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   Guglielmo chiaccherando di Vergini , 09/01/2021
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Onicer  paglia      
Gita  Guglielmo chiaccherando di Vergini
Regione  Lombardia
Partenza  Zone, cimitero  (670 m)
Quota arrivo  1957 m
Dislivello  2501 m
Difficoltà  OS+
Esposizione in salita  Varia
Esposizione in discesa  Varia
Itinerari collegati  nessuno
Neve prevalente  Farinosa
Altra neve  Farinosa
Rischio valanghe  3 - Marcato
Condizioni  Ottime
Valutazione itinerario  Eccezionale
Commento Rincontro finalmente Giacomo Calvetti al parcheggio dopo il ponte dietro al cimitero di Zone. Sono le 7.45 del mattino e fa freddo.Il giovane Filippo Nodari continua a chiamarmi al telefono! Gli rispondo tramite una diavoleria JBC che mi ha regalato il giorno prima Sara, che funziona al posto del vivavoce rotto, perchè a voce Filippo non risponde, quindi presumo non sia ancora al ponte..ma in paese. Lo chiamo: Set endoe? in forneria! Un panino al prosciutto anche per me! Si scende poi verso il ponte e tutti gli amici conosciuti e che conosceremo in seguito, si avviano dopo poche battute, chè fa freddo! Anche il Torchio arriva con la banda dell'Ugolini , mentre Filippo che sembrava in arrivo sta mangiando una pizza. Saluto anche la Silvia Corsini, che non mi riconosce. Ci siamo sempre visti in muta da nuoto nel lago.. In ritardo sulla tabella di marcia di circa un 16mo di luna, si risalgono i primi prati a ritmo Cordamolla per poi trovare una staccionata, Giacomo la supera, Pippo che non è alto la supera anche lui, io ci passo in mezzo! Non sono così ciccione! Si prosegue talmente veloci, a ritmo 800/900 di vam (velocità ascensionale media) che gli gnomi non fanno a tempo a salutarci perchè son mezzi congelati. In Casentiga ci concediamo una sosta bevereccia, e come al solito si scopre qualcuno che non ha ancora scoperto gli sci che devasta la traccia. C'è anche una bella ragazza, ma ad una inversione le si stacca uno sci e la superiamo senza pietà, tanto c'è già un vecio a darle una mano... Pippo ammira il paesaggio, ma io già infreddolito lo invito a raggiungere il giogo della palla dove troveremo il sole. Raggiunto il Giacomo raffreddato, ci portiamo sotto l'Almici, in punto riparato dal vento a coprirci e mettere i sovraguanti. Io punto per la COstarica, un filo di sole c'è, ma Giacomo, più attento di me ha già visto bene dove scendevan le tracce di Misteradamello...ci troviamo a quota 1951, scendiam con le pelli fino all'inizio della valle delle selle...su polvere di stelle ci culliamo in una prima discesa a 40 °in polvere, sembra di essere un maglione in lavatrice! Tutti coccolati da cotanta bellezza, ci spingiamo sulla stradina evitando cani e beel ciaspolatrici. I gnari vogliono salire e dar gas al metanodotto, ma io, ricordando la golosità del Pippo faccio notare che Dancelli sarà aperto per un caffè dopo il panino e scendiamo a capofitto a Pezzoro. Fino al rifugio la neve è bella, ma al rifugio chiuso tiriamo dritti fino al paese, dove molte persone son già scese. E? una pista. Suoniamo a casa Contrini per i saluti di cortesia e per chiedere informazioni e poi ci dirigiamo a prendere un caffè d'asporto e altri panini allo speck dal Dancelli. Bevuti 3 caffè al posto di uno, sono drogato come Bugno al Mortirolo. Ripartiamo ma non seguiamo la via abituale di salita, visto che Rossana ci ha riferito che la strada per il forcellino è bene innevata che ha dato da mangiare ai cani e ci è passata. Saliamo fino al valico e alla forcella di Pezzoro seguiamo il sentiero 320 e poi la stradina fino in malga Pontogna. Poi per vecchie piste da sci fino a stalleti bassi, staletti alti e poi si incomincia a vedere il Monte Baldo! DOme! Ivano! andiamo a riaprire le discoteche dormienti del GArda! Arriviamo quasi a ritmo blando cai al Redentore, non si spella ma si va per il Pedalta, mentre il sole cala sotto le nubi e ci regala un colore commovente. L'orizzonte è ora limpido e lontano, come le nostre menti, dal Garda al vallese, dalle Orobie all'Adamello, non so dire cosa sia più bello. Piango di gioia, non mi ricordavo di abitare nell'angolo più pittoresco dell'universo!
Ci facciamo seri un momento, fa così fredod che le lacrime potrebbero gelare, spelliamo e scendiamo su panettoni farinosi fino al canalone. La neve si fa più bella, ma il sole non la bacia più. Avanza l'ombra della notte, ch ci concede ancora il tempo del crepuscolo per arrivare ai prà dupì ed al sentiero degli gnomi. Non li sfidiamo al Buio. Abbiamo sciato abbastanza. Torniamo a piedi alla macchina, consci che abbiamo fatto una giornata memorabile, che ci ricorderemo per sempre. Peccato che per decreto ognuno torni con la propria auto. SI potrebbe inquinare anche meno, facendo queste gite in compagnia. Chi dice che il Guglielmo è tritato e affollato è una testa di Zucchini. Con Giacomo Calvetti Cordamolla e Filippo Nodari(Pippdo
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