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| resegup 2026, 05/08/2026 | Tweet |
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| Onicer | oscarrampica
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| Gita | resegup 2026 |
| Regione | Lombardia |
| Partenza | Lecco (200 m) |
| Quota arrivo | 1870 m |
| Dislivello | 1800 m |
| Difficoltà | E |
| Rifugio di appoggio | Azzoni |
| Attrezzatura consigliata | scarpette trail |
| Itinerari collegati | nessuno |
| Condizioni | Buone |
| Valutazione itinerario | Ottimo |
| Commento | Il percorso della ResegUp 06 06 2026, è il classico e iconico tracciato ad anello che unisce il centro cittadino di Lecco alla vetta del Monte Resegone. L'itinerario prevede una distanza totale di 24 chilometri con un dislivello positivo e negativo di circa 1.800 metri. E’ Giamba a lanciare l’imput questa volta e io e billy ci accodiamo volentieri. Da parte mia nessuna preparazione specifica ma solo il tentativo di correre ogni tanto, anche se in questo periodo, sono stato spesso in montagna, per i miei parametri. Partiamo da Crema e ritirati i pettorali mangiamo qualche pezzo di pizza su una panchina in attesa del via fissato alle 14.30. Poi ci portiamo nella zona di partenza e facciamo qualche allunghetto sul lungo lago e faccio unj siparietto con la ragazza e poi il ragazzo che mi intervistano a proposito di auto di cui dovranno fare pubblicità. Consegno loro la mitica frase di Freak Antoni quando mi chiedono se sono pronto alle novità. Guardate che io sono così avanti…che non riesco a raggiungermi. Ci intruffoliamo poi nella calca degli atleti divisi in fasce a seconda dei tempi realizzati. Lo sparo delle 14.30 dalla centralissima Piazza Garibaldi a Lecco, a pochissima distanza dalle sponde del lago, fra urla e musica sparata a palla è sempre una scossa di adrenalina che toglie ogni stanchezza dalle gambe e dal fisico. Ma la testa spesso inganna. Comunque il serpentone si snoda fra le vie del centro per poi raggiungere il Lungolago. Zigzago fra la folla di gambe cercando di stare per un poco insieme a Billy che è partito come al solito abbastanza a manetta e Giamba che cerca di stargli dietro. Quando la strada inizia a salire, mollo l’inseguimento ed inizio a salire del mio passo. Mi incolonno a quelli che salgono al passo e transitiamo per la grande scalinata dove è posta una colonnina alla Madonna di lourdes dopo di chè usciamo dalla citta e transitiamo dal bellissimo villaggio di Costa (Q.750) di cui traversino le viuzze strette chiuse nell’abbraccio delle pareti in pietra. Nei prati successivi, ci aspetta invece quello più caloroso della gente che affolla i bordi del sentiero col suo vociare variopinto. Mamma mia che tifo: pare di essere al Tour de France! Bellissimo e quasi emozionante. Quindi ci si lancia sul sentiero che sale sui fianchi del Resegone fra nebbie che vanno e vengono e creano un paesaggio misterioso e affascinante. La fatica inizia a farsi sentire ma è anche vero che si sale velocemente e la cima non sarà poi lontanissima. Mi fermo a bere ad un ruscelletto che crea una bellissima cascatella e supero diverse persone nei tratti u poco rocciosi dove salgo a lato del sentiero. Ora siamo in montagna e il terreno è diventato decisamente più tecnico. Per un lungo traverso il sentiero scorre verso l’alto e verso destra poi gira a sinistra per affrontare il ripido finale verso il cielo. Attraversiamo anche una bella cengia in pietra attrezzata con catena e strisce di sicurezza sui lati e poi entriamo nel tratto più bello del percorso con il sentiero che fra crestine e pinnacoli rocciosi corre nel verde e fra le rocce in un susseguirsi entusiasmante di cvolte verso l’alto. Coi crampi ai quadricipiti arrivo ai gradini in cemento che portano alla Capanna Azzoni (q. 1875, posta appena sotto la vetta del Monte Resegone) in poco più di 2 ore. Anche qua è un tripudio di folla che ti stringe ti incita e ti da il cinque lungo la rampa finale a scalini. Sei quasi trascinato alla fine della salita, un poco di piano e poi per incanto ti trovi davanti la strada che scende e alle tue gambe non sembra vero di procedere quasi per inezia. Ma il terreno è tecnico e bisognerebbe essere molto più elastici ed abituati a correre su pendenze simili, per potersela godere appieno. Ma comunque via, che è sempre meglio che in salita! Il t6erreno è roccioso e molto tecnico per cui dopo i veloci primi passi devo continuamente frenare perché non ho più la dimestichezza con la velocità e temo seriamente di potermi fare male..mi superano in tanti nonostante mi impegni ad essere dinamico. Si scende sul versante che si affaccia verso il comune di Morterone e poi attraverso un traverso nel sottobosco si risale leggermente verso il Pass del Giuf. Il terreno è bagnato e vedo molta gente capicollare e scivolare e non voglio certo fare la loro fine mettendo a rischio la mia salita alle stornade del weekend prossimo. Una bella strada dove si può lasciarsi andare liberamente porta al ristoro nella bella conca dei Piani d’Erna presidiato da tanti tifosi urlanti. Dai Piani d'Erna inizia l'ultima picchiata tecnica in un bosco fangoso e col sentiero spesso veramente molto bagnato. Mi nuovo più veloce che posso ma sempre prudente: molta gente scivola e si ferma dolorante. Transitiamo nuovamente nei pressi del Rifugio Stoppani e quindi passiamo nuovamente da Costa per poi fiondarci nei quartieri alti di Lecco dove il terreno torna confortevole ma le gambe tendono a non rispondere più e rimbalzano rigide e poco elastiche alle dure sollecitazioni del fondo pietroso o asfaltato. L’ultima decina di km, la corro con una ragazza in blu con cui ci superiamo più volte fino a fare coppia fissa: lei davanti nei tratti tecnici e io in quelli stradali dato che dopo un poco mi ritornano le energie e faccio il finale in crescendo. Facciamo gli ultimi km insieme e arriviamo così anche al traguardo finale posizionato ancora in Piazza Garibaldi, dove ci complimentiamo a vicenda. Sono abbastanza fresco perché non ho voluto spremermi inutilmente, non avendo ambizioni particolari vista la scarsa preparazione. E dopo poco mi chiamano Billy e Giamba che mi indicano dove fare la doccia. Per la cronaca, la gara la vince Del Pero in 2h.15 min, dando 5 minuti al secondo e terzo classificato. Manuel arriva 32° in 2.46, Billy 230 in 3.27, Giamba 350 in 3.41, io 850 in 4.40. La sera la passiamo all’oratorio dove mangiamo la pasta in un ambiente un poco mesto ben lontano dal tripudio della Wine Trail. Foto1 il mio pettorale Foto2 altimetria percorso Foto 3 noi tre prima della gara
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