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   Ferrate tridentina e Meisules, 14/08/2006
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Onicer  oscarrampica   
Gita  Ferrate tridentina e Meisules
Regione  Trentino Alto Adige
Partenza  Passi Sella e Gardena  (2000 m)
Quota arrivo  2900 m
Dislivello  900 m
Difficoltà  F
Rifugio di appoggio  no
Attrezzatura consigliata  set da ferrata
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Buone
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento Nell’estate dell’87 vengono a trovarmi su in montagna a Caprile Damiano un amico di Pandino ed Enrico di cui conosco il fratello Antonio perché ci giocavo insieme a calcio. Con Gregorio li aspettiamo per assecondare la loro idea di fare due delle ferrate più famose delle Dolomiti (con loro, non ricordo se prima o dopo feci anche un’altra ferrata nel Lecchese, forse al Medale). Non ricordo nulla di quei giorni se non fosse per le due cartoline ricordo senza tempi e una foto scattata chissà da chi in cima al Piz Selva che ci ritrae tutti e quattro insieme in posa ricordo. Il 14 08 1987 decidiamo di salire la Via Ferrata Brigata Tridentina - o Pisciadù - per la vicinanza all'omonima vetta, che è famosa grazie al suo breve tratto di avvicinamento, la bellezza delle montagne e lo spettacolare ponte sospeso sopra un precipizio nelle vicinanze della Torre Exner. Il punto di partenza di questa via ferrata nel Gruppo del Sella è il parcheggio presso il Passo Gardena - ci avviciniamo alla parete e camminiamo fino alla cascata bassa dove raggiungiamo un bel luogo di sosta e le prime attrezzature. Attraverso una lunga serie di ganci, superiamo la prima salita fino alla prossima Cascata del Pisciadù. Nelle vicinanze si trova la via di fuga che si immette in un sentiero escursionistico, la possibilità di evitare l'impegnativo tratto della via ferrata che segue adesso. Funi metalliche e pioli costeggiano l'arrampicata, fino ad arrivare a una scala che porta a una sporgenza: qui abbiamo già superato i tratti più difficili della Via Ferrata Brigata Tridentina. Continuando la nostra arrampicata, affrontiamo la salita esposta e ripida della Torre Exner, che richiede un impegno maggiore. Alla fine di questo tratto ci troviamo davanti a un ponte sospeso che supera l'abisso tra la Torre Exner e un tratto verticale di parete - il highlight assoluto della Via Ferrata Brigata Tridentina. La vista nel precipizio è spettacolare, e non può mancare una foto ricordo. Al di là del ponte percorriamo ancora un sentiero per ca. 10 minuti, alla fine del quale si trova il Rifugio Franco Cavazza al Pisciadù e un laghetto di montagna a 2.595 m di altitudine. La discesa invece avviene per la Val Mezdì, lungo il sentiero n. 676 che scende verso est e porta sotto le imponenti pareti di roccia delle Masores. Il primo tratto è assicurato. Passiamo l'accesso alla via ferrata e torniamo al nostro punto di partenza. Un'alternativa è la discesa per la Val Setus sul sentiero n. 666. Chi volesse prolungare l'escursione, può scalare la Cima Pisciadù, alta 2.985 m. Il giorno dopo, ferragosto 87, abbiamo in programma altre scalette, quelle delle Meisules, la prima ferrata delle Dolomiti. Parcheggiata l’auto al Passo Sella, il giorno dopo 15 08 1987, seguiamo il sentiero n. 649 in direzione delle Torri del Sella, e che in meno di mezz’ora ci porta all’attacco della ferrata(q.2290). Il primo tratto della ferrata, un salto di 250 metri di roccia verticale ed esposta: scale e pioli d’acciaio facilitano la progressione nei punti più impegnativi, ma l’arrampicata tra camini e colatoi resta piuttosto faticosa. Attraversiamo la grande terrazza detritica che taglia a metà le pareti nordoccidentali del Sella, ed eccoci pronti ad affrontare il secondo salto di roccia, meno impegnativo della sezione inferiore della parete, ma che richiede altrettanta attenzione. Dopo circa tre ore di arrampicata eccoci ai 2.941 m s.l.m. della cima del Piz Selva. Procediamo ora lungo la cresta delle Meisules, il margine occidentale del grande pianoro sommitale del Sella, attraversando cime come il Piz Gralba, il Piz Miara e il Piz Rotic fino alla Forcella dai Ciamorces, da cui seguiamo le indicazioni per la Forcella d’Antersass e il Rifugio Boè, dove ci fermeremo per una breve sosta ristoratrice. Ripercorriamo i nostri passi fino alla Forcella d’Antersass, da cui seguiamo il sentiero 647 verso la selvaggia Val Lasties, che ci riporterà alla strada del Passo Sella. Per il ritorno c’è anche una scorciatoia: sotto al Piz Miara (2964 m), si prende a destra un sentiero non segnalato lungo il Valon Bianch con punti attrezzati che porta alla Val Lasties (2330 m) e al sentiero di ritorno n. 647. Con questo si evita gran parte della traversata dell'altipiano non passando per la F. d'Antersas. Foto1 Tridentina Foto2 Meisules Foto3 noi in cima al Piz Selva
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