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   Pizzo Camino - normale da Schilpario, 13/08/2026
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Onicer  pangma   
Gita  Pizzo Camino - normale da Schilpario
Regione  Lombardia
Partenza  Schilpario  (1100 m)
Quota arrivo  2490 m
Dislivello  1390 m
Difficoltà  EE
Rifugio di appoggio  nessuno
Attrezzatura consigliata  casco
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Mediocri
Valutazione itinerario  Eccezionale
Commento Ci troviamo Lorenzo (il giovane), Matteo (il vecchio ) ed io, giovedì 13 in quel di Schilpario: giorni prima ci sentiamo per concordare su quale cima portare il giovane fortissimo (così dice lui) triatleta: io e Matteo proponiamo il pizzo Camino, con l'intento segreto di segargli le atletiche gambine (...tentativo vano😒).
Io parto da km zero, Matteo from val Seriana, Lorenzo from rovente Val Padana.
Partiamo spediti su dolcissima (per finta) salita in direzione della malga bassa di Voia prima, del passo di corna Busa poi, dove arriveremo dopo 1 ora e 20 min in cui, inutilmente, Matteo ed io tentiamo di seminare il triatleta.
Dal passo, in lieve discesa a sx (dx orografica), ci dirigiamo verso il dolomitico vallone di risalita del Camino, camminando prima su semplice sentiero, poi su enormi lastroni, e poi ancora ( e per un'interminabile ora!) per infame ghiaione, in direzione del canalino adducente la cima-
Al vedere gli immani sfaciumi ed all'avvicinarsi del canalino da rimontare, il sorriso di Lorenzo si fa tirato (ma vuoi vedere che finalmente tentenna ??? ....macchè).
Vabbè arriviamo all'imbocco del canale..sbagliato, che io risalgo per una ventina di mt per poi fare dietrofront e riprendere quello corretto (il II° a dx, non il primo).
Lorenzo ed io tiriamo fuori il caschetto dallo zaino, mentre Matteo estrae dal suo una bandana che, lui dice essere in carbonio ed in grado ti attutire l'impatto di un masso da 150kg cadente da un'altezza di 200mt (grossomodo la lunghezza del canalino).
Saliamo incollati l'uno all'altro per non lapidarci, fortunatamente senza nessuno sopra la testa: dopo 20 min +/- siamo al colletto e da lì, in 5 min scarsi, in cima.
Il sorriso di Lorenzo non è più tirato, strafelice estrae dallo zaino un aggeggio che vola e fa uno strano rumore, come di zanzara da 1/2 kg: UN DRONE 😊.
Come due preistorici Matteo ed io ammiriamo le evoluzioni dello strano oggetto, vedendolo persin smarrirsi nella ionosfera, ritrovandoci persin fotografati dall'alto dove, per incanto, anche noi due sembriamo belli (da lontano).
Dopo 20 min partiamo, arriviamo al colletto per discendere con prudenza ( e col sedere) il canalino, per arrivare poi alla nuovamente infame pietraia che in 1 ora, di sfiancante ravanamento, ci porterà al passo di Corna Buca.
Da lì decisiamo di salire, decisi e spediti con la speranza di seminare Lorenzo, alla corna Buca (niente da fare).
Arrivati vediamo Matteo che continua nel cammino, sull'esile sentiero che diparte dopo l'anfratto: lo seguiamo curiosi per qualche minuto, finchè gli urlo: dove cacchio stai andando ? cercava la Croce della corna Buca, non essendosi accorto che era proprio sopra di essa.
Ritorniamo sui ns passi e scendiamo a Schilpario stanchini per farci una bevuta tutti assieme felici, congratulandoci nuovamente con Lorenzo per la tenuta di fisico e di testa.
L'indomani accade l'impensabile: Lorenzo mi invia un messaggio dove scrive di avere dolori così forti alle gambe da far persin fatica a salire le scale 😂 LA RIVINCITA DEI BOOMERS !!!
foto 1 nel canalino
foto 2 Matteo e Lorenzo in cima
foto 3 rimirando il Camino dalla Corna Busa


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