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   le tre cime oltre gli Spiz ...e i mughi, 03/07/2025
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Onicer  oscarrampica   
Gita  le tre cime oltre gli Spiz ...e i mughi
Regione  Veneto
Partenza  Biv Carnielli  (2000 m)
Quota arrivo  2400 m
Dislivello  800 m
Difficoltà  F
Rifugio di appoggio  Sommariva, Casera Cornia
Attrezzatura consigliata  nde, traccia gps sentiero da F.lla Sagrona a F.lla Segretta
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Mediocri
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento Dopo la bella serata passata con gli amici nel bivacco, ci svegliamo tutti di buonumore e abbastanza riposati. E’ il 15/06/2025 e i nostri programmi parzialmente coincidono perché noi sogniamo di fare tutta la cresta di cime che collegano il Dente della Fopa al Venier al Coro allo Spigolo del Palon e infine Prampèr e Pramperet ( c’era in programma anche tutto il gruppo del Moschesin fino a Gardesana e Forzelete ma è chiaro che il ritardo accumulato farà saltare il programma completo..). Loro hanno in programma solo il dente e ci sembra scortese non farlo insieme dopo che ci hanno dissetato, alimentato e accolto con estrema gentilezza. Dopo frugale colazione usciamo alle 5 dal bivacco e ci accoglie lo spettacolo della luna che saluta e va a riposare oltre il piatto crestone della montagna che dovremo salire. Arriviamo poco sotto alla zona dello stillicidio e mi sdraio per bere ad un rivolo che scende da sotto due ricce: è ancora troppo vivo il ricordo della terribile sete patita ieri, nonostante avessi usato gli integratori, e bevo più che posso. Chiacchieriamo tranquillamente, oggi per ora non c’è fretta e imbocchiamo il canalone che separa il Piccolo Dente dal Dente della Fopa, tenendo sempre il ramo di destra. Superiamo un paio di massi con brevi passi vicino al II° grado e poi altri li circumnavighiamo fino ad arrivare alle 6 ad una forcelletta precipite dall’altra parte che oltre ad essere spettacolare segna il punto in cui obbligatoriamente dobbiamo virare a dx per salire la bella immensa ed appoggiata placconata che sale verso il punto più alto. Fil scappa avanti e noi seguiamo a piacere questo mare calmo poco increspato che sale verso l’alto. Si usano le mani per via dell’inclinazione, non della difficoltà. Nel gioco di luci soffuse del mattino, la Cima alta di Nisia si sovrappone al dente del Duranno creando un immagine seducente. Due camosci saltano in discesa fuggendo la nostra presenza e la prontezza di Diego ci regalerà immagini fantastiche ed irripetibili sui loro balzi ed atterraggi. Complimentissimi!...e grazie. Dieci minuti dopo la bianca luna buca il cielo azzurro intenso appena oltre la cresta e planiamo felici sull’ampio salotto sommitale dove ritroviamo Fil. Che spettacolo e che calore: sono le 6.15 del mattino e me ne giro a torso nudo a q.ta 2160 mt. C’è tantissimo spazio e la parete precipita sul Giaron de la Fopa. Affacciarsi sul bordo mette i brividi: un balzo netto e verticale di centinaia di metri, e poi i mughi con i riccioli dorati dal sole nascente che fa le mash a tutte le cime. Ad est il Friuli di re Duranno, e della piramide del Col Nudo e poi in frittura Moschesin, Tamer, Agner, Moiazze, Civetta e Pelmo. Mangiamo insieme ancora qualcosa, Diego ci fa un autoscatto memorabile e con un poco di tristezza alle 7 prendiamo commiato.. che la nostra giornata sarà ancora lunga ed impegnativa. Scherzando dico ad alta voce (per farmi sentire da tutti!) che finora abbiamo parlato..ora dobbiamo inziare a fare sul serio. Davanti a noi la cresta che scende e poi risale al Venier e poi il Coro il Palon e là, in fondo il turrito pinnacolo di Cima Pramper a segnare la fine delle nostre fatiche. Scendiamo per elementare cresta e poi lato sx fino a d arrivare ad una piccola forcelletta da cui riprendiamo a salire sempre facilmente e poi a sx per virare attorno ai roccioni sommitali e arrivare velocemente all’ometto di vetta. (Cima Venier, q.ta 2237, h 7.30). Il sole batte a picco il caldo è già insopportabile e la sete torna a farsi sentire terribilmente nonostante le sacche siano piene: ma si beve e non ci si disseta, stranissima e brutta sensazione. Ora un bel prato diigrada davanti a noi ed è bello poggiarvi i piedi che affondano nella morbida erba e cullano la discesa poi a dx in direzione di Forcella Sagrona che raggiungiamo venti minuti dopo. Propongo a Fil di salire brevemente all’incredibile caverna che permette l’uscita dal Viaz Sora la Fopa e che per tanto tempo avevo cercato. Che posto pazzesco che permette un passaggio altrimenti molto più lungo e complesso. $ bei fiori di Pulsatilla Alpina mi ricordano i figli ed iniziamo la salita lunga e tortuosa vs la Cima del Coro stando bassi sotto il filo di cresta che resta sopra di noi a dx: le rocce bianche che riflettono di luce, il cielo blu senza un filo d’aria, le macchie di verde rare e qualche mugo, raccontano di un paesaggio mediterraneo più che alpino. Bellissime le viste retro verso Venier Dente e gli Spiz che, enormi con i loro castelli, chiudono l’orizzonte verso nord. Raggiungiamo un’anticima e dopo breve discesa il culmine. ( Cima del Coro, q.ta 2325, h 8.45). Lontane nell’afa che rende opaca l’aria del mattino oltre l’immensa mole del sorapiss, le punte del Cristallo, Cristallino e Popena. Provo ad interpretare la relazione che parla di discesa dalla via normale e che pensavo di trovare bella ed evidente sul versante di Cornia ( in realtà sale da F.lla Sagrona esattamente da dove siamo arrivati!). Mi sembra senza senso tornare a fare un giro così lungo e provo l’avventura scendendo per cresta e immaginando un collegamento diretto con la forcella di Segretta bassissima alla nostra dx. Un ometto ben costruito all’inizio di un dirupato e poco promettente canalone mi fa sperare e propongo a Fil di rischiarla. Scendiamo per 10 minuti fino ad un immenso salto e quindi risaliamo e prendiamo la linea in discesa verso la sottostante valle di Cornia. Fil scende lungo un altro canale più ampio e semplice ma ad un certo punto lo trovo fermo davanti ad un salto. Risalgo il bordo a sx, raggiungo una zona prativa e da lì scendiamo fino a raggiungere la piana dove inizia il sentiero che risale a F. Sagrona (h 10.45). Il sentiero è ben evidente ma metto in guardia Fil perché mi ricordo che la volta precedente ero naufragato fra i mughi. Eppur si avanza, che abbiano risistemato la traccia? Poi in vista della Casera di Cornia che giace lontana come un miraggio in fondo alla valle, la traccia sparisce improvvisamente e in due non riusciamo più a scovarla. Fil è stanco, ha perso motivazione: gli dico che scendere alla casera non è comunque semplice e che se proseguiamo dovremmo prima o poi intercettare il sentiero che arriva da Forcella Piccola e che lontano vediamo correre orizzontale vs l’imbocco della valle che conduce a F.lla Segretta. Decide di seguirmi ma poco dopo cambia idea e vuole scendere. Siamo già nel folto dei mughi e non me la sento di lasciarlo da solo in condizioni di disagio. Gli dico di stare con me, che doveva pensarci prima se voleva scendere e che comunque non sarebbe stato facile come pensa. Proseguo più o meno traversando e probabilmente commetto l’errore di alzarmi piano piano per stare alto sopra il fitto dei mughi. Ma procedere diventa sempre più difficoltoso ed è chiaro che ormai siamo fuori dalla traccia. Cerco varchi fra i mughi ma diventa sempre più difficile trovarne. Finisco in un vicolo cieco: siamo prigionieri dei mughi e con tranquilla determinazione cerco di galleggiare sui rami ma è una fatica improba e il caldo diventa asfissiante. Filippo inveisce e mi accusa di non averlo lasciato libero di scegliere. Rispondo che almeno in cima la Palon, io ci voglio arrivare, poi lui mi aspetterà sul sentiero.Insisto fissandomi alcuni punti sulla cresta da cui poter gettare lo sguardo in Val Segretta e sperare di trovare un varco in questo verde mare in burrasca. Siamo in balia delle onde. Ordino a Fil di aspettare e salgo all’ennesimo punto di osservazione: quello che vedo è un infinito e compatto mare di verdi mughi! Forse da solo arrischierei l’avventura impossibile ma ora devo pensare al plurale. Dico Fil che scenderemo in linea diretta verso la salvezza. Non apprezza un granchè e si arrabbia continuamente: siamo perennemente presi a sberle e ramate dai mughi che non vogliono esser disturbati e si irritano per le nostre continue violazioni alla loro privacy. Siamo almeno in discesa ma nessuna voglia di gioirne. Brasati, asfissiati,martoriati, sanguinanti perdiamo quota illudendoci che ogni piccola apertura segni la fine della nostra condanna ma è sempre un ‘illusione sebbene il fondovalle diventi sempre più vicino. Questa cazzo di mugheta non finisce mai penso…ma poi improvvisamente usciamo su un praticello e urlo rabbioso la mia gioia perché siamo a pochi metri da un bel torrente. Yeahhhh, ci spogliamo io al settimo cielo, Fil ancora rabbioso ed entriamo in acqua addirittura troppo gelata per essere piacevole e cominciamo a rinfrescarci e a bere, bere, bere. Non so per quanti minuti lo faccio prima di sentirmi dissetato e rinfrescato ma vivo momenti di vera gratitudine e sollievo. Fil abbozza qualche sorriso alle mie battute ma è veramente provato. Non facciamo parola, ma è chiaro che il giro per cime finisce qui. Entriamo ed usciamo continuamente unico rimedio all’arsura che ci ha consumato in questi due giorni. Dico a Fil che vorrei dormire mezz’oretta e lui se ne va a vedere la Casera, dopo poco ritorna per dire che gli hanno offerto un bicchiere di vino e di andarci pure io. Amici di Venturino de Bona del Torriani ci fanno sedere al tavolo con loro e via di polenta costine e Pastin, il tutto annaffiato con vinello ottimo. Sembra di stare in un sogno..se poi penso che un’ora fa affogavamo fra i flutti dei mughi. Poi sono molto accoglienti: Djokovic il cacciatore/pescatore, sua moglie che mi ha già visto e vuole che mi iscriva alla Extreme Dolomiti e che la porti sul Civetta, il capo che mi spiega dei sentieri che ci sono e non ci sono e sua moglie infermiera anche lei. Facciamo fatica ad alzarci, a salutare e così arriva anche il tempo della grappa e del caffè. Con vergogna prendiamo commiato fra le risate generali..Un’oasi nel deserto. Sono le 14.30 e pochi attimi dopo siamo nuovamente soli, nuovamente accaldati. Guardo un poco stizzito il profilo dello Spigolo del Palon, così vicino e così lontano dal Coro da cui è diviso dal solco della Val Segretta. Alla nostre spalle Sfornioi e Bosconero sfumano nella calura del meriggio e vorrebbero nuvolette per ripararsi ma non ce ne sono. Fotografo la mugheta impossibile in cui si vedono delle tracce…ma son contento di non essere ancora là. Fatichiamo di nuovo mentre risaliamo verso F. Piccola dove sbuchiamo mezz’oretta di sudore dopo. Ora giù e poi nuovamente su verso il Rif. Sommariva( h 15.30) che aprirà stranamente settimana prossima. Nei bei pianori prativi poco sotto incrociamo Andrea giovane e simpatico carabiniere che ci racconta che per trovare un poco di vita la sera, ieri è stato costretto ad andare addirittura fino a Jesolo (…pensa un po’). Fea fioriture e maggiociondoli scendiamo fino a Malga Pramper, poi i prati in festa del Pian de i Palui, gli Spiz che salutano dall’alto e alle 17 la nostra due giorni di fuoco, si conclude al Pian de la Fopa. Grazie Fil. Giovane,forte,maturo. Foto1 Noi 5 al Dente de la Fopa Foto2 io e Fil, viandanti Foto3 vs Dente Venier e Spiz di Mezzodì
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