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   Monte Bregagno, dal Dosso di Naro, 11/03/2006
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Onicer  Domonice      
Gita  Monte Bregagno, dal Dosso di Naro
Regione  Lombardia
Partenza  Pianello Lario  (780 m)
Quota arrivo  2107 m
Dislivello  1350 m
Difficoltà  MS+
Esposizione in salita  Est
Esposizione in discesa  Est
Itinerari collegati  Monte Bregagno (2107m), dal Dosso di Naro
Neve prevalente  Trasformata
Altra neve  Crostosa
Rischio valanghe  3 - Marcato
Condizioni  Ottime
Valutazione itinerario  Eccezionale
Commento [report e commento di Luca Bono, foto by Dome]

Per questa meta alternativa, a lungo caldeggiata dal Grigna per la sua panoramicità, siamo in molti al tradizionale ritrovo del Bione: io (Luca Bono), Anna Bona, Luca Mol, Taniro, Grigna e Rambo, i valtellinesi Nibi e Loos, il mitico Kikko, Franz, e i bresciani capitanati dal Dome: Boletti Paglia e Fabio (spero di aver azzeccato il nome) oltre allo stralunato Catena. Dopo i soliti ritardi causati dalla numerosità della combriccola si parte sci in spalla risalendo dolci pendii erbosi tra boschi e piccole radure. Dopo soli 15-20 minuti è però possibile calzare gli sci così, alleggeriti il passo aumenta e sono i bresciani ad approfittarne subito con un passo da caimani, probabilmente influenzato anche dalla necessità di essere a casa per il pomeriggio causa tradizionale costinata del sabato. In coda, a goderci il panorama e a scattare foto a raffica, restiamo io, Luca Mol, Nibi, Franze Grigna, davvero estasiati dal blu del lago che contrasta il verde dei boschi ed il bianco dei dossi innevati. Ognuno poi può ammirare da un'insolita prospettiva ciò che più lo attrae: io vengo calamitato dalla possente pala del Manduino, progetto futuro, il Nibi guarda con affetto al suo Legnun, Grigna controlla il suo reame, il Grignone e lancia occhiate di minaccia al pistone di Bobbio. Uno strano mistero avvolge infine il gruppo Paglia-Anna-Loos che restano paurosamente indietro nonostante le nostre attese (vane) che alla fine ci faranno perdere almeno un'ora e passa. Arrivati all'ultima baita il gruppone si frammenta nella scelta dell'itinerario alla vetta: i bresciani seguono in costa il dosso senza salirlo per poi tagliare in cresta oramai molto in alto, andando così un poco a "infognarsi", il Grigna e Franz tagliano in cresta un pò prima, ma con analoghi risultati. Solo io Nibi e Luca Mol propendiamo, viste anche le peripezie dei compagni avanti, per salire integralmente il dosso che raggiungiamo con itinerario "extremely safe" grazie alla traccia magistralmente disegnata dallo Sceicco. Sulla cresta sono ancora più belli i colori di quest'ambiente che, a dispetto della quota modesta, regala sensazioni da alte vette. Giunti all'anticima molliamo gli assi per proseguire a piedi fino alla vetta vera e propria, dopo aver salutato i bresciani gìa in discesa. Dopo le rituali foto e una discesa un po' da brividi sulla cresta, si torna nel vallone dove comincia una sciata davvero sensazionale su firn rammollito dal sole che fa godere tutti, i dossoni offrono pendenze davvero interessanti, le urla si sentiranno fino alla riva del Lario! Dopo una breve sosta mangereccia al cospetto di un ameno baitello, si raggiunge, con un po' di rammarico, la macchina. Eccezziunale veramente!
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