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   Pizzo del Diavolo di Tenda, Cresta Baroni, 21/10/2017
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Onicer  Brecchy   
Regione  Lombardia
Partenza  Carona, Val Brembana (1100m)
Quota attacco  2600 m
Quota arrivo  2915 m
Dislivello  300 m
Difficoltà  PD / III ( II obbl. )
Esposizione  Sud-Ovest
Rifugio di appoggio  Calvi
Attrezzatura consigliata  Normale da alpinismo
Itinerari collegati  Diavolo di Tenda (2915m), cresta Baroni
Condizioni  Ottime
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento Questa “Baroni” sa da fare! Era un bel po’ che la guardavo, ed era un bel po’ che volevo farla; per un motivo o per l’altro veniva sempre rimandata o sfuggiva l'occasione. Oggi (sabato) era il giorno giusto, mancava solo una cosa: un socio con cui salire! Ri-propongo la salita a Simone, amico di sempre, e da un annetto a questa parte anche socio di qualche tiro in falesia; è un po’ scettico per quello che lo riguarda, soprattutto per la salita nel complesso: lunghezza dell’itinerario in primis e perché in effetti è la sua prima salita su una via di roccia in ambiente. Lo convinco. Partiamo alle prime luci del mattino da Carona e con immenso piacere ho la fortuna di incontrare e conoscere il Grande Alpinista Maurizio Agazzi!!! Saliamo assieme spediti condividendo tutta la salita fino a poco prima dell’attacco della Cresta (lui ha altri programmi)… Ovviamente si parla di Orobie: veramente un gran piacere ascoltarlo! Giunti all’attacco (2600 m), ci concediamo una pausa ristoratrice al sole e ci prepariamo per affrontare la salita: casco, imbrago, corda e ferramenta… Quello che ho in testa è stare il più possibile sul filo di cresta perché i passaggi più belli non voglio perdermeli; da quello che mi è sembrato di capire leggendo qua e la, c’è chi, per volontà o per errore, li aggira stando poco più bassi sul versante Sud che tra l’altro si presenta più “sfasciumoso” rispetto alla cresta dove la roccia nel complesso risulterà essere più che buona. Attacco così il camino iniziale (III°, con un chiodo a metà) e uscito, preparo una sosta su spuntone per recuperare il socio; poi procediamo in conserva stando sul filo di cresta e affrontando la salita superando saltini e intagli divertenti. Giungiamo al secondo camino, tratto chiave della via, cerchiamo il chiodo alla base per la sosta e affrontiamo anche questo divertente passaggio dove, al termine è posizionato un altro chiodo; recupero ancora Simone e procediamo sempre legati ammirando, grazie alla splendida giornata, l’ambiente e il paesaggio selvaggio che ci circonda, in giro non si vede anima viva. E’ uno Spettacolo… Tra saltini e cengette un poco esposte arriviamo alla tanto attesa croce di Vetta a quota 2915 m; con stupore anche qui non troviamo nessuno e ci godiamo fino in fondo questi attimi di soddisfazione prima che la stanchezza cominci a farsi davvero sentire... Riposto il materiale nello zaino e scattato qualche fotografia, cominciamo la discesa dalla Via Normale, dissetandoci più in basso dalle fredde sorgenti del Brembo. Nel ritorno verso il rifugio Calvi ci fermiamo qualche istante alla bella targa posata quest’anno in memoria di Franco Togni; doveroso ricordarlo e rendergli omaggio. Al Calvi un breve break, un ultimo sguardo alla cresta, e poi giù per la solita mulattiera fino a Carona, ammirando gli splendidi colori dei Larici in abito autunnale… Giornatona!!!
Partecipanti: Io, Simone
Foto1: passaggi in cresta
Foto2: in uscita dal secondo camino
Foto3: vetta
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