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   Monte Scanapà, 31/10/2021
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Onicer  Pierpaolo   
Gita  Monte Scanapà
Regione  Lombardia
Partenza  Passo della Presolana (BG)  (1292 m)
Quota arrivo  1600 m
Dislivello  650 m
Difficoltà  E
Rifugio di appoggio  Rifugio Scanapà (chiuso)
Attrezzatura consigliata  Normale da escursionismo
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Discrete
Valutazione itinerario  Discreto
Commento Oggi il meteo previsto è un'esatta via di mezzo tra “bello e brutto”, ovvero cielo grigio con nebbie dai 2000 metri in su, ma con pochissime precipitazioni. Sebbene indecisi sul da farsi, alla fine scegliamo la linea della prudenza volando bassi in tutti i sensi, dal momento che la meta di oggi è il Monte Scanapà, piccola cima ben visibile dalla strada che sale al Passo della Presolana. Come sempre, l’intento è quello di cercare di fare un giro ad anello.
Partiti dal Passo della Presolana, ci incamminiamo per qualche metro sulla strada principale e, poco prima del tornante che permette di scendere in Val di Scalve, voltiamo a destra, prendendo la lunga strada sterrata e semi pianeggiante che conduce al Colle di Vareno.
Giunti a Vareno, saliamo tra le case tramite tornanti su strada asfaltata, fino a dove termina e lascia il posto a un sentiero (41) che si inoltra nel bosco.
Questo sentiero permane monotono fino alla Baita Lantana. Da qui in su il paesaggio si fa più suggestivo e montano.
Raggiungiamo così il Rifugio Scanapà e in breve tempo siamo sull’omonima e panoramica cima, su cui si erge una grande croce.
Il piano di rientro che avevamo in mente prevede il ritorno al Passo della Presolana tramite le piste, ma il nostro occhio, proprio dalla cima, cade sul sottostante ripido e apparentemente esposto sentiero che scende verso Bratto. Visto che il meteo sembra reggere, decidiamo quantomeno di andare a vedere se la discesa sia fattibile senza pericoli.
Portatici su questo sentiero, notiamo come i pendii meridionali della cresta, che non erano visibili dalla cima, non sono esposti come quelli settentrionali. Questa cosa ci dà perciò una certa fiducia nel proseguire sul percorso e modificare quindi in corso d’opera il nostro tragitto.
La via si svolge su una labile traccia presente tra l’erba, ma le balze aiutano a mantenere stabilità anche nei passaggi un po’ più ripidi. Qua è la è anche presente qualche bollo rosso o giallo sbiadito.
Scendiamo così fino a incrociare un altro sentiero che permette, tramite una successiva biforcazione, o di scendere a Bratto o di andare verso il Passo della Presolana. Noi, ovviamente, seguiamo questa ultima opzione e dopo avere riguadagnato qualche metro in salita, il sentiero taglia più o meno a mezzacosta le piste fino a depositarci nuovamente al Passo della Presolana.
Grazie a questa variante di discesa un po’ più pepata siamo riusciti a rivitalizzare una escursione che altrimenti sarebbe stata un po’ monotona e non di grande interesse escursionistico.

Foto 1: paesaggio al Passo della Presolana
Foto 2: cima
Foto 3: paesaggio dalla cima
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