente a S1.
Quinta doppia: da S1 a terra


Primi salitori: Teresa Bricco e Gino Gandolfo - 1946.
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