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   Monte Colmegnone, 28/11/2021
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Onicer  Pierpaolo   
Gita  Monte Colmegnone
Regione  Lombardia
Partenza  Carate Urio fraz. Santa Marta (CO)  (290 m)
Quota arrivo  1378 m
Dislivello  1270 m
Difficoltà  EE
Rifugio di appoggio  Rifugio Murelli
Attrezzatura consigliata  Normale da escursionismo
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Pessime
Valutazione itinerario  Discreto
Commento Una spruzzata di neve fino a quote collinari ci porta oggi a mirare più in basso, su un cima per noi inedita e che in queste condizioni dovrebbe essere più suggestiva, ovvero il Monte Colmegnone.
Ci sono più vie per raggiungerlo. Noi partiamo dalla località Santa Marta, nel comune di Carate Urio, parcheggiando l’auto direttamente sulla SS340 che costeggia il lago, in un piccolo parcheggio posto di fianco a una chiesa.
Subito all’inizio, nei pressi della frazione di Somaina e con lo scopo di percorrere tra andata e ritorno più sentieri diversi, prendiamo una deviazione a sinistra nei pressi di un bivio. La scelta si rivela però un errore, più della cartina che nostro, perché salendo il sentiero tende a svanire, specie nei pressi di una vecchia cava. Il problema più grande è però il terreno scivolosissimo, perché sullo pseudo sentiero sono continuamente presenti rocce lisce come placche, nascoste sotto le foglie appena cadute, il tutto reso ancora più infido dalla pioggia caduta nella nottata. Resici conto che è impossibile proseguire perché il sentiero scompare del tutto, facciamo dietro front con molta cautela, tornando al bivio.
Torniamo perciò a salire tramite il sentiero che avevamo preventivato di utilizzare in discesa. Questo sentiero sale in località Schirela e sebbene non scompaia come il precedente, il cammino continua a essere ostico a causa delle condizioni sempre molto scivolose e infide.
Dalla località Schirela incrociamo una strada lastricata che sale nelle località Quena, Monti di Carate e Vernu. La salita è ripida e anche qui scivolosa, ma essendoci meno foglie risulta meno complicata. Nel frattempo, appare la neve lungo il percorso. In teoria, a Quena, avremmo dovuto prendere il sentiero 26, detto dell’Orio, per fare un anello ampio, ma viste le difficoltà incontrate finora e la presenza di un cartello che indica come questo sentiero sia “non facile”, abbandoniamo l’idea nel timore di dovere fare di nuovo dietro front. Proseguiamo perciò verso il Rifugio Murelli tramite percorso classico.
Sopra la località Vernu la strada diventa sentiero e il paesaggio, ammantato di bianco, si fa più bello. Lo seguiamo compiendo un semicerchio in senso antiorario fino ad arrivare appena sopra il Rifugio.
Qui, pieghiamo decisamente a destra e dopo avere passato un agriturismo, saliamo la rampa che porta in vetta. Il paesaggio circostante, complice la nevicata, è veramente da cartolina.
Complice il freddo e un’aria pungente, sostiamo in vetta per poco tempo. Per tentare di fare almeno parzialmente un giro ad anello, scendiamo dalla cresta sud, già tracciata. Anche questa parte del percorso, non complicata, è meritevole.
Scendiamo fino a incrociare il sentiero nel bosco con cui siamo saliti al Rifugio Murelli.
La discesa fino a Schirela non ci fa tribolare, ma una volta abbandonata la strada lastricata e immessici sul sentiero che scende a Somaina, il cammino si fa nuovamente un calvario, perché è veramente difficile rimanere in piedi e non scivolare sulle placche bagnate nascoste sotto le foglie.
Piano piano e con estrema attenzione riusciamo a uscirne fuori e a tornare al punto di partenza. Escursione spaccata in due quella di oggi: un incubo nella parte bassa, davvero bella in quella alta. Il percorso che abbiamo fatto noi è da sconsigliare in caso di clima umido, e ancora di più quando sono appena cadute le foglie.

Foto 1: scorcio lungo il percorso
Foto 2: panorama appena sotto la vetta
Foto 3: sulla rampa che conduce in cima
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