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   In Ferrari sul Cervandone + punte Marani e Gerla, 26/03/2016
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Onicer  Vezz      
Gita  In Ferrari sul Cervandone + punte Marani e Gerla
Regione  Piemonte
Partenza  Alpe Devero  (1631 m)
Quota arrivo  3210 m
Dislivello  1810 m
Difficoltà  BSA+
Esposizione in salita  Nord-Est
Esposizione in discesa  Nord-Est
Itinerari collegati  nessuno
Neve prevalente  Ventata
Altra neve  Marcia
Rischio valanghe  2 - Moderato
Condizioni  Discrete
Valutazione itinerario  Eccezionale
Commento Terzo sabato di sole marzolino, terza scialpinistica della stagione, terza grandiosa cima. E stavolta anche di prestigio: il Cervandone spicca già dalla statale del Sempione, acquisisce dimensioni imponenti dalla piana del Devero, esige riverenza ai piani alti.
Sono da poco passate le 7.00 quando ci incamminiamo lungo la stradina che taglia il pianone del Devero. La nostra cima è avvolta da uno scialle di nubi dispettose che si confonde agli sbuffi del vento sui più alti crinali. Lo stesso vento che ci sbatte in faccia, gagliardo, i pochi centimetri di neve caduta probabilmente nella notte.
Sui pendii che conducono ai Piani della Rossa c'è fermento. Una discreta quantità di pelli stridono sul corridoio accanto al fiume, lisciato dal vento. Cistella e Diei ci sorridono alle spalle: verrà anche il loro momento.
La visione ai piani della Rossa è micidiale, unica proprio come la ricordavo. La bastionata pizzo di Crampiolo - punta della Rossa è severa; più dolce e invitante la svolta verso il Bandiera. Procediamo leggeri nel bel mezzo di cotanto scenario, lanciando sguardi di intesa a destra e a manca. Per poi focalizzarci sulla nostra di montagna.
Il vento si è d'improvviso quietato, lasciando il posto a un gran caldo. Oltrechè dei vestiti, ci spogliamo delle titubanze residue. Il canalino Ferrari pare in condizioni: l'abbiamo già risalito con la mente, non ci resta che farlo per davvero.
E allora, sci nel sacco e su dritti per la scenografica conoide. Seguendo le peste di coloro che ci precedono, entriamo nello stretto budello, quest'oggi di fresco gelidamente ricamato. Ottime condizioni della neve: useremo la piccozza unicamente sull'ostico risalto finale. Un aggancio in dry… e hop su decisi!
Senza ancora troppo curarci del paesaggio, risaliamo affannosamente i due ripidi muri che ci separano dalle roccette sommitali. Vinciamo anche quest'ultime: siamo su… bello!
Torniamo sui nostri passi, consapevoli che la strada è ancora lunga: almeno due decise risalite ci separano dal colle Marani, laddove potremo forse finalmente lasciar correre gli sci. Gettiamo un disinteressato sguardo al canale "di destra" e alle sue grosse cornici, aggiriamo una prima elevazione, interrompendo il nostro percorso sotto alla seconda. Mentre i soci proseguono in basso, convinto sia la punta Gerla, faccio una scappata in vetta.
Un unico traverso ci separa ora dal colle. Lo percorro con un occhio al terreno e l'altro ai profili d'Oberland: Finsteraarhorn, Aletschorn, Jungfrau, Monch, Bietschorn… tutto pare a portata di mano. Penso a come, quando e se mai li avvicinerò. E poi, avendo vantaggio sul terzo socio, su per la punta Marani. E non posso certo lasciare indietro la vera, e docile, punta Gerla.
Con i quadricipiti ancora fumanti, ci scaraventiamo giù dal colle, su nevaccia: sastrugi, croste, neve nuova pressata dal vento, è tutto un alternarsi di condizioni tutt'altro che favorevoli. La situazione migliora verso i piani della Rossa, sotto i quali possiamo infine compiere un accenno di sciata.
Ferrari era il canale e non l'auto, ma il motore quest'oggi l'abbiamo fatto ben girare anche noi!

FOTO:
1- Sci nel sacco, in un contesto di prim'ordine, risaliamo la conoide verso il canalino Ferrari.
2- Di rientro dal Cervandone, traversiamo per cresta verso il colle Marani.
3- In discesa, in vista dei favolosi e panoramici Piani della Rossa.
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