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   la Rochèta, 07/02/2019
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Onicer  oscarrampica   
Gita  la Rochèta
Regione  Veneto
Partenza  Agre  (400 m)
Quota arrivo  1530 m
Dislivello  1200 m
Difficoltà  EE
Rifugio di appoggio  no
Attrezzatura consigliata  no
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Buone
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento Scappato sui monti natii con spaccato familiare composto da due figli e due nonni il giorno dopo l’arrivo del 2/01 fuggo subito vs i monti del sole che m i attirano da molto per la loro aura selvaggia. Questa piccola esplorazione mi porterà in cima a quel pinnacolo aguzzo e apparentemente inaccessibile che precipita sulla Val Cordevole e nasconde il lato scalabile.
Parto in ritardo e coi bimbi e il nonno facciamo 4 passi oltre il ponte sul cordevole vs la fattoria di Agre dove facciamo “conoscenza” con gli aggressivi maremmani . la padrona si scusa e ci mostra in cambio le stalle e le cucciolate. Prendo congedo e m’inoltro per la strada degli ospizi che son già le 11 riempiendomi della bellezza di questi prati vero gioiello verde di questa valle angusta.
Subito due incontri particolari; il primo con una gallina dalla testa mozzata(volpe o faina?) il secondo con un escursionista già di ritorno da un tentativo a F.lla coraie: lui in anticipo io in ritardo.
Proseguo con la relazione sottomano sulla strada che diventa poi mulattiera e infine sentiero, salendo parallelo al corso del Cordevole e avvicinandomi alla dirimpettaia Spirlonga. Traversando prima lo sbocco della Val Pegolera e poi quello della Val dei Mus. Infine dopo 1 ora svolta a dx per sentierino che lascia la via degli ospizi e mi consegna al Wilderness. Il sentiero resta comunque relativamente evidente complice la stagione invernale che impedisce alle erbe di ricoprirlo. Intanto a dx appare il missile della rocheta mentre a sx oltre il Cordevole le immagini sfuocano nei ricordi con superbe viste sulla creste del Viaz dei camorz e dei camorzieri: si vede tutto il tragitto dalla pala alta,alla bassa alla cima sabioi ai Pinei, al Burel e alla fratta del moro. Il sentiero prende quota fra spalti erbosi e roccette fino a completare lo zig zag tornando a dx attraverso il bellissimo passaggio in cengia della Zinturela che consegna poi al bosco di faggi che risalito mi fa prender pausa e mangiare un boccone al Mandriz de la rochetà ormai rudere di antichi insediamenti umani. Sono le 13.30 ,quota 1300, vento forte ,ombra e freddo. Riparto su labile traccia che il bosco mangia e mi sposto troppo a dx ,deduco, dato che finisco sopra un vallone precipite che mi divide dalla parete delle Stornade. Ritrovo a sx la traccia giusta che sale rapida fra le erbe alte e mi porta all’imbocco di un canalino sassoso che adduce ad uno stupendo plateau erboso vero pulpito panoramico. Mi fermo pieno di meraviglia con lo sguardo sospeso come un aquila sulla sottostante val cordevole e verso il mondo del Viaz.
Poi quasi a malincuore lascio quel cuscino d’erbe invitanti e salgo l’ultimo ripido canale roccioso erboso attrezzato con un paio di chiodi per le doppie che conduce all’aerea cresta di cima precipite sul mondo sottostante.Sono le 14.30 , il panorama è notevole vs sud e il bellunese e vs nord dove emerge lo scoglio della Marmolada. Scatto foto nel vento e poi scendo a ritroso per la via salita con la fretta cattiva consigliera che mi fa smarrire talvolta l’esile filo d’Arianna che mi riconduce comunque per le 17 agli agresti prati di Agre. Non prima di avermi regalato un tramonto da sogno che nell’aria frizzante della sera incendia il Burel.
foto1 la rocchetta fto 2 la cima foto 3 rosso Burel
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