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   Rocca di Salmurano: Via delle Guide (Mozzanica) + traversata dei Denti della Vecchia, 11/07/2015
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Onicer  fabiomaz   
Regione  Lombardia
Partenza  Cusio Bg, strada per l' Avaro (1500m)
Quota attacco  2000 m
Quota arrivo  2125 m
Dislivello  350 m
Difficoltà  D / V+ ( V obbl. )
Esposizione  Nord-Est
Rifugio di appoggio  rif. Salmurano o rif. Benigni
Attrezzatura consigliata  Corda da 60 m, per la via delle Guide 10 rinvii , per la traversata nda + friends fino al 2 bd
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Ottime
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento Con Marco mettiamo mano alla lista delle salite da fare tratte da "88 immagini" con un simpatico concatenamento molto poco noto e relazionato che, tuttavia, è decisamente divertente e si svolge su roccia ottima, oltre ad offrire una giornata di probabile solitudine nella bucolica zona compresa tra il rif. Benegni e il rif. Salmurano.
Partiamo dalla curva della strada dell'Avaro sopra Cusio (obolo di € 2, occhio perchè la multa è di 89 € !!! e abbiamo visto che le danno) e attraverso il passo di Salmurano raggiungiamo la spianata di Pescegallo e risaliamo il ripido sentiero che porta all'attacco delle vie dei Denti (ore 1.30 circa dalla partenza).
La Via delle Guide è "un oasi classica in mezzo al mare di fittoni delle nuove iperprotette vie aperte ai denti". Aperta da Ivo Mozzanica nel 1971 sale il dente principale affrontando, nella parte finale, una bella parete verticale e strapiombante, sfruttandone i punti di maggiore debolezza. La via è stata richiodata a fittoni, pare dall'apritore, per evitare che venisse massacrata a fittoni ascellari, opera meritoria che, tuttavia, non sembra aver avuto totale successo.

La Via delle Guide, non segnata nelle nuove cartine dei tiri moderni, attacca tra le moderne Impossibile Florens e Master Sport, è segnata da una scritta bianca alla base e i fittoni che la interessano sono stati anch'essi "sporcati" di bianco alla base per essere riconoscibili.
L1: salire un bel muro verticale sfruttando la fessura che obliqua a sinistra per qualche metro. poi spostarsi a destra e proseguire per placca per altri 4-5 metri. Prendere una cengia erbosa verso sinistra (chiodo a anello) e seguire la mitragliata di resinati di Master Sport per facile placca fino alla sosta, in prossimità del secondo di due larici (IV+, 40 m)
Qui la via originale prosegue per uno spigoletto fino a un piccolo tetto per poi traversare per cengia a destra fino a un camino rampa (sosta) e poi risale facilmente il camino sprotetto fino ad un ampio terrazzo (sosta).
Noi invece abbiamo scelto di raddrizzare il tutto con il 2° e 3° tiro di Master Sport
L2 e L3: salire direttamente la bella placca seguendo una serie di fessure ramificate e poco marcate fino alla sosta (25m, 5b) e poi proseguire diritti, intersecando la cengia della Via delle Guide e affrontando direttamente la successiva verticalissima placca, uscendo sull'ampio terrazzo erboso (25 m, 6a+..farlocco..se l'ho salito io senza troppi problemi).
Sul terrazzo erboso si trovano ben 3 soste (con il materiale che c'è qui si attrezzavano altre 3 pareti). Quella giusta è in prossimità di un masso.
L4: tiro bellissimo! rimontare il masso e salire direttamente la bella parete verticale e strapiombante spostandosi leggermente verso sinistra, fino a raggiungere la cresta. Esposizione massima ma ottimi appigli e appoggi (30 m, V°)
L5: lungo la cresta facilmente in vetta.

Dalla vetta si riprende la TRAVERSATA DA NORD A SUD DEI DENTI (AD, IV°, la relazione sul sito del CAI BG, che da D+, V° è sbagliata). Ci si muove ora su terreno facile ma alpinistico. La traversata sembra breve, ma sono montagne russe con continue calate e risalite, per cui così breve non è. Sono presenti tutte le calate attrezzate con cordoni e maillon, ovviamente da verificare.
Dalla cima del 1° dente ci si cala con doppia da 25m nell'intaglio con il 2° dente (sosta nell'intaglio). Si risale la parete sovrastante spostandosi a sinistra e intersecando una via a resinati. In uscita noi abbiamo preso un bel diedro formato da un ciclopico lamone che porta direttamente in vetta al 2° dente.
Dal secondo dente seguire la cresta molto scenica ed aerea fino al suo termine dove si trova una breve calata di 5-6 metri.
Per cresta facile proseguire per il 3° e brevemente, per cresta esposta ma sempre facile, si arriva alla cima del 4° dente. Qui si trova un marcato intaglio che scende con 2 salti verticali e strapiombanti, intervallati da una breve cresta. Noi abbiamo fatto due doppie. La prima di una decina di metri, poi seguire la cresta fino ai cordoni visibili per la seconda calata. La seconda calata va fatta sul versante ovest (Val Tronella) e porta all'intaglio. Nell'intaglio è presente una sosta da verificare attentamente "perchè non durerà ancora molti inverni" (Peggy dixit) e che si utilizza anche in seguito per la doppia.
Dalla sosta salire il breve muretto, attraversare la selva amazzonica, e portarsi alla base di un bel diedro fessurato che porta sotto un marcato tetto formato da un gigantesco masso. In teoria dal diedro si dovrebbe poter uscire attraverso un buco, ma in pratica dal buco non ci passa neppure un bambino, per cui conviene traversare brevemente a destra e salire su un terrazzino. Dal terrazzino per facile parete si raggiunge la vetta biforcuta del 5° dente. La Sud la si raggiunge superando un'ultima ripida paretina (IV-), la Nord arrampicando agevolmente per facile spigolo.
Dalla cima del I°dente sono passate quasi 3 ore e considerando che, in linea d'aria, saranno meno di 200 metri, penso si renda bene l'idea...

DISCESA:
Ignorata la calata sulla cima sud, poco sotto la cima nord si trova la calata che, con 30 metri spaccati, riporta all'intaglio tra il 4° e 5° dente. Da qui ci si cala per altri 30 metri sul versante EST (Pescegallo) fino a dei ripidi prati.
Qui noi abbiamo sbagliato, complicandoci parecchio la vita. La SOLUZIONE GIUSTA è non abbassarsi ulteriormente e traversare per cenge erbose verso la partenza delle vie al 4° dente, fino ad incontrare "la normale" ai Denti.
Noi invece, dopo aver seguito una traccia che andava in direzione sud (passo di Salmurano), siamo tornati indietro, trovando una calata circa 60 metri sotto la verticale dell'intaglio. Ci siamo calati e siamo arrivati a un terrazzo con roccia infame e un ulteriore camino di circa 30 metri da scendere. Organizzata una seconda doppia ci siamo calati (roccia pessima) e poi siamo scesi per cenge erbose, paretine marce e prati verticali, traversando leggermente in direzione nord.
Quando metto piede sul pratone guardo l'orologio e, dalla cima, ci abbiamo messo 2 ore, pur avendo una certa attitudine per la rumenta orobica. Quindi NON SCENDERE IN VERTICALE!
Riprendiamo il sentiero e in breve, attraverso il passo di Salmurano, e con sosta obbligata alla fonte S. Carlo, siamo alla baita del pastore a mangiare caprino fresco e bere acqua di fonte.

Giornata piena, alla fine concatenando le vie si arrampica parecchio e su roccia ottima e, ovviamente, in completa solitudine.
Belle sì le vie obbligate su montagne famose, ma quello che mi piace sono e restano queste giornate!
Con il solito inossidabile Peggy!

Foto 1: i Denti della Vecchia, l'intaglio più marcato è quello tra 4°e 5° dente.
Foto 2: Sul tiro di 5b di Master Sport
Foto 3: La cresta tra il 2° e 4° dente vista dalla cima del 5°

Linko la pagina del blog di Maurizio Agazzi da cui avevo preso l'idea e che mi ha confermato la discesa giusta (quella che noi non abbiamo fatto)
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