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   Monti Vaccaro e Forcella, 19/11/2017
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Onicer  Pierpaolo   
Gita  Monti Vaccaro e Forcella
Regione  Lombardia
Partenza  Parre (BG)  (705 m)
Quota arrivo  2088 m
Dislivello  1500 m
Difficoltà  EE
Rifugio di appoggio  Rifugio Vaccaro
Attrezzatura consigliata  N.d.e. + ramponi
Itinerari collegati  nessuno
Condizioni  Accettabili
Valutazione itinerario  Buono
Commento Con il Monte Vaccaro abbiamo un conto in sospeso da diversi anni. Quando la prima volta provammo a raggiungerne la vetta, fummo respinti da inquietanti rumori provenienti dall’interno della massa nevosa presente in quel periodo lungo i ripidi e lunghi pendii da salire per accedere alla cresta che conduce in cima. Per timore di distacchi nevosi facemmo retromarcia, abbandonando quindi l’idea di salita. Trascorso il tempo, il Vaccaro è sempre rimasto lì in disparte nei nostri propositi escursionistici, quasi dimenticato. Oggi, invece, in maniera casuale e nemmeno del tutto convinta decidiamo di tirarlo fuori dal cassetto per tentare nuovamente la salita. Rispetto ad allora, le condizioni del percorso paiono decisamente più abbordabili e sicure. Salvo eventi eccezionali, nulla potrebbe quindi impedirci di portare a compimento l’escursione, soprattutto considerando che in base a osservazioni visive da lontano, la via appare sgombra da neve.
Parcheggiata l’auto appena sopra Parre, ci incamminiamo seguendo il sentiero 241, che sale inizialmente nel bosco e sbuca poi in spazi più aperti in località Monte Alino, proseguendo poi per una strada cementata/asfaltata fino alla Baita di Mezzo.
Da qui in avanti, si lascia la strada e si prosegue per una labile traccia di sentiero nell’erba diretta alla Terza Baita, seguendo qua e là qualche bollo bianco rosso.
Giunti sotto la pala del Vaccaro, si sterza a destra per un sentiero a mezzacosta che permette di raggiungere la cresta della montagna.
Seguiamo ora la cresta, che non è mai troppo esposta, sebbene in alcuni punti il percorso sia un po’ ripido. La fusione della neve caduta nei giorni scorsi lungo questo tratto esposto al sole ha lasciato in eredità un terreno spesso fangoso e un po’ scivoloso, motivo per cui bisogna prestare un pizzico di attenzione in più per salire.
Senza eccessive difficoltà saliamo fino ad arrivare in vetta, accolti da un vento irregolare e a momenti fastidioso.
Dopo una doverosa sosta in compagnia di altri escursionisti, per il rientro scegliamo di compiere un giro ad anello, proseguendo lungo la cresta che dal Vaccaro conduce verso l’anticima del Monte Secco, ma senza raggiungerlo. Lungo questo tratto si alternano passaggi semplici ad altri leggermente più esposti e innevati, la prudenza è perciò d’obbligo.
A un certo punto la cresta si biforca: a destra prosegue verso il Monte Secco, a sinistra porta verso una modesta elevazione che prende il nome di Monte Forcella. Noi seguiamo quest’ultima, e sempre con una certa attenzione ci portiamo su questa seconda vetta.
Scendiamo ora dalla parte opposta a quella di salita, su larga ma ripida cresta erbosa, fino ad arrivare negli spazi aperti posti nei pressi della Baita Forcella.
Oltrepassata la Baita, teniamo la destra stando temporaneamente in quota seguendo una labile traccia di sentiero che nei pressi di un rudere entra nel bosco, dove è peraltro presente qualche sparuto bollo bianco. Non è sempre facile orientarsi lungo questo tratto e un paio di volte commettiamo qualche errore, ma alla fine riusciamo a scendere correttamente fino a incrociare il ben più evidente e segnalato sentiero numero 240.
Per fare ritorno a Parre non ci resta che seguire tale sentiero, che in certi punti incrocia una strada asfaltata che collega alcune graziose frazioni poste sopra il paese.
Dopo una discesa piuttosto lunga concludiamo l’escursione, che grazie soprattutto all’anello ha saputo immergerci in un ambiente di montagna maggiormente severo e selvaggio.

Foto 1: la cresta del Vaccaro
Foto 2: il tratto di cresta che conduce sul Monte Forcella
Foto 3: laghetto alla Baita Forcella
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