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   invernale al Gemelli con dani, 19/04/2006
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Onicer  oscarrampica   
Gita  invernale al Gemelli con dani
Regione  Lombardia
Partenza  carona  (1100 m)
Quota arrivo  1968 m
Dislivello  900 m
Difficoltà  EE
Rifugio di appoggio  no
Attrezzatura consigliata  ciaspe
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Buone
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento Ormai con dani le cose hanno preso il volo e deciso che siamo fatti l’uno per l’altra aspettiamo solo la fine del nostro corso per diventare infermieri e poterci concentrare sulla preparazione del nostro matrimonio.
Durante una pausa della sessione degli esami gli propongo di conoscere in veste invernale un altro dei luoghi che hanno fatto la mia storia e cioè l’invernale del Gemelli dove ho passato tante giornate e notti a riflettere e cercare un senso più profondo alla vita che il contatto con la Natura solitaria mi aiutava a trovare. Alle 8 del 22 marzo siamo già a Carona e mezz’ora dopo finiti i preparativi ,alle 8.30 siam pronti a partire in riva al Lungo Lago di Carona, posto a metri 1163. Attrezzati di tutto punto possiamo incamminarci lungo il segnavia CAI 211. Il percorso sale con pendenza costante e nei primi tornanti è caratterizzato da tratti ghiacciati, dove a volte potrebbero essere stato utili i ramponi. Ma in generale troviamo tratti di neve molle dove poter far aderire le suole dei nostri scarponi. Poi la neve si alza di molto e rende veramente faticosa la nostra progressione con io che faccio da spazzaneve aprendo la traccia per dani.
Dopo circa tre ore di cammino esasperante nel bosco, il panorama inizia ad aprirsi, mostrando le vette circostanti (Pizzi Farno e del Becco) e l’invaso che ospita il Lago Marcio (m.1841), in questa stagione completamente ghiacciato e ricoperto dalla neve. Abbiamo raggiunto la prima delle “perle di ghiaccio” che ci aspettano in questa giornata. Fa caldo, il sole splende e Dani appare nelle foto insolitamente in maglietta. Il calore unto dsal riverbero sulla neve è veramenre forte e tutto luccica attorno a noi. Facciamo un abella pausa e ripartiamo dopo mezz’ora seguendo la traccia che costeggia il lago sul lato orografico destro proseguendo in piano e regalando qualche momento di respiro, portandoci alle costruzioni che ospitano i guardiani delle dighe. Poco dopo, davanti a noi appare lo spettacolo del lago Piano delle Casere (m.1823), che raggiungiamo alle 12.30. Sotto la superficie di questo lago, di origine artificiale come tutti i bacini della zona, riposano delle antiche baite, sommerse anni or sono (e ricostruite poi sulla sponda) per ospitare l’odierno invaso artificiale. La traccia prosegue nella neve, costeggiando il lago e superando un ponticello sul nascituro fiume Gorno, che trova la sua vita pochi chilometri più a monte. Sono gli ultimi sforzi. Risaliamo sulla neve ed ecco,alle 13 spuntare davanti a noi la bella struttura che ospita il rifugio e, poco oltre, l’incanto dei laghi più famosi delle Orobie. Un paradiso dove predomina un sole colore, il bianco. In questa stagione la bella struttura che ospita il Rifugio laghi Gemelli è chiaramente chiusa, sepolta sotto la magica coltre di neve in attesa della primavera e della bella stagione. Il lago è completamente ghiacciato e innevato a tratti. L’enorme invaso artificiale, durante la stagione invernale si riempie di neve, creando crepacci e giochi di ghiaccio sulla superficie. Attraversando la diga, lungo il suo coronamento possiamo raggiungere il vecchio rifugio bruciato dalle truppe nazifasciste, da poco riportato alla luce grazie all’intervento di un gruppo di volontari, e il vicino locale invernale, sempre aperto agli alpinisti e in casi di emergenza, e che per questa notte sarà la nostra dimora. E’ presto e dopo aver mangiucchiato ancora qualcosa ci crogiolamo al sole su qualche spiazzo erboso dove la neve si è completamente sciolta o facendo foto nel candore bianco attorno ai laghi. Poi accendiamo la stufetta interna e iniziamo a preparare i giacigli di coperte per la notte. Poco prima di cena sentiamo bussare e arrivano 4 ragazzi milanesi di cui ricordo Christian Salaroli e la sua ragazza Pilar. Parliamo fino a tarda notte delle nostre vite, dei nostri sogni e delle nostre montagne e poi spegniamo la luce lasciando entrare in noi il buio e il silenzio ovattato dell’alta quota. Sveglia la mattina dopo di buon ora,con il sole già in cammino sopra le cime che va ad accarezzare regalandoci immagini di un’altra fantastica giornata. Dopo colazione alle 8 salutiamo gli amici(risentirò parlare di Christian in occasione del mracoloso e mirabolante salvataggio di Alessio…) e iniziamo la discesa. Ad un certo punto su un masso vediamo incisa la scritta “biri” nomignolo affettuoso con cui chiamavo la mia ragazza. Facciamo stupiti e meravigliati una foto a ricordo e continuiamo a scendere mano nella mano vs la nostra vita di pianura, verso il nostro futuro insieme. Dani ti amo.
Foto1 io sopra il lago Foto 2 laghi gemelli invernali foto 3 io e dani sul letto a castello
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