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   Agnel - Flix - Surgonda, 22/01/2017
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Onicer  andrea allegretti      
Gita  Agnel - Flix - Surgonda
Regione  Svizzera
Partenza  Julier Pass  (2100 m)
Quota arrivo  3302 m
Dislivello  2500 m
Difficoltà  BSA
Esposizione in salita  Varia
Esposizione in discesa  Varia
Itinerari collegati  nessuno
Neve prevalente  Farinosa
Altra neve  Farinosa
Rischio valanghe  2 - Moderato
Condizioni  Discrete
Valutazione itinerario  Ottimo
Commento Primo giorno, venerdi 20:
Partiamo dal parcheggio sotto lo Julier con comodo (pi o meno 10.45 - temperatura -14).
L'innevamento in Val d'Agnel sembra buono, almeno fino al Campagnun; verso la Fuorcla d'Agnel invece la neve un p meno e manca anche la traccia. Immaginiamo quindi che nessuno si sia spinto fino in Val Bever e che passeremo tre giorni vedendo ben poche persone (bene..).
La forcella sgombra da neve a causa del vento e si passa a piedi fino a raggiungere i pendii sull'altro lato. Qui preferisco scendere sciando fino a trovare un punto comodo per ripellare e da qui in poi batto traccia fino alla Fuorcla da Flix.
La cresta che porta alla cima del Piz d'Agnel innevata e la saliamo ramponi ai piedi (non indispensabili). Arriviamo in cima alle 16 ma evitiamo inutili pause per tornare a prendere gli sci e raggiungere la Chamanna Jenatsch prima che faccia buio. Col calar del sole il freddo forte e fa un p paura. La discesa tutta su neve farinosa ma poco godibile visto il lungo traverso che comunque non basta per raggiungere il rifugio; bisogna ripellare per la terza volta e salire un centinaio di metri fino all'edificio posto sulla sponda opposta della valle. Freddo intenso - le pelli non attaccano pi - arrivo quasi al buio con una pelle sola.
L'ingresso nel rifugio sempre la cosa pi piacevole - mi levo gli scarponi - mi massaggio la faccia insensibile e accendo la stufa mentre guardo le fiammelle che pian piano crescono...
Il locale invernale provvisto di luce, stufa, legna e stoviglie varie. L'unica pecca che i letti sono al piano sopra e la stanza un freezer. 27 CHF a persona da pagare con bollettino. Temperatura esterna tra i -15 e i -20.

Secondo giorno, sabato 21:
Ci risvegliamo dall'ibernazione alle 10. La giornata luminosissima e vogliamo partire. L'idea di salire il Piz Calderas e quindi ci addentriamo subito verso l'omonima vedretta. All'interno della valle l'innevamento e buono e intonso. Infatti dopo aver tracciato la parte pi ripida, scendo per poi ripellare. Neve stupenda - peccato duri pochissimo. Al secondo giro, l'amica da per forfait e continuo da solo fino fino alla parte piatta del ghiacciaio.
Qui vedo il Calderas in pessime condizioni. Il vento ha spellato tutta la cima, con accumuli di neve alternata a zone sgombre, e poi da solo dove vado? Rinuncio anche alla vicina Tschima da Flix a pochi metri di distanza e mi fermo alla modesta elevazione posta sul bordo roccioso sopra la Val Savriex.
Torno verso il rifugio rigodendomi per la seconda volta la breve discesa. Intanto alla capanna sono arrivati due simpatici boarders di Zurigo, a cui si aggiungono una coppia - le svizzera - lui finlandese. Piacevole convivio serale - un p pi tiepido del precedente - parlando (in inglese per fortuna) di cosa fare il giorno dopo.

Terzo giorno, domenica 22:
Dopo il secondo processo di ibernazione, stavolta ci alziamo con la sveglia. Partiamo per il Surgonda preceduti di mezzora dai boarders. L'itinerario non sembra in buone condizioni, ma sappiamo che fattibile inquanto fatto in discesa il giorno prima dall'altra coppia. C' solo un punto delicato, nell'accesso alla vedretta Traunter Ovas; pochi metri di ghiaccio vivo che saliamo con i ramponi.
I boarders hanno invece arrampicato sulle rocce un p pi a destra. Da qui facilmente arriviamo alla forcella tra le due cime del Surgonda in cui incontriamo un cane, con relativo padrone in vetta e decine di skialper in arrivo sul lato sud. Dopo tre giorni di semi isolamento, l'effetto consistente.
Non scendiamo nella Val d'Agnel ma preferiamo spostarci in Val d'Alv dove c' meno gente. Anche qui la sciata quasi sempre piacevole, soprattutto nella parte bassa su ottima farina. Peccato alle "pinne di squalo" sempre presenti. Si arriva alla macchina sci ai piedi.

Considerazioni:
Nonostante la pessima fama di quest'inverno, abbiamo sciato quasi sempre su ottima farina. Il vento ha fatto danni solo sulle cime ed i crinali, ma comunque non tutti. Sassi toccati, pochi. Righe sotto gli sci, anche... per fortuna.
Ne sono usciti tre giorni appaganti, di gelo, sole e silenzio. Con Elke
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