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   Sasso Bianco e Monte Caldenno, 17/10/2021
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Onicer  Pierpaolo   
Gita  Sasso Bianco e Monte Caldenno
Regione  Lombardia
Partenza  Torre di Santa Maria loc. Piasci (SO)  (1668 m)
Quota arrivo  2668 m
Dislivello  1145 m
Difficoltà  EE
Rifugio di appoggio  Rifugio Bosio (chiuso)
Attrezzatura consigliata  Normale da escursionismo
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Accettabili
Valutazione itinerario  Buono
Commento Con il meteo che oggi si prospetta super soleggiato, non si può non sfruttare l’occasione per fare una bella escursione. Ci dirigiamo così all’inizio della Valmalenco, per salire su due vette poste nelle vicinanze del Monte Disgrazia: il Sasso Bianco e il Monte Caldenno.
Per iniziare l’escursione ci portiamo in località Piasci, raggiungibile mediante una strada piuttosto lunga, cementata e sterrata da Torre di Santa Maria (pedaggio di 5 euro con ticket acquistabile tramite una macchinetta posta in paese, all’inizio della strada che sale su). Seguendo indicazioni e sentiero, ci portiamo nei soprastanti borghi di Arcoglio inferiore e superiore.
Continuando a salire, raggiungiamo il Lago d’Arcoglio, oggi in spettacolare versione autunnale.
Proseguiamo fino a raggiungere una sella che è posta appena sotto la Cima del Sasso Bianco. Voltando a destra, raggiungiamo così la prima delle due cime di giornata, in ambiente già molto panoramico.
Scendiamo dalla parte opposta per seguire la larga cresta in direzione della seconda cima, il Monte Caldenno, che da qui appare ancora lontana.
Giunti a uno sperone roccioso, abbandoniamo la cresta per aggirarlo più in basso sulla destra, anche se probabilmente la prosecuzione in cresta non avrebbe comportato eccessive difficoltà.
Ripresa la cresta proprio sotto lo strappo finale che porta in vetta al Monte Caldenno, la via appare un po’ più ostica di quanto potessimo pensare. La pendenza è infatti notevole e nei passaggi a destra della cresta, che a questo punto della stagione rimane in ombra, il terreno è gelato e a volte scivoloso, specie sulle rocce.
Procediamo con cautela fino a quando la via, comunque mai troppo intuitiva e tantomeno segnalata, torna sul versante soleggiato. La pendenza fa sempre un pochino impressione, ma passo dopo passo sono sempre evidenti balze tra l’erba che aiutano non poco a mantenere la stabilità.
Tra qualche tratto erboso e un altro più spoglio, ma sempre ripido, arriviamo in vetta.
A questo punto, memori delle relazioni lette, scendiamo per qualche passo nella direzione opposta a quella di salita, continuando perciò a seguire la cresta, allo scopo di scendere, dritto per dritto, per il pendio settentrionale. Trovato il punto di “accesso” dove scendere (si vede una labilissima traccia, visto che qualcuno da qui sale e scende), lasciamo la cresta per buttarci letteralmente giù. Così come avevamo già “assaggiato” prima, anche qui il terreno, essendo in ombra, è spesso ghiacciato / brinato e bisogna perciò letteralmente tastare i punti alla ricerca di quelli meno scivolosi. Questi passaggi si alternano ad altri dove è presente poca neve e la presenza di tracce umane rendono evidente che di recente altre persone hanno scelto questa via per salire o scendere. Con molta cautela, perdiamo quota fino ad arrivare dove le pendenze diventano più gestibili.
Usciti fuori da roccia, neve e brina, scendiamo senza seguire alcuna traccia verso il Lago di Zana, allo scopo di prendere il sentiero diretto al Rifugio Bosio.
Una volta sul sentiero, dove anche qui si alternano tratti ghiacciati ad altri “puliti” in base all’esposizione, lo percorriamo fino al Rifugio. Questo tratto, svolgendosi vicino ai Corni Bruciati e soprattutto al Monte Disgrazia, merita davvero.
Oltrepassato il Rifugio, proseguiamo la discesa per fare ritorno a Piasci, chiudendo perciò escursione e giro ad anello.
L’escursione è veramente bella, specie in questo periodo dove i colori autunnali rendono tutto ancora più spettacolare. La discesa diretta dalla cima del Monte Caldenno, sebbene noi con qualche dubbio l’abbiamo comunque percorsa, in queste condizioni è sconsigliabile perché resa difficoltosa e un po’ pericolosa dal terreno ghiacciato.

Foto 1: panorama al Lago d'Arcoglio
Foto 2: sulla cima del Monte Caldenno
Foto 3: il ripido pendio diretto da noi sceso, sconsigliabile in queste condizioni
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